Trespidi in redazione: «Con me certi personaggi non sarebbero tornati in scena»

Il consigliere comunale del gruppo “Liberi” Massimo Trespidi (ex presidente della Provincia e candidato sindaco alle Comunali del 2017) ha affrontato diverse questioni politiche e amministrative. «La Giunta Barbieri scala il Monte Bianco con le scarpe da ginnastica»

Il giornalista Andrea Pasquali con Massimo Trespidi

Un anno di vita del gruppo “Liberi” celebrati con un’intervista nella redazione de IlPiacenza.it. Stimolato dal giornalista Andrea Pasquali, il consigliere comunale Massimo Trespidi – in passato presidente della Provincia e candidato sindaco a Piacenza – ha detto la sua su tante questioni politiche e amministrative che riguardano il capoluogo. Non sono mancate le frecciate polemiche nei confronti dell’Amministrazione Barbieri, oggetto di critiche in Consiglio comunale. Il 13 aprile di un anno fa partiva l’avventura di “Liberi”, una lista civica smarcata dai partiti, che vedeva (e vede) in Trespidi il leader e il candidato sindaco. «Il centrodestra ha fatto una scelta diversa per il candidato sindaco – ha spiegato Trespidi sollecitato da Pasquali - e noi abbiamo fatto la scelta di dare voce a tutti coloro che non avevano voglia di farsi intruppare da alcune logiche. Abbiamo dato la libertà di essere protagonisti. È un’entusiasmante esperienza che ha avuto un grande riconoscimento elettorale».

Ma non c’era il rischio, un anno fa, di far vincere la sinistra? «No, la legge elettorale delle Comunali consente il doppio turno, con il ballottaggio. E al ballottaggio sono andati i due candidati più votati. Noi abbiamo portato al voto tanta gente che non si riconosceva né nel centrodestra né nel centrosinistra». Trespidi disse di aver ricevuto proposte di poltrone e incarichi dal centrodestra, per non correre in autonomia. Non era meglio averla con un ruolo decisivo all’interno della Giunta, che all'opposizione? «Questo lo si deve chiedere al sindaco Barbieri – ha replicato Trespidi -. La nostra opposizione comunque è costruttiva, non facciamo sconti e abbiamo un rapporto diretto con le persone, stando in mezzo alla gente. Liberi fa banchetti anche dopo le Elezioni, per raccogliere le idee e le proposte dei piacentini. È un metodo che ci piace, io non sono un frequentatore di salotti». La campagna elettorale è stata molto aspra. «Io penso che si sia combattuto da avversari leali tra me e il sindaco Barbieri, avevamo lavorato insieme in Provincia e lì fece bene. La campagna elettorale è stata dura nei confronti di “Liberi” non da parte sua, ma da parte di alcuni esponenti del centrodestra».

Barbieri intanto è in corsa per il titolo di miglior sindaco del mondo. «In questo caso siamo sicuri che non ci batterà Parma. Un giudizio compiuto sull’Amministrazione lo si può dare alla fine dei cinque anni. L’Amministrazione ha affrontato non pochi problemi, tra cui l’indagine per l’assenteismo in Comune e la struttura comunale interna comunque non facile. Perciò ci vuole una Giunta all’altezza delle sfide e dei problemi che presenta la città. Non possono scalare il Monte Bianco con le scarpe della ginnastica. Non è una Giunta adeguata, lo avevo capito già nel settembre scorso. Ci sono problemi interni, ma non solo con gli assessori Polledri e Putzu. Occorre un cambio di marcia, però non posso dire da fuori che c’è bisogno di un rimpasto. La città chiede di cambiare». Trespidi ha parlato delle sue ultime battaglie in Consiglio comunale, compresa la polemica sui fondi rimasti in cassa al Festival del Diritto.

Quali settori stanno mettendo più in difficoltà la Giunta? «La sofferenza la vedo nel welfare, ci vuole una profonda rivisitazione, per rimodellare il welfare secondo i nuovi bisogni della comunità piacentina. Questo lavoro non è stato fatto». Trespidi ha ravvisato problemi anche nella cultura. «Ci sono inoltre diverse partite importanti inoltre come area ex consorzio agrario, via Colombo, ex manifattura Tabacchi all’Infrangibile. Occorre un recupero di aree dismesse e fatiscenti che tenga però conto di viabilità e parcheggi. Bisogna costruire una viabilità funzionale alle esigenze dei cittadini. Ad esempio, c’è l’urgenza di dare un parcheggio all’ospedale che c’è adesso. È una priorità. Occorre un parcheggio degno, è inaccettabile che ci sia la coda per parcheggiare. Ci sono parcheggi per andare a vedere il calcio allo stadio e non per andare in ospedale».

Trespidi dove realizzerebbe il nuovo ospedale? «Non lo farei nè alla Pertite nè alla Lusignani. In uno non c’è spazio, è un imbuto, porteremmo traffico a Sant’Antonio e alla Veggioletta. E dico “no” alla Pertite perché deve diventare un bosco, un parco di verde pubblico. Sono andate a votare più persone a votare a quel Referendum sul parco che al ballottaggio delle Comunali. È da tenere presente. Farei il nuovo ospedale oltre la tangenziale. Non a La Verza – anche lì è un imbuto su una rotonda già satura -, ma direi nell’area sud-est della città oltre la tangenziale». Trespidi ha attaccato anche l’Ausl piacentina. «Ma c’è bisogno di un nuovo ospedale? La sanità piacentina ha dei limiti. Il direttore Luca Baldino dovrebbe porsi qualche questione, a partire dalle liste d’attesa. E mi farei qualche domanda sulla migrazione di primari ed eccellenti medici dal nostro territorio».

C’è stato tempo anche per qualche altra considerazione politica. Come mai il partito con cui c’è stata più tensione è proprio Forza Italia, partito di cui lei è stato coordinatore? «Forza Italia non me l’ha mai detto, però penso che ci sia stato astio nei miei confronti perché Trespidi non si fa tirare la giacca da nessuno. E con me candidato sindaco certi personaggi non sarebbero tornati in scena. Sono un personaggio un po’ scomodo». Il gruppo Liberi è stato però abbandonato da Gloria Zanardi, passata nel Gruppo Misto e ritornata nell’orbita di Forza Italia. «Rispetto la libertà delle persone. Credo che abbia delle ambizioni legittime di fare carriera in vista delle Regionali e delle Politiche dentro Forza Italia. Ha questa aspirazione e si è posizionata in un partito che può garantirgli tutto questo. Liberi di certo non può farlo».

Se oggi fosse sindaco, quale sarebbe la prima cosa che farebbe? «Un grande parcheggio a servizio del centro storico. Sarebbe la prima iniziativa, necessaria per far tornare la gente in centro». Sulla pagina Facebook de IlPiacenza è disponibile l’intervista completa a Massimo Trespidi.

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