Il Pd chiude la campagna con l’ex ministro Pinotti: «Il voto a noi manda a casa il governo»

La senatrice con il segretario provinciale Bisotti: «I programmi di Lega e 5 Stelle profondamente cambiati rispetto a cinque anni fa su euro ed Europa»

Roberta Pinotti

«Abbiamo attivato tutte le risorse che potevamo mettere in campo per questa campagna elettorale, ricevendo anche la visita dei candidati più importanti della circoscrizione nordest, con Carlo Calenda che era venuta solo qualche tempo fa nella nostra città. Siamo soddisfatti e fiduciosi verso il consenso di quest’area un po’ ampliata da Nicola Zingaretti del Pd. Superando il venti per cento ci sarà una condizione importante per risolvere i problemi dell’Europa». Così il segretario provinciale del Partito Democratico Silvio Bisotti ha salutato la chiusura della campagna elettorale per le Elezioni Europee, che è stata organizzata dal partito al Nessie Pub, alla presenza dell’ex ministro della Difesa Roberta Pinotti, senatrice. «Queste sono Elezioni Europee importantissime – ha esordito l’ex ministro Pinotti - che arrivano dopo un lungo periodo in cui si è soffiato sulla paura. Si è parlato poco di Europa in questa campagna elettorale perché Lega e Movimento 5 stelle hanno litigato su ogni provvedimento: tutto il dibattito si è catalizzato su questo. Sulla diatriba tra Salvini e Di Maio, e questo è stato un peccato. Anche perché se andiamo sui temi, si scopre che questi due movimenti hanno cambiato idea, rispetto a cinque anni fa. Vi ricordate Salvini durante la campagna europea del 2014: l’ha fatta tutta indossando la maglia “no euro”. E anche il Movimento 5 Stelle voleva uscire dall’euro e dall’Europa, ora sono convinti europeisti. Come mai? Perché gli italiani, secondo i sondaggi, non vogliono uscire dall’Europa, anche alla luce di quanto visto in Gran Bretagna». Pinotti ha lodato il programma del Partito Democratico per l’Europa. Ma ha parlato anche di questioni nazionali. «È già molto convincente il fatto che votando Pd in Europa si può mandare a casa questo governo». Ma è Salvini il principale nemico. «A Mirandola è avvenuto in questi giorni un brutto episodio, l’incendio causato nella sede della polizia locale ha provocato morti, feriti e toccato una comunità intera. Salvini ha subito pensare di soffiare sulla rabbia e sul razzismo a pochi minuti dalla tragedia. Poi, però, ha smesso di twittare sulla vicenda perché sull’extracomunitario colpevole del fatto pendeva un decreto di espulsione recente. Avrebbe dovuto provvedere lui, il ministro Salvini, come promesso, a espellerlo».

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