Giorgetti: «Borgonzoni porterà nuove idee in Regione»

A Ponte dell'Olio Giorgetti ha preso parte, con Claudio Durigon e i quattro candidati (Matteo Rancan, Lorella Cappucciati, Stefano Cavalli, Valentina Stragliati) a una cena con 180 imprenditori locali

L'onorevole della Lega Giancarlo Giorgetti, al termine del secondo tour, in pochi giorni, nel Piacentino, accompagnato dalla parlamentare del Carroccio Elena Murelli e dal candidato della lista civica Borgonzoni Presidente, Marcello Capucciati, commenta il pomeriggio passato a visitare aziende del territorio. «Questa è una terra operosa dove c'è un fiorire di attività incredibile, di volontà di fare quindi credo che sia un po' anche un punto di riferimento non soltanto per l'Emilia Romagna, ma anche per il Paese». Dopo aver visitato il caseificio Lattegra di Gragnanino e l'azienda Italtherm di Pontenure, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha terminato il suo tour nella sede di Torello Trasporti nel polo logistico di Piacenza. «Dal mondo delle imprese e delle attività produttive viene ovviamente la richiesta soprattutto di togliere tutti i lacci, tutti i vincoli che impediscono le potenzialità di dispiegarsi come desiderano - afferma Giorgetti -. È proprio questa la missione che deve avere la politica, sia a livello nazionale che a livello locale».

A proposito di politica nazionale l'onorevole della Lega giudica in modo negativo la scelta della Consulta di bocciare il referendum per il maggioritario chiesto dalla Lega. «La notizia del fatto che non si farà il referendum è brutta perché in realtà tutto ciò agevola e spinge al ritorno alla preistoria della politica e cioè al sistema elettorale proporzionale con il fiorire di partiti e di governi di coalizione che per decidere impiegano giorni, notti di vertici senza poi produrre nessun risultato - commenta Giorgetti -. Noi avevamo semplicemente proposto la possibilità di un sistema semplice, assolutamente lineare, democratico per cui chi prende più voti vince e governa per cinque anni. Nel mondo globale serve questo, serve la possibilità di governi che decidono e possono fare gli interessi del paese; governi che perdono tempo in infinite discussioni e che poi rinviano sempre decisioni non servono nessuno, non servono ai cittadini, non servono alle imprese e il prezzo purtroppo lo pagherà il Paese". Giorgetti è invece ottimista sul risultato delle elezioni regionali. "Spero che Lucia Borgonzoni vincerà così finalmente cambierà qualcosa perché anche gli organismi che apparentemente funzionano, se per tanto tempo non hanno un ricambio, come gli organismi fisici, in qualche modo perdono la capacità di adattarsi ai mutamenti. La nostra ambizione è di portare nuove idee, nuovi uomini nuove energie. La volontà è quella di portare un po' di aria nuova, di aria fresca e naturalmente fare meglio». Ieri sera a Ponte dell'Olio Giorgetti ha preso parte, con l'onorevole Claudio Durigon, i quattro candidati Lega alle regionali (Matteo Rancan, Lorella Cappucciati, Stefano Cavalli, Valentina Stragliati) e 180 imprenditori locali, alla cena organizzata dal Carroccio per parlare dei nuovi orizzonti economici per il territorio.

Giorgetti: «Le imprese ci chiedono di lasciarle lavorare»

«Lasciateci lavorare. E’ quello che mi sono sentito dire da tutte le aziende piacentine che ho visitato in queste settimane». E’ la sintesi di Giancarlo Giorgetti (Lega) al termine di una serata a Ponte dell’Olio con un centinaio di imprenditori piacentini. “Lasciateci lavorare” sintetizza alcune semplici richieste del mondo produttivo: meno burocrazia, meno controlli asfissianti, meno tasse. Temi che si è sentito ripetere anche Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione agricoltura del Senato, che ha incontrato rappresentanti dell’agroindustria e dell’agricoltura. I due parlamentari sono stati invitati dai colleghi Elena Murelli e Pietro Pisani. E tra gli ospiti c’era anche Claudio Durigon, già sottosegretario al Lavoro. «La cultura dominante da decenni - ha scandito Giorgetti davanti alla platea e ai quattro candidati piacentini del Carroccio - è che chi fa impresa sia un ladro. La rivoluzione è ribaltare questa impostazione, rimettere al centro chi produce, chi fa ricerca, chi investe. Chi è bravo e ha successo merita di essere riconosciuto. Per redistribuire le risorse, prima è necessario creare ricchezza». Il rischio è quello di «creare un rancore sociale che che può essere strumentalizzato politicamente». Sulla fine del rapporto tra Lega e M5s, Giorgetti ha sottolineato come «l’abbraccio mortale avrebbe contagiato anche noi. I pentastellati non ci permettevano di fare tante cose. Mi dispiace per il Pd, che è caduto in questo abbraccio. Questo Governo non governa, fa pasticci e gestisce solo il potere». Poi ha citato l’accanimento contro Salvini e la Lega con la richiesta di autorizzazione a procedere per il caso Gregoretti e la bocciatura del referendum che avrebbe voluto abolire il proporzionale. «Salvini è temuto perché va nelle piazze - sottolinea Giorgetti - mentre la sinistra non ha più nessuno. E’ chiusa nel palazzo, non si fa vedere dalla gente, perpetua solo il potere». Sulle elezioni regionali, Giorgetti ha spiegato che «l’Emilia Romagna è cambiata. Tante partite Iva, tante imprese non legate al Pci-Pd, al sistema di cooperative, di circoli di sinistra, operano molto bene: la società libera si è emancipata. Lucia Borgonzoni, la nostra candidata, saprà interpretare bene questa novità». Giorgetti ha anche visitato le imprese Lattegra, Italtherm, Torello, mentre Vallardi ha incontrato le associazioni agricole da Steriltom.

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