Comune, ancora da pagare quasi 18 milioni di euro di mutui

Situazione debitoria assolutamente sotto controllo per il Comune, rimangono da estinguere mutui ventennali accesi soprattutto nel 2001, 2002, 2003 e 2004. Dai tempi della Giunta Dosi in poi mai non si è più fatto ricorso a questa possibilità per finanziare nuove opere

Palazzo Mercanti

Il Comune di Piacenza, paragonato a tanti altri enti locali in giro per l’Italia che vivono situazioni molto più precarie, a detta di tutti, presenta una situazione debitoria assolutamente “buona”. I mutui della Primogenita non rappresentano una zavorra troppo pesante per i conti dell’ente, né una serie di catene dalle quali è impossibile liberarsi.  Tanto che Andrea Pugni (Movimento 5 Stelle) più volte ha invitato l’Amministrazione Barbieri ad “accenderne” altri, piuttosto che mettere in vendita le quote Iren, per reperire nuove risorse. Ma come è la situazioni dei mutui del Comune di Piacenza?

Gran parte di questi mutui – leggendo il bilancio previsionale 2019, che pareggia a 202 milioni di euro e che approderà in Consiglio comunale nei prossimi giorni - si estingueranno nell’ultima parte del mandato dell’Amministrazione Barbieri: sono mutui ventennali, accesi tra il 2001, 2002, 2003 e 2004, e quindi vedranno il termine nel 2021, 2022, 2023 e 2024 (il mandato della Giunta Barbieri termina nel 2022). Dopo averne fatto grande uso a inizio secolo, a cavallo tra la Giunta Guidotti e la prima Giunta Reggi, da un certo momento storico in avanti, il Comune ha smesso di ricorrere a questa possibilità. Con l’avvento della Giunta Dosi, nel 2012, non è più stato fatto alcuno. Anzi, l’impegno è andato per estinguerne alcuni prima del tempo e non gravare troppo sulla spesa corrente del Comune, alle prese con gli interessi. La vendita delle quote Iren – non quella decisa in questi giorni dal Consiglio comunale attuale – andò proprio in questa direzione.

Proviamo, un po’ sommariamente, a vedere a cosa si riferiscono i debiti del Comune. Ci sono ancora dei mutui con “Credit Agricole” (un tempo “Cariparma”) del 2002 (acquisti di attrezzature), 2003 (attrezzature mobili e altri investimenti, informatizzazione degli uffici comunali), 2004 e 2005 (per edifici comunali e altre opere pubbliche), 2010 (sistemazione e realizzazione opere di manutenzione). L’istituto di credito francese ha messo a disposizione 22 milioni di euro e restano da pagare ancora 8 milioni e 317mila euro, per una quota di 1,272 milioni nel 2019.

Con “Cassa Depositi e Prestiti Spa” i mutui ammontano complessivamente a 16 milioni (mancano 7 milioni e 202mila, nel 2019 l’ente pagherà 935mila). Invece con “Cassa Depositi e Prestiti-Ministero delle finanze” la cifra si attesta sui 10 milioni e 850mila euro, di cui restano da pagare due milioni e 463mila (nel 2019 la quota è di 728mila euro).

Con queste due realtà creditizie il comune capoluogo ha finanziato diversi interventi. La rete fognaria di Borgotrebbia, l’impianto semaforico di viale Malta e di Mucinasso, l’impianto di climatizzazione della sala consiliare (il Comune deve ancora finire di pagarlo e da tempo l’impianto balbetta e causa rumori fastidiosi per il proseguo della seduta), l’impianto servoscala per il teatro, il restauro dell’istituto “Amaldi” di Tutor, la riqualificazione di via Colombo, gli spogliatoi degli impianti sportivi del baseball di via Ottolenghi, la ristrutturazione e ampliamento del cimitero e dell’ex macello (pende un contenzioso giudiziario che vede il Comune rischiare di sborsare una cifra consistente a due ditte romane che si occuparono del primo stralcio dei lavori).

Poi, ancora, la pista ciclabile tra Besurica e Vallera, la manutenzione di piazzetta Sant’Agnese, le manutenzioni negli asili nido, l’oscuramento delle finestre alla scuola Carella, il Campo Daturi, la scuola elementare di Sant’Antonio, Santa Maria di Campagna, la scuola materna Aldo Moro, le mense scolastiche di Taverna e Giordani, il restauro della biblioteca Passerini Landi, la pista ciclabile via Farnesiana-viale Malta, le rotatorie di piazzale Torino e piazzale Milano, la pista d’atletica del campus Agazzana, il completamento di Corso Europa, il rifacimento di piazza Sant’Antonino, il rifacimento della chiesa di San Vincenzo, di piazzetta San Francesco e Sant’Ilario. Soldi spesi anche per il verde pubblico, come le aree verdi (anche parco giochi e aiuole in alcuni casi) di via Millo, scuola materna Pittolo, Gerbido, via Ercole, via Degani, ex cinema Giardino, via Beverora, Pubblico Passeggio. Gli impianti di illuminazione di via Trebbia e zona Anselma. Opere varie ai Dossarelli, la sistemazione del piano caricatore di via dei Pisoni, di via IV Novembre, il gattile di Le Mose, la scuola Taverna, i cimiteri di Sant’Antonio e Roncaglia, il palazzetto via Alberici, la chiesetta di Le Mose, lo spogliatoio del campo da calcio di via Pavia e la rotatoria di via don Carrozza-via Emilia Pavese. In totale il Comune deve ancora estinguere – con Credit Agricole e Cassa Depositi e prestiti – 17 milioni e 982mila euro.

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