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Hospice, Foti (Pdl): «Trecentomila euro di perdita di gestione nel primo anno?»

Interrogazione sulla gestione dell'hospice di Piacenza. Il documento è indirizzato a Paolo Dosi che risulta presidente del Consiglio d'Amministrazione della Fondazione Casa di Iris Onlus che gestisce il funzionamento della struttura

Redazione 13 luglio 2012
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«Trecentomila euro di perdita di gestione nel primo anno?». Questa è la domanda diretta che il consigliere comunale del Popolo della libertà Tommaso Foti rivolge al sindaco in un’interrogazione scritta presentata in merito alla gestione dell’hospice di Piacenza. Nel documento indirizzato a Paolo Dosi, che risulta presidente del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Casa di Iris Onlus, istituto che gestisce il funzionamento della struttura sanitaria, l’onorevole Foti ripercorre la storia dell’hospice.

«Tra i progetti-bandiera del Piano Strategico “Vision 2020” - si legge - rientrava la realizzazione di un Hospice territoriale a Piacenza, struttura riservata ai pazienti affetti da patologie gravissime, da realizzare con la collaborazione dei soggetti istituzionali e sociali piacentini. A tal fine il 21 aprile 2008 veniva sottoscritto un protocollo di intesa per la realizzazione della detta struttura. Con delibera del Consiglio Comunale n. 172 del 10 giugno 2008, il Comune di Piacenza aderiva (insieme ad altri Enti) alla costituzione della “Associazione Insieme per l’Hospice” O.n.l.u.s - avente quale sua precipua finalità quella di realizzare il citato Hospice».

«Il Consiglio di Amministrazione della “Associazione Insieme per l’Hospice” Onlus - prosegue il consigliere del Popolo della Libertà - deliberava in data 1 dicembre 2010 di avviare l’iter necessario per la costituzione di una Fondazione, al fine di assicurare il necessario supporto finanziario alla “Casa di Iris” - Hospice Territoriale di Piacenza e il 31 maggio 2011 veniva inaugurata la “Casa di Iris”- Hospice Territoriale di Piacenza».

In seguito, «il 24 ottobre 2011, il Comune di Piacenza, deliberava di aderire, in qualità di socio fondatore, alla costituenda Fondazione destinata ad assicurare il funzionamento della “Casa di Iris” - Hospice Territoriale di Piacenza, che doveva assumere nella stessa la qualificazione di organizzazione non lucrativa di utilità sociale», approvandone la bozza di Statuto e conferendole una superficie di 9.945 metri quadrati alla Madoninna in nuda proprietà.

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A fronte di ciò, e visto anche il ruolo di presidente della Fondazione ricoperto dal Sindaco Dosi, il consigliere Foti chiede di sapere «se corrisponda al vero la notizia secondo la quale nel primo anno di funzionamento l’Hospice avrebbe registrato una perdita di gestione di circa 300mila euro ed, in caso di risposta affermativa, se e quale impegno intenda assumere il Comune di Piacenza per concorrere al ripiano della stessa».

Tommaso Foti
Baia del Re
hospice

9 Commenti

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  • Avatar di Daniela

    Daniela Signor Foti, si informi per cortesia su come sono nati e come si è sviluppato in Europa e nel mondo il movimento hospice prima di fare interrogazioni a scopo puramente politico e demagogico . Si informi, si acculturi al proposito e forse si asterrebbe dal parlare a sproposito.

    il 26 luglio del 2012
  • Avatar di Pinco

    Pinco Per la redazione: C'è stata una risposta del sindaco all'intervento di Foti, non sarebbe corretto aggiungere una nota al presente articolo?

    il 16 luglio del 2012
  • Avatar di Pinco

    Pinco Ovvio che ogni struttura sociale specialmente se di proprietà pubblica debba avere un'amministrazione oculata e trasparente, ma accanirsi contro di essa per sospetti motivi politici mi sembra quanto meno osceno. Iris è sicuramente l'intervento migliore effettuato dall'amministrazione precedente.

