Il reddito di cittadinanza del Movimento 5 stelle “stoppato” dal Consiglio

Nonostante qualche sponda all'interno del Pd, la proposta di richiedere in forma sperimentale alla Regione Emilia Romagna di istituire il reddito per i disoccupati non passa in aula (contrario anche l'intero centrodestra). Il dibattito è avvenuto durante la discussione degli ordini del giorno sul bilancio in consiglio comunale

È l’ora degli “ordini del giorno” in consiglio comunale, ma non del “reddito di cittadinanza”, proposto dal Movimento 5 Stelle e bocciato dall’aula di Palazzo Mercanti. La discussione sul bilancio previsionale 2015 ha visto, nel pomeriggio del 13 luglio, il suo penultimo atto, prima dell’approvazione finale, in programma giovedì 16. Erika Opizzi e Tommaso Foti (Fratelli d’Italia), in apertura, hanno ricordato i passati propositi dell’Amministrazione di riunire in unica sede la totalità degli uffici comunali (dismettendo gran parte di quelli esistenti entro il 2016). Questo anche alla luce dei nuovi sviluppi sulle aree militari - che piano piano entrano in possesso del Comune - su tutti l’ex ospedale militare. Fratelli d’Italia chiede, entro 120 giorni, di conoscere le volontà dell’Amministrazione in merito alla riorganizzazione degli uffici. «La riorganizzazione degli uffici – ha risposto l’assessore Gazzola - andrà nella direzione di due poli esterni oltre la sede di Palazzo Mercanti». «È dalla scorsa legislatura - ha rimarcato Massimo Polledri (Lega Nord) ricordando le polemiche con l’ex sindaco Reggi – che diciamo che Palazzo Uffici era irrealizzabile». L’ordine del giorno è passato all’unanimità. Sempre i due rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno chiesto di attivarsi nei confronti del Governo e dell’Anci affinché la local tax non rappresenti un aumento della pressione fiscale sugli immobili. «Dobbiamo fare ripartire il sistema locale dell’immobiliare». «Crisi dell’edilizia - ha detto Gazzola - e tassazione, sono legate: sono d’accordo con Foti. La local tax non deve essere l’ennesima occasione per implementare la tassazione sui cittadini. Auspichiamo che non si vada ad incrementare la pressione fiscale. Al momento però nessun documento ufficiale parla di “local tax”: è solo un’ipotesi». Anche in questo caso il consiglio ha approvato all’unanimità.

Andrea Gabbiani (Movimento 5 Stelle) ha chiesto di mettere in sicurezza il tratto di strada tra via Radini Tedeschi e la nuova rotonda di via Montelungo e via dell’Anselma, nelle vicinanze dell’Università Cattolica. «Nella zona è presente una scuola materna – ha rilevato Gabbiani -, e ciò comporta una circolazione stradale molto intensa. Chiediamo di progettare percorsi sicuri per i fruitori delle strutture della zona». «Il progetto – è la replica dell’assessore - è noto all’Amministrazione ed è già stato affrontato dalle Consulte che hanno sollevato il problema. Speriamo di trovare una soluzione in tempi brevi. La rotonda verrà comunque riesaminata, compatibilmente con le risorse a disposizione».  La proposta dei 5 stelle ha visto il parere favorevole dell’aula: unico astenuto Marco Tassi (Pdl), che si è detto non disposto a votare niente fino alla presentazione di un progetto vero e proprio.

La bagarre si è scatenata quando ha preso la parola il capogruppo del Movimento Mirta Quagliaroli, che ha portato all’attenzione del consiglio un tema politico chiave del partito fondato da Beppe Grillo: il reddito di cittadinanza. Un sostegno economico mensile a tutte le persone nello stato di disoccupazione è tra i punti cardine dell’agenda politica nazionale del Movimento. I rappresentanti piacentini hanno perciò avanzato la proposta di richiedere alla Regione Emilia-Romagna l’adesione al reddito di cittadinanza «anche in fase di sperimentazione», in attesa dell’approvazione della legge.  «Questa manovra potrebbe dare respiro in un momento in cui le famiglie non riescono a far quadrare il bilancio». «È pieno di sfiduciati in giro – ha commentato Tassi - ma molti non trovano lavoro perché vogliono un “preciso” lavoro, legato ai propri studi formativi. Qualsiasi mestiere ha dignità, questo sarebbe il messaggio da dare, non il reddito a chi è disoccupato. Manca la mentalità in questo momento, prima di parlare del reddito di cittadinanza dovremmo chiederci chi poi andrà a lavorare. L’esempio della Grecia è lì a dimostrarlo». «Al terzo lavoro rifiutato – ha corretto Gabbiani – nella nostra proposta c’è la sospensione del reddito di cittadinanza».

«È un tema discusso e discutibile - ha ammesso l’assessore Gazzