«Il carcere non può essere terra di nessuno, applicare le regole»

Murelli e Pisani (Lega) dopo le aggressioni alla casa circondariale: «Troppe differenze culturali di alcuni detenuti stranieri che non rispettano le regole minime. Vanno fermati perché danneggiano anche chi sta cercando un riscatto lavorando»

«Purtroppo queste aggressioni, tutt’altro che rare, mettono in luce la grande differenza culturale di alcuni stranieri. Il mancato rispetto delle regole, anche di quelle minime di convivenza civile, il pensare di poter fare ciò che vogliono appellandosi alle leggi italiane genera situazioni ormai non più sostenibili. Il carcere non può essere terra di nessuno». E’ il commento dei parlamentari della Lega, Elena Murelli e Pietro Pisani, i quali portano la loro solidarietà agli agenti della Penitenziaria - «hanno agito in situazioni difficili con grande professionalità evitando guai peggiori. E già erano intervenuti in gennaio sempre per un altro incendio appiccato dai detenuti» - al personale sanitario e ai sindacati dopo la «vile aggressione di cui sono rimasti vittime alcuni lavoratori del carcere». Anche in questo caso, si deve notare «che a essere aggressivi, mettendo a rischio l’incolumità di tante persone, sono ancora stranieri. D’altra parte, per chi pensa che italiani e immigrati delinquano allo stesso modo ci sono i dati: su 482 detenuti, ben 330 sono stranieri, cioè il 68%. Chi si comporta da criminale deve essere fermato, perché il comportamento di queste persone va a scapito di chi invece cerca un’altra strada, come coloro che partecipano al progetto Ex Novo per la coltivazione di fragole».

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