Regionali: i piacentini eletti sono Gazzolo e Molinari (Pd), Rancan (Ln) e Foti (FdI)

Stefano Bonaccini è il nuovo presidente della Regione. Il centrodestra vince nel Piacentino 47% a 37% e in città (43% a 40%). Eletti per il consiglio regionale Gazzolo e Molinari (Pd), Matteo Rancan (Lega Nord), Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) mentre rimane escluso dall'attribuzione dei seggi Callori (Forza Italia)

L'aula della Regione

Alle elezioni Regionali del 23 novembre 2014 vince soprattutto l'astensionismo record in tutte le province dell'Emilia Romagna. Alla fine il centrosinistra si conferma - accade dal 1970 senza interruzioni - alla guida della Regione con la vittoria di Stefano Bonaccini con il 49%. Alan Fabbri (centrodestra) ha ottenuto il 29,85%, Giulia Gibertoni (M5S) 13,30%, Maria Cristina Quintavalla 4,00%, Alessandro Rondoni (Ncd-Udc – Emilia Romagna Popolare)2,66% e Maurizio Mazzanti (Liberi Cittadini) 1,12%. Alle urne si è recato il 37,67% degli aventi diritto, un calo dell'affluenza senza precedenti in Emilia-Romagna. Ma a Piacenza e provincia a spuntarla è la coalizione formata da Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega Nord. Soprattutto il Carroccio, con il 28,2%, trascina il centrodestra alla vittoria locale (47% a 37% in tutto il Piacentino, 43% a 40% in città). La coalizione capitanata da Fabbri fa incetta di consiglieri nel nostro territorio. A rappresentare Piacenza in Regione andranno infatti, oltre che Paola Gazzolo e Gian Luigi Molinari per il Pd, Matteo Rancan (Lega Nord) e Tommaso Foti (Fratelli d'Italia). A Fabio Callori (Forza Italia) inizialmente era stato attribuito il seggio - visto il risultato piacentino del partito di Berlusconi, al di sopra della media - salvo poi toglierlo ad appannaggio di Foti: i due "azzurri" che entrano in consiglio arrivano da Bologna e Modena. Fallisce completamente la strategia della campagna elettorale in coppia: il Pd riesce a mandare a Bologna due consiglieri, ma non della stessa "corrente". Gazzolo la spunta infatti al fotofinish sul segretario provinciale Gian Luigi Molinari: la vittoria, per niente scontata, farà molto discutere all'interno dei democratici, spaccati in due fazioni. Intanto entrambi vengono eletti, a dispetto di Tarasconi e Ghisoni. Il Pd si conferma prima partito nel nostro territorio, ma perde diversi punti: passando dal 41,28% delle scorse Europee di maggio al 35%. Lega Nord - insieme all'astensionismo - è il vero trionfatore di queste elezioni, arrivando quasi a ridosso del 30% (per la precisione il 28,2%): le quattro visite di Matteo Salvini in campagna elettorale hanno avuto il loro peso. Forza Italia e Fratelli d'Italia fanno decisamente meglio nel Piacentino rispetto alla media regionale, al contrario del Movimento 5 Stelle: 10% nel collegio piacentino, 13% nel resto della regione.  Ecco nel dettaglio i risultati e le preferenze dati ai candidati consiglieri

I RISULTATI NEL PIACENTINO

Centrosinistra (Stefano Bonaccini):  29.795, 37,57%

Centrodestra (Alan Fabbri):  37.340 voti, 47,09%

Movimento 5 Stelle (Giulia Gibertoni): 8.041, 10,3%

L’altra Emilia Romagna (Maria Cristina Quintavalla): 2457 voti, 3,09%

Nuovo Centrodestra-Udc (Alessandro Rondoni): 1458, 1,83%

Liberi Cittadini (Maurizio Mazzanti): 195 0,24%

LE PREFERENZE

Gianluigi Molinari 5820, Paola Gazzolo 6003, Alessandro Ghisoni 4868, Katia Tarasconi 5171.

Giuseppe Mori 80, Roberto Bassi 179, Alessandra Calì 62 e Sara Dallabora 107

Michela Bavaccini 19, Gabriella Meo 20, Fabrizio Falaguasta 23 e Maurizio Molinari 32

Fabio Callori 3396, Wendalina Cesario 271, Federica Sgorbati 400, Andrea Pollastri 1817

Tommaso Foti 2222, Edoarda Ghizzoni 210, Anna Gregori 123, Giancarlo Tagliaferri 405

Manuel Ghilardelli 2060, Matteo Rancan 4515, Loredana Bossi 472 e Silvia Testa 848

Silvana Lucia Gnecchi 426, Roberta Buzzini 652, Roberto Accordino 415, Leonardo Vecchi 326

Giulio Maserati 305, Laura Ruscio 181, Alessandro Lanza 35 e Mariangela Casali 72

Manuela Bruschini 317, Andrea Poggi 138, Stefania De Micheli 292 e Basilio Riga 474

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Commenti (2)

  • Premesso che ogni parere è lecito, credo sia dura "cambiare il paese" tirandosene fuori (dalla politica, intendo). Dal fatto di impegnarsi direttamente, o limitandosi semplicemente alla scheda elettorale, l'unica via che conosco per governare un paese è la politica.

  • + cambiano i tempi e le persone - cambia l'intelligenza delle persone e il risultato delle votazioni lo dimostra chiaramente, bisogna sperare solo che negli astenuti ci sia davvero chi ha voglia di cambiare il paese...ma la vedo dura..forse e dico forse il meno peggio sto giro era salvini ma non ce l'ha fatta comunque...boh, chi ci capisce e'bravo

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