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Conca di Isola Serafini, Pollastri: «Dieci anni di inspiegabili ritardi»

Il consigliere regionale piacentino del Pdl seppure soddisfatto per l'inizio dei lavori, ripercorre tutta la vicenda in iniziata nel lontano 1998

Redazione 7 agosto 2012

«Dieci anni di ritardo rispetto alle previsioni Bersani». Così Andrea Pollastri (PdL) sulla consegna, avvenuta ieri 6 agosto, dei lavori di costruzione della nuova conca di Isola Serafini, sui quali esprime comunque soddisfazione: «Consentiranno di sbloccare il sistema idroviario Padano-Veneto, consentendo la navigabilità del Grande Fiume». Il consigliere Pollastri ripercorre tutti i passaggi di una vicenda giudicata «troppo lunga»: «Si comincia – spiega – nel lontano 1998 con l’approvazione della Legge n. 413 che prevede lo stanziamento di 40 miliardi di lire a partire dal 2000 per finanziare opere che consentano la navigabilità del Po. Nel 2000 il Governo Amato conferma lo stanziamento previsto aggiungendo altri 40 miliardi di lire. Nel dicembre 2001 una convenzione tra ENEL, ARNI, Provincia di Piacenza e Regione Emilia-Romagna ha attivato la realizzazione di un progetto per la costruzione di una nuovo sbarramento ad Isola Serafini poiché quello esistente non permetteva il transito delle navi di V classe, le cosiddette chiatte per il trasporto merci. Il progetto preliminare è stato presentato a dicembre 2002 mentre quello definitivo ad aprile 2004. Si è avviata poi la procedura di “scoping”, terminata alla fine dello stesso anno, necessaria per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) iniziata a giugno 2006 e conclusa a fine 2007 dopo vari ritardi causati dalle osservazioni che i vari Enti hanno voluto fare al progetto definitivo. Nel frattempo la Finanziaria 2004 ha stanziato altri 20 milioni di euro che, insieme ai quasi 40 già in Bilancio dal 2000, comunque non sufficienti a coprire i costi dell’opera, sono stati resi disponibili nel novembre 2006. Nel luglio 2009 si è aperto il bando per l’aggiudicazione dei lavori che si è chiuso il 21 ottobre successivo».

«In questi anni – sottolinea Pollastri – si sono susseguite una serie di dichiarazioni discordanti da parte degli esponenti della sinistra: l’allora Ministro Pierluigi Bersani, all’approvazione della Finanziaria 2001, affermava che già dal 2002 sarebbero potuti partire i lavori per la nuova conca; nel 2002, quando vi era poco più del progetto, durante una vista a Piacenza, l’Assessore Regionale ai Trasporti Alfredo Peri aveva detto che tra il 2006 ed il 2007 la nuova conca sarebbe stata una realtà. Ovviamente nel 2007 ciò non si è verificato e lo stesso Assessore, rispondendo ad un’interrogazione di Forza Italia nel marzo 2007, assicurava che entro fine anno sarebbero finalmente partiti i lavori. Nel novembre 2007, non essendo ancora uscito il bando e con la procedura di VIA ancora in corso, è stata presentata un’altra interrogazione a cui l’Assessore Regionale all’Ambiente Lino Zanichelli, raddrizzando il tiro rispetto al collega Peri, dava abbastanza per certa la fine del 2008 per l’inizio lavori».

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«Malgrado tutti gli annunci – continua – i lavori sono iniziati solo nell’agosto 2012, con dieci anni di ritardo rispetto a quanto affermato da Bersani, cinque da Peri e quattro da Zanichelli. Le “boutades” degli esponenti della Giunta Regionale che si sono susseguite, mascherano, con evidente imbarazzo, l’incapacità di dettare ritmi serrati alla macchina amministrativa di modo che l’opera, riconosciuta da tutti di primaria importanza, fosse realizzata nel minor tempo possibile. In realtà – chiosa l’azzurro -  non si è trattato di incapacità ma di scarsa volontà politica: evidentemente non si è compresa l’importanza strategica per il futuro del Po e dell’economia dell’area padana che ha la realizzazione dell’idrovia. Ora bisognerà attendere il 2015: speriamo che l’Expo costituisca l’occasione per un’inaugurazione dignitosa, anche in termini di flussi di turisti e merci, come avviene sui grandi fiumi europei».

Andrea Pollastri
Monticelli d'Ongina
fiume po

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