Edilizia, le 140mila pratiche finite in Calabria hanno fatto ritorno a Piacenza

Sportello Sueap: tre camion in due giorni hanno riportato nella nostra città i 140mila faldoni contenenti i documenti dell'edilizia da digitalizzare, ospitati prima nel Lazio e poi nel cosentino

foto di repertorio

Hanno viaggiato per mille chilometri, dopo un tragitto durato più di dieci ore, e sono tornate a casa. Il Comune di Piacenza ha accolto a braccia aperte le pratiche dell’edilizia – come il genitore del figliol prodigo - che hanno fatto ritorno in città nelle giornate del 7 e 8 febbraio. I 140mila documenti antecedenti al 2005, al centro della polemica politica che ha coinvolto l’Amministrazione Barbieri, l’ex Giunta Dosi e i dirigenti comunali, sono stati trasportati su tre camion. L’ultimo autoarticolato è arrivato a Piacenza nella giornata di ieri e i tecnici del Comune si stanno impegnando per ricollocare i faldoni. Le pratiche erano state spedite nel cosentino dalla ditta privata che ha preso in appalto il servizio di digitalizzazione delle pratiche urbanistiche dell’ente. La “Archiviando Sas”, riscontrando problemi nella digitalizzazione delle pratiche sul posto, a Piacenza, aveva deciso di inviarle nella sua sede laziale di Tivoli. Poi da Tivoli (Latina) le pratiche erano scivolate fino in Calabria, a Rende di Cosenza: altra sede della società. E lì erano rimaste, gettando lo scompiglio tra i professionisti e cittadini che ne hanno fatto richiesta in questi ultimi tempi. Richieste non esaudite.

La querelle ha tenuto banco per diversi giorni, con un balletto di responsabilità che ha coinvolto tutti. L’assessore all’urbanistica Erika Opizzi ha criticato la precedente Amministrazione Dosi per aver costruito un bando di gara denso di lacune, che ha provocato il caos. L’ex Giunta Dosi ha fatto notare che gran parte dell’appalto ha visto protagonista la Giunta Barbieri, insediatasi a metà 2017, durante lo svolgimento della gara. L’unica ditta partecipante a quel bando, la Archiviando Sas, contattata la nostra redazione, ravvisò che il bando di gara per il servizio di digitalizzazione non corrispondeva alla realtà delle cose. Una volta presi in carico i documenti dal Comune di Piacenza, i responsabili della società si accorsero del grande disordine degli archivi comunali e della maggiore complessità del servizio rispetto a quanto concordato nel bando per la gestione dello sportello Sueap. Il Consiglio comunale ha poi puntato il dito contro i dirigenti del Comune che si sono occupati del bando: tre dirigenti che hanno messo le mani sulla gara causando poi i noti disagi. In tutto questo, le pratiche erano rimaste in Calabria. Con grande soddisfazione degli assessori Erika Opizzi, Paolo Mancioppi e del consigliere comunale Gian Paolo Ultori – che in quanto presidente dell’ordine dei geometri si è particolarmente interessato alla vicenda -, i tre camion carichi dei 140mila documenti sono tornati sul suolo Piacentino in attesa di una ricollocazione definitiva. E, ovviamente, in attesa di essere tutti scannerizzati e digitalizzati. 

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