Gazzola contesta la Giunta: «Troppi interventi al palo, città in declino»

L’ex assessore al bilancio Luigi Gazzola sulla scia di Cisini: «Dopo 730 giorni di Amministrazione non si vede il cambiamento, inutile continuare a prendere tempo per poi proporre solo un piano di riasfaltature»

L'ex assessore Luigi Gazzola

Non solo Giorgio Cisini. Anche un altro “ex” della Giunta Dosi rimarca una netta distanza tra l’operato della vecchia Amministrazione in confronto con l’attuale, di centrodestra, guidata da Patrizia Barbieri. Luigi Gazzola, ex Italia dei Valori e assessore al bilancio nella seconda parte del mandato della Giunta Dosi, si lascia andare a uno sfogo. «“Serve tempo” – scrive Gazzola sui social – “Dateci tempo”. E’ stata la cifra degli ultimi due anni di amministrazione. Giugno 2017. Sull’onda del vento del cambiamento il centrodestra festeggiava quella che doveva segnare una stagione di svolta dopo 15 anni di centrosinistra. Due anni dopo quel vento impetuoso si è rivelato un venticello, non privo di qualche folata di olezzo. La ciliegina sulla torta del secondo compleanno odora di 41 bis...» (Gazzola si riferisce all’arresto del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Caruso, ora nel carcere di massima sicurezza di Voghera, ndr). «Il cambiamento è consistito soprattutto nel prendere il posto di chi c’era prima. I problemi non mancano e si sono allungati a dismisura i tempi di quelli che già allora segnavano ritardi».

«Sui rifiuti si sta tardivamente avviando la raccolta differenziata estesa a tutta la città programmata già in passato mentre della tariffazione puntuale, a lungo invocata stando all’opposizione con il supporto delle categorie, si sono perse le tracce. Niente di nuovo nelle politiche sul trasporto pubblico a parte Luigi Gazzola-6l’eliminazione della gratuità per gli anziani mentre sul piano viabilistico in attesa del Pums/Godot si ricorda lo smantellamento della pista ciclabile del Corso e dei biscotti (ridotti a cialde) sullo Stradone».

«Vero che ci si era impegnati per le piccole cose concrete e non per nuove grandi opere pubbliche ma limitarsi a lanciare un piano di asfaltature dopo due anni sembra davvero poca cosa, indice di una visione in prospettiva assai limitata. In compenso sulle politiche giovanili non si sono risparmiate le forbici. Perfino il vincente cavallo di battaglia della sicurezza sembra azzoppato. Nonostante le promesse e la faccia feroce non sono diminuite risse, attività di spaccio ed altre violenze nelle zone più calde della città».

«Dopo oltre 730 giorni il cambiamento auspicato e promesso non c’è stato nonostante un governo amico sul piano nazionale e la definitiva consacrazione della solidità del bilancio arricchito mai come ora da tesoretti e nuove disponibilità per investimenti. Ora che in città è terminata perfino l’invasione dei temutissimi migranti che si aspetta ad agire?  Il periodo di transizione è ormai abbondantemente trascorso. Non vale più il “dateci tempo” e anche quello dei Luigi Gazzola-2piacentini sembra esaurito».

«Restano al palo – conclude l’ex assessore - gli interventi su piazza Cittadella, sull’ex Consorzio agrario, su Borgo Faxhall, il Comando della Polizia locale, l’autostazione, la riqualificazione dell’ex mercato ortofrutticolo (un tempo simbolo del peggior degrado su cui oggi si sono spenti i riflettori), il promesso parco della Pertite. Il flop raddoppia il suo peso nelle periferie, laddove il sindaco seppe raccogliere pacchi di preferenze ma dove non ci si accontenta più dell’attenzione nei tour elettorali. Indice di un feeling dilaniato in soli due anni in forza di varie grane, dal rimpasto di giunta (ma non era prerogativa di chi c’era prima?) alle continue fibrillazioni della maggioranza, dal sempre più conflittuale rapporto con i lavoratori dell’ente alla gestione di mercati e mercatini per finire con la paradossale gestione del verde pubblico dopo l’approvazione di un rigorosissimo regolamento che, alla luce degli eventi, pare una clamorosa presa in giro dei cittadini. Il tutto mentre la città – orba di “svolte” e iniziative percepibili sul piano dei servizi e della qualità della vita – sembra avviata ad un inesorabile declino. Anche se a tanti costa riconoscerlo».

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