Alfano (Pdl): «La sinistra non ha voluto il dimezzamento dei parlamentari»

Il segretario in città: "via Imu e Irap e abolizone del finanziamento ai partiti. Se vinciamo, Berlusconi sarà il premier". Via tasse alle imprese che assumono e no all'abolizione dei contanti: "Così lo Stato ci controllerà"

Massimo Trespidi con Angelino Alfano

"La sinistra non ha voluto dimezzare il numero dei parlamentari quando non ha votato la devolution". E' un fiume in piena, Angelino Alfano, segretario del Pdl, questa mattina, 14 febbraio, a Piacenza per incontrare i sostenitori all'interno del suo tour elettorale in Emilia Romagna. Ironia della sorte, Alfano ha parlato ha parlato nella ex sede del Pdl, attuale quartier generale di Fratelli d'Italia. E Massimo Trespidi, prima dell'incontro con i militanti ha chiesto al segretario di fare un regalo a Piacenza: "Angelino, prima della fine della campagna elettorale, portaci Berlusconi".

MAGISTRATURA. Circondato dai giornalisti, Alfano non si è sottratto alle domande. Prima domanda d'obbligo è stata quella sulla tante inchieste giudiziarie che spuntano come funghi in questo periodo. "Abbiamo scritto un programma per far uscire i cittadini dalla crisi che prevede diminuzione delle tasse, fisco più amico e meno spesa pubblica. Nonostante gli sforzi di parlare di economia constatiamo che è stata una pia illusione. Come al solito è sceso in campo il polo dei pubblici ministeri, che prende parte alla competizione elettorale per creare un polverone che oscuri lo scandalo Mps".

GRILLO E ANTIPOLITICA. "Ss c'è l'antipolitica significa che la politica ha dato cattiva prova di sé. Noi porponiamo l'abbattimento dei costi della politica. Chi chiede sacrifici agli italiani deve dare l'esempio: ogni candidato ha sottoscritto un patto per l'eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti, il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari e il dimezzamento del numero dei parlamentari".

SINISTRA HA BLOCCATO RIFORME. Alfano ha attaccato a testa bassa il centrosinistra, reo "per due volte di aver bloccato la riforma, prima non votando la devolution e pochi mesi fa, non votando il disegno di legge approvato in Senato che indicava l'elezione diretta del presidente della Repubblica. Un testo che prevedeva anche il dimezzamento dei parlamentari, ma la sinistra più Fini e Casini lo hanno impedito".

FRATELLI D'ITALIA. "E' un fatto politico determinato insieme, è un'alleanza fondata anche sull'amicizia".

BERLUSCONI PREMIER. Alla domanda se il Pdl potrebbe non esprimere il premier, il segretario Pdl ha risposto: "Se non lo esprime il Pdl, chi lo esprime? Siamo partito nazionale, primo partito del centrodestra e noi indicheremo il candidato presidente del Consiglio. Ora non lo indichiamo perché lo indicheremo al presidente della repubblica. Il leader, riconosciuto anche dalla Lega, è Silvio Berlusconi".

SPESA PUBBLICA E CROLLO CONSUMI. "Ho incontrato oggi a Milano, Sangalli (presidente di Confcommercio e di Rete impresa Italia, ndr) e mi ha parlato del dramma delle imprese, di quanto l'economia sia stata danneggiata dal crollo dei consumi, determinato anche dalla scelta di Monti di imporre l'Imu, del debito pubblico cresciuto, della spesa dei cittadini crollata, della recessione. Gli ultimi dati Istat indicano un calo del 2,7% nell'ultimo trimestre. Noi addebitiamo il crollo alla scelta di austerità senza crescita. Monti quando si insediò indicò rigore, sviluppo ed equità. Del rigore si sono accorti tutti, dello sviluppo nessuno e l'equità è stata quella di aumentare diseguaglianza con una tassazione esagerata.

IMU E GIU' LE TASSE ALLE IMPRESE. Alfano non si ferma e snocciola il programma: "Via l'Imu e rimborso entro 30 giorni ai cittadini e alle imprese per i siti delle attività e per gli edifici agricoli. Agli imprenditori chiediamo più assunzione e toglieremo le tasse per cinque anni a chi assume un giovane. Cancelleremo l'imposta rapina, l' Irap, una tassa voluta da Prodi. Ci sarà poi un piano di tagli drastici alla spesa pubblica improduttiva, a partire da finanziamenti a partiti".

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TASSE E CONTROLLO DEI CITTADINI. Da Bersani e Monti, ha affermato Alfano, ci dividono tre punti: Equitalia, redditometro e uso dei contanti. Equitalia: la prima casa è impignorabile così come i beni e i macchinari aziendali. Redditometro: ha indici di reddito irragionevoli quando inserisce cani e gatti, giochi dei bambini, libri non scolastici e stoviglie. Sull'abolizione dei contanti (come chiedono Bersani e il centrosinistra, ndr) oggi chi vuole spendere va all'estero e fa calare i consumi in Italia. L'imposizione della carta elettronica crea una inaccettabile ingerenza nelle nostre scelte. Se cpmpro fiori o faccio una visita medica, lo Stato non deve sapere come spendo i miei soldi, guadagnati legalmente e su cui ho pagato le tasse. E' il cittadino che deve sapere come lo Stato spende i soldi. Tutte spese, poi, saranno registrate elettronicamente e finiranno in una banca dati centrale: come faccio ad avere la certezza che i miei dati riservati saranno rispettati? E' un'intrusione dello Stato nella vita quotidiana, tipica della filosofia della sinistra, che prevede uno Stato sovrastante il cittadino. Noi siamo per il contrario, per la libertà del cittadino".

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