«È il Comune ad essere responsabile dei rivi urbani»

In Commissione la delibera voluta da Fratelli d’Italia incassa l’ok della maggioranza, nonostante il parere negativo di tutti i dirigenti del Comune che si sono espressi sulla pratica. Per gli uffici la responsabilità dei rivi urbani sotterranei della città è dei privati

IL DIBATTITO SUI RIVI URBANI IN COMMISSIONE PRIMA DELL’OK

La pensa come Foti anche Gian Paolo Ultori dei Liberali Piacentini. «Non sono accatastati, così come le strade, quindi, come tutte le cose di utilizzo pubblico, sono del Comune. In alcuni punti sono ancora utilizzati per le fognature». «Quale sarebbe il vantaggio del Comune nel votare questa delibera?», ha poi chiesto Roberto Colla (Piacenza Oltre). «Non si parla di vantaggi – la pronta replica di Foti -, ma di correttezza degli atti. Se io sono proprietario di un palazzo e quello sta crollando, mi devo preoccupare io, non un altro. Il centro storico, lo sappiamo, ha dei problemi. Si possono sì allagare le strade, ma anche le cantine. E chi compra un immobile che ha sotto un rivo, dovrebbe sapere cosa c’è che passa sotto la sua abitazione e di chi è competenza. Con questa delibera vogliamo spazzare via un’interpretazione miope». «Forse non è corretto rivolgersi al Consiglio comunale – è il parere di Michele Giardino del Gruppo Misto - per una questione del genere. Penso che il Consiglio non abbia la competenza, ma la Giunta sì. I rivi potrebbero diventare anche un richiamo turistico per la gente».

L’assessore all’urbanistica Erika Opizzi si è limitata a ricordare a Giulia Piroli (Pd) che la delibera era «parte del programma elettorale del centrodestra, e su questo punto in maggioranza sono tutti d’accordo». Andrea Pugni (Movimento 5 Stelle) ha invitato a studiare come si sono comportate le altre città italiane al riguardo. «Mi auguro – è l’auspicio di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - che si faccia chiarezza da oggi al Consiglio comunale su un tema: occorre davvero sapere come hanno risolto il problema nelle altre città. Non mi è capitato di trovare però un provvedimento voluto dalla maggioranza e respinto da sei pareri tecnici degli uffici. Non vedo l’interesse dei dirigenti e tecnici nel contestare questa delibera: ci hanno pensato su sei volte e nessuno si trova d’accordo. C’è una frattura netta tra Amministrazione e dirigenti comunali, un braccio di ferro tra politici e tecnici». «La competenza sull’utilità pubblica del provvedimento – ha risposto ancora una volta Foti - se la è già presa il Consiglio comunale nel 2016, approvando la delibera». «Il segretario comunale – ha osservato Massimo Trespidi (Liberi) - si deve informare sulla competenza della questione». Dal dirigente Naddeo una costatazione finale: «Iren (Ireti) entra in gioco per la manutenzione dei rivi solo quando sono sotto una proprietà pubblica, non quando sopra vi è un immobile privato». In Consiglio comunale, probabilmente, si farà maggiore luce sulla questione, che intanto però ha passato lo scoglio della commissione.

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