Forza Nuova risponde a Gad Lerner: «Non ci servono gli immigrati per rilanciare la natalità»

Cordani, coordinatore provinciale di Forza Nuova Piacenza: «In Italia milioni di famiglie non hanno reddito di lavoro e diventa quindi impossibile per questi italiani potersi creare un futuro con la serenità e la certezza necessaria»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

«Il 20 febbraio - si legge in una nota di Forza Italia Piacenza - durante il dibattito pubblico promosso dall’associazione Alice, all'Auditorium Sant'Ilario, (tema "La  prossima Europa"), Gad Lerner, ospite dell'evento, ha dichiarato che il flusso migratorio verso l'Italia non va fermato perché nel 2050 la nostra popolazione crollerebbe da 60 a 45 milioni».

«L'associazione Alice, figlia della politica sinistroide piacentina - replica Matteo Cordani, coordinatore provinciale di Forza Nuova Piacenza - pensa ad organizzare eventi per stabilire ed imporre con i suoi ospiti, i propri pensieri lungimiranti, come quello secondo cui gli Italiani avrebbero bisogno degli immigrati come unica salvezza dello Stato e della crescita demografica. Sino ad ora - prosegue Cordani - nessuna associazione ha mai istituito un dibattito per ricordare i suicidi di Stato, ovvero gli Italiani che si sono tolti la vita a causa dell'oppressione fiscale,  e per tutelare le vittime gogoliane di questa vera politica predatoria, riferendoci ai cassaintegrati, esodati, giovani disoccupati».

«La venalità di questa élite politica - sottolinea - ha letteralmente svaligiato il Paese togliendo ad esso anche il tasso di incremento della natalità, come precisa l'annuario statistico del Comune. Non si può andare avanti facendo il gioco delle tre carte: in Italia milioni di famiglie non hanno reddito di lavoro, e diventa quindi impossibile per questi Italiani potersi creare un futuro con la serenità e la certezza necessaria. Se vogliamo evitare di scomparire bisogna rivedere le politiche per la famiglia perché concretamente si fa davvero poco per favorire la natalità. Se aggiungiamo anche che per molti imprenditori la maternità è considerata un intralcio al punto che, all'atto dell'assunzione, alcune lavoratrici devono firmare il foglio di dimissione in caso di gravidanza, è immediato capire quanto sia necessario invertire la rotta per il mondo del lavoro, per la cultura e per la società intera in modo che vadano a favore della crescita demografica e della Famiglia». 

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