«Finire nella Grande Emilia? Sarebbe una sciagura per i piacentini»

Alla vigilia del voto a Roma sull'articolo 17 per il riordino delle province, Pdl e Lega sono uniti nel sottolineare l'importanza del consenso popolare e mettono in guardia dall'accorpamento con Reggio

Da sinistra, Foti, Polledri, Pagani e Pasquali

La Provincia di Piacenza è agli sgoccioli. Domani si vota a Roma per l'articolo 17 sul riordino delle province: Pdl e Lega si dimostrano unite nel chiedere, per Piacenza, di ascoltare la volontà dei cittadini. C'è un rischio, secondo i deputati piacentini Tommaso Foti e Massimo Polledri, e si chiama "Grande Emilia", ovvero la nuova provincia unificata che uscirebbe dalla rivoluzione del Governo Monti per la spending review. «Sarebbe un errore enorme - affermano unti Lega e Pdl -  una iattura e una sciagura che emarginerebbero definitivamente il nostro territorio. Andremmo a finire ai margini dell'impero reggiano-modenese. Fino ad oggi abbiamo vissuto ai margini della Regione. Così, andremmo a finire ai margini di una provincia».

«Si tratta di passaggi epocali - sottolinea Foti - questi passaggi di territorio vanno fatti con il consenso popolare. E lo dice uno che certo non ama il referendum» «Il riordino previsto dall'articolo 17 - aggiunge Polledri - non porterà alcun risparmio. E' stato già studiato e dimostrato. Si è quindi scelta la soluzione tecnica più complessa per fare una cosa inutile. Riteniamo che serva un'azione trasversale da un punto di vista politico, ma purtroppo non abbiamo potuto ragionare con gli altri parlamentari piacentini che se ne sono disinteressati».

I due deputati piacentini (insieme a Roberto Pasquali e Thomas Pagani) sottolineano ancora una volta un rischio in agguato: «Quello di perdere presidi importanti come la questura, l'agenzia delle Entrate, gli uffici provinciali, il comando provinciale dei carabinieri, quello della Finanza, la Prefettura. Tutto questo perché perderemmo lo status di capoluogo» «E questo - ha aggiunto Pasquali - andrà a discapito dei cittadini che si troveranno a dover andare a Modena e Reggio per discutere temi che interessano in modo particolare, per non parlare della conseguente emarginazione dei comuni montani più lontani». Foti ripropone la soluzione «più sensata»:  indire il referendum, cambiare regione, accorpare Piacenza e Lodi e diventare Lombardia. «A prescindere dall'unità del tessuto da un punto di vista economico e anche sociale - afferma il parlamentare del Pdl - questo scenario permetterebbe a Piacenza di restare capoluogo di Provincia (perché ha più abitanti di Lodi) e di mantenere quindi anche quei presidi che rischiano di venire meno»

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