Consigliere comunale delegato, Rabuffi: «Bulimia di poltrone da parte della maggioranza»

Il consigliere di “Piacenza in Comune” critica l’iniziativa della maggioranza di istituire la figura del consigliere comunale delegato

Luigi Rabuffi

«Lunedì scorso – interviene Luigi Rabuffi, consigliere di “Piacenza in Comune” - con il terzo voto sulla proposta di modifica dello Statuto comunale, la maggioranza ha definitivamente tracciato la strada per introdurre nella “governance” del Comune di Piacenza la figura del consigliere comunale delegato. La decisione, contestata fortemente da “Piacenza In Comune” e da tutta l'opposizione, misura la distanza abissale tra l’attuale Amministrazione e i problemi reali dei cittadini, che non si sarebbero certo aspettati di vedere il Consiglio Comunale di Piacenza impegnato, per ben 3 sedute consecutive, a discutere/votare l'introduzione di questa nuova, inutile, figura di amministratore. Soprattutto in un momento così difficile per la nostra comunità. D’altronde, perché stupirsi? E’ sotto gli occhi di tutti l’imbarazzante pochezza di questa maggioranza che sino ad oggi (e son già passati 20 mesi ...) ha prodotto soprattutto litigiosità ed epurazioni vendicative, con Piacenza e i piacentini abbandonati al loro destino ed ai loro problemi.

Che purtroppo sono tanti:

  • la SANITA’: dove a tener banco è la sorte di quel Nuovo Ospedale che dovrebbe risolvere tutti i problemi del settore, e di cui non si sa più niente. Esattamente come per la Casa della Salute;
  • il SOCIALE: con la povertà che dilaga, la solitudine che rende più fragili gli anziani, il disagio abitativo che investe tante famiglie ed i giovani sempre più abbandonati a se stessi;
  • il LAVORO: quello che manca e quello che faticosamente resiste. Con margini di reddito, di guadagno e di sicurezza sempre più ristretti. Dove la competizione impari tra negozi di vicinato e centri commerciali rappresenta, per i primi, punto di non ritorno;
  • la LOGISTICA: con i suoi effetti dirompenti sulla vita dei lavoratori, sempre più spesso sfruttati e lesi nella loro dignità. Ma anche devastante per quei cittadini confinati e “sequestrati” nelle case, come “pellerossa” nelle riserve indiane (chiedere ai residenti di Le Mose e di Roncaglia);
  • la MOBILITA’ SOSTENIBILE: con i problemi di traffico. Con quel parcheggio selvaggio e spudoratamente tollerato nelle nostre meravigliose piazze; con l’indifferenza, mista a fastidio, verso la mobilità dolce, specie a due ruote;
  • e poi l’INQUINAMENTO: che è troppo. Libero di “giocare” quotidianamente con le nostre VITE. Causa di malattia e di MORTE;
  • infine l’URBANISTICA e i LAVORI PUBBLICI: con una visione di città basata solo sul costruire, cementificare e asfaltare. A prescindere dagli effettivi bisogni.

Ebbene, nonostante questi ed altri gravi problemi che mortificano Piacenza, per la maggioranza che ci governa la priorità è istituire il consigliere comunale delegato.

Una figura con semplici funzioni collaborative e propositive, senza potere di firma, senza potere di spesa, senza potere di rappresentanza esterna dell’Ente, senza diritto a partecipare alle sedute della Giunta, senza alcun potere su Dirigenti e Funzionari, senza poteri diversi da quelli già attribuiti agli altri consiglieri. In pratica: aria fritta. Ma allora perché istituire questa figura?

Sarà forse perché, in questo modo, i dieci componenti della Giunta, sfiancati dal rincorrere i problemi di Piacenza, saranno maggiormente liberi di occuparsi di altro? Oppure sarà perché, così facendo, il Sindaco potrà commissariare - con una formula “digeribile” e ben camuffata - qualche assessorato e qualche assessore un po’ troppo “autonomo” o poco incline allo studio ?

Quel che è certo, e qui il punto interrogativo proprio non serve, è che l'istituzione del consigliere comunale delegato permetterà al sindaco di soddisfare la bulimia da poltrona di una maggioranza alla spasmodica ricerca di incarichi e titoli buoni per i biglietti da visita.

D'altronde, come dice il proverbio, l'appetito vien mangiando, e la logica di occupazione e spartizione delle poltrone è sempre stata, ad onor del vero, la principale attività di questa maggioranza.

Lo avevamo capito all’inizio della consigliatura, quando l'occupazione riguardò tutte le 4 presidenze e le 8 vicepresidenze delle Commissioni consiliari permanenti.

E lo avevamo compreso, ancor di più, quando qualche mese dopo quella “prima grande abbuffata” la maggioranza aveva addirittura imposto all’opposizione un presidente “gradito” (il collega Pugni) nell'unica commissione speciale riservata per regolamento alla minoranza. Aprendo così uno scontro istituzionale che vede l'opposizione disconoscere, ancora oggi, quell'importante strumento di democrazia che è la commissione di Garanzia e Controllo.

Comunque sia, come finirà questa “brutta” storia, chi e quanti saranno i consiglieri comunali delegati, lo scopriremo prossimamente, quando il Sindaco, a cui i vanno i miei più sinceri auguri per un compito improbo, deciderà. Speriamo solo che nel nominare i “prescelti” tenga presente la necessità di non generare costi aggiuntivi al bilancio comunale (penso ad esempio ai rimborsi spesa) che appesantirebbero ulteriormente una situazione già difficile. E sì, perché non può sfuggire a nessuno che arricchire i biglietti da visita di qualche Consigliere “malpancista”, con un titolo onorifico, può servire a tenere unita la maggioranza, ma farlo mettendo le mani nelle tasche dei piacentini rappresenterebbe davvero un inaccettabile sopruso».

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Commenti (1)

  • Penso che Rabuffi sia una persona seria ed intelligente, che ha ben esposto i problemi non solo irrisolti, ma nemmeno affrontati da questa amministrazione. Bene, ne aggiungo due che lui "dimentica" a causa del suo colore politico: la gestione difficilissima dei quartieri a maggioranza di stranieri, e l'ordine pubblico, sempre più caratterizzato da una certa anarchia (vedi arredi urbani e parchi vandalizzati, ubriachi in centro, scippi e furti solo apparentemente in calo perché ormai non più denunciati, ed i molti episodi di violenza o spaccio quotidianamente segnalati anche da questa testata: quelli dove non si può scrivere un commento, per intenderci).

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