    il 15 luglio del 2012
  • Avatar di Al Buslaner

    Al Buslaner Partendo dal fatto che il deficit è si elevato, ma non dobbiamo farci abbagliare dai numeri:queste strutture DEVONO esistere sempre e comunque, e chi ha vissuta la tragica esperienza di avere in famiglia un malato terminal non può (fortuna sua) capire. La Casa di Iris è una struttura bellissima, ed è certamente meglio stare lì piuttosto che morire in oespale, tortutato da quotidiani prelievi e fantomatiche "sperimentazioni" di qualche barone della medicina in cerca di fame. Foti? Potrebbe andarci a lavorare qualche ora gratis invece di parlare, come quasi sempre fa, a vanvera:ma torna a fare il rappresentante del Camapri, posgatt!

    il 15 luglio del 2012
    • Avatar di Lavinia Rossi

      Lavinia Rossi La Casa di Iris è ancor più funzionale dell'Hospice di Borgonovo e proprio per questo deve essere gestita al meglio, per continuare a tutelare i terminali, nel rispetto della dignità della persona umana. Avendo vissuto tale esperienza anche con la mia AMICA DEL CUORE, deceduta da due anni, a fine Luglio, a Borgonovo, dopo essere passata all'Oncologia ospedaliera piacentina, al ricovero prima in ospedale, poi alla Casa di Cura Piacenza e poi all'Hospice, ho rilevato la differenza abissale di comportamento, in negativo, del personale paramedico proprio nella clinica, come avvenne anni fa a mia madre. Devo dire francamente che nell'ospedale (H) esiste un atteggiamento più attento e sensibile, con la possibilità pure di segnalazione fruttuosa: il che non si può affermare per le strutture cosiddette accreditate. E qui taccio. 

      il 16 luglio del 2012
  • Avatar di mario rossi

    mario rossi A questo signore , che piangeva miseria quando si parlava di ridurre lo stipendio ai parlamentari, consiglio, se vuol fare bella figura, di cominciare con il rinunciare alla sua indennità, non al suo stipendio, poverino, e di devolverla alla sudetta struttura.

    il 14 luglio del 2012
    • Avatar di Lavinia Rossi

      Lavinia Rossi Sarebbe utile, come è altrettanto utile verificare dettagliatamente la gestione dell'hospice, che deve poter funzionare al meglio per tutti i cittadini.

      il 14 luglio del 2012
  • Avatar di Lavinia Rossi

    Lavinia Rossi Una struttura NON può funzionare con perdite tali di gestione, nemmeno per i malati terminali. Occorre verificarne la causa e poi correggere opportunamente. E personalmente so che significa tale situazione disgregante, avendo perso per neoplasie specifiche tutti i membri della mia famiglia d'origine (tre), senza il sostegno ed i supporti attuali, lavorando in Lombardia da pendolare) e con una figlia in crescita: un vero tour de force che mi fece poi crollare. Un periodo orribile, che non auguro ad alcuno, con pessimi ricordi della Casa di Cura Sant'Antonino (decesso materno) e di certo personale insensibile ed arido; con ricordi molto positivi del Padiglione Ospedaliero Belvedere , U.O. Lungodegenza (decesso del fratello ancor giovane) e dei sanitari ivi operanti, dopo la posizione determinata assunta dalla sottoscritta, per evitarne sia la dimissione che il trasferimento in una struttura inadeguata: mio fratello aveva la bombola dell'ossigeno sempre al capezzale. Per fortuna si è affermata la cultura dell'assistenza palliativa nell'hospice. Questo NON giustifica comunque i deficit , che ricadrebbero sui malati e le loro famiglie. Bisogna vigilare, per preservare e per tutelare al meglio.

    il 14 luglio del 2012
  • Avatar di ciccio ciccio

    ciccio ciccio foti ha perso un'altra occasione per tacere. per ripianare la gestione diminuiamo i servizi, con buona pace delle persone che purtroppo hanno necessità di utilizzare la struttura, rimandiamo a casa i pazienti e che se la sbrighino le famiglie, alla faccia della dignità della vita tanto sbandierata dal suo partito. gli auguro di cuore di non aver mai bisogno di strutture simili, ma per i parlamentari è tutta un'altra storia...il posto si trovs sempre

    il 14 luglio del 2012