«Abbiamo una serie di progetti fermi da anni, non facciamoceli imporre da Bologna o Roma»

Il deputato Foti: «Complesso utilizzare l’ex ospedale militare come struttura d’emergenza, viste le sue condizioni»

«Ora che gli “esperti” dicono che il peggio sotto il profilo sanitario è passato, vi è gran fermento per le risorse economiche promesse da Governo e Regione al nostro territorio. Sgombriamo il campo da un diversivo: il nuovo ospedale è stato promesso dalla Regione cinque anni fa, metà del tempo ipotizzato per la sua realizzazione è già trascorso, poco si è mosso». Così il deputato di Fratelli d’Italia Tommaso Foti è intervenuto sul suo profilo Facebook, nella giornata del 10 maggio. «Annoto: l’imminente adozione da parte del Consiglio Comunale della variante urbanistica necessaria per classificare l’area su cui realizzare la struttura; uno studio preliminare del nuovo ospedale da ripensare del tutto dopo la tragica esperienza del virus; alcun progetto (degno di essere così definito) per l’utilizzo futuro dell’area di Via Taverna su cui insiste l’attuale struttura ospedaliera. E qui mi fermo».

«Come detto però il nuovo ospedale non rileva - né può e né deve rilevare - con gli annunciati stanziamenti economici a favore del nostro territorio. E qui è forse il caso di affermare con forza che i progetti per il loro territorio li devono indirizzare i piacentini, non farseli imporre da Roma e o da Bologna!».

«Mi limito ad esporre alcune idee che riguardano la città ma che potrebbero trovare una loro utile concretizzazione, anche in ragione del vasto consenso politico che le potrebbe supportare:

a) da anni si trascina la vicenda dell’ex Pertite. Ora potrebbe il Ministero della Difesa stabilire il suo trasferimento in proprietà al comune di Piacenza, eventualmente anche con apposita norma di legge, destinando le risorse necessarie per l’abbattimento dei manufatti che insistono sull’area e quelle necessarie alla realizzazione in altro luogo della pista per la prova carri;

b) l’area del Vallo che corre lungo la Via XXIV Maggio ed il Castello Farnesiana potrebbero essere trasferiti in un minuto al comune di Piacenza, con buona pace di ne asserisce l’utilità per il Polo di Mantenimento Pesante;

c) da alcuni anni al comune di Piacenza è stata trasferita l’area dell’ex Laboratorio Pontieri. Proprio la situazione che viviamo, con quel necessario distanziamento tra le persone a noi ignoto fino a tre mesi fa, induce a ripensare l’utilizzo di molte strutture scolastiche. Si potrebbe partire proprio da Piacenza per realizzare un progetto pilota di nuovi edifici scolastici, collocati in quell’area, che rispondesse alle nuove esigenze sanitarie;

d) il Comune di Piacenza è destinatario di circa 9 milioni di euro che il Governo ha a suo tempo stanziato per la riqualificazione delle periferie. Proprio le recenti vicende, e il fatale rallentamento della propensione dei privati all’investimento coordinato con il Comune, dovrebbe suggerire di erogare immediatamente a quest’ultimo il contributo previsto perché intanto realizzi quanto di sua competenza, con ciò contribuendo - a costo zero, visto che sono risorse già stanziate - ad una riqualificazione di zone importanti della città (Piazza Cittadella e Via Colombo);

e) la realizzazione di un collegamento stradale a nord, evitando così che l’asse via XXI Aprile- via Emilia Pavese svolga di fatto la funzione - non sua - di tangenziale, il superamento sulla tangenziale sud del “nodo rotatoria” all’altezza della Galleana, potrebbero infine rappresentare due interventi risolutivi per un deciso miglioramento viabilistico-ambientale nelle aree in questione. Come si vede, proposte realistiche, in buona parte realizzabili nell’immediato e - comunque - destinate a produrre immediati effetti».

«Ho volutamente lasciato da parte l’ex ospedale militare per due ragioni:

1) il suo eventuale utilizzo a struttura sanitaria d’emergenza mal si coniuga con lo stato di abbandono in cui versa;

2) l’immobile è gravato da vincolo apposto dalla Soprintendenza, sicché il suo utilizzo va ponderato con i responsabili di quest'ultima, ad evitare che a progetti ultimati si debba ricominciare tutto daccapo. E poi, di idee e progetti al riguardo ce ne sono stati tanti: sede d’università di medicina, uffici comunali, centro commerciale, tutti puntualmente arenatisi per via di costi da sostenere che difficilmente si sposano con quel principio di economicità che dovrebbe sovrintendere all’agire degli amministratori. Però se idee e progetti nuovi verranno messi in campo, saranno i benvenuti».

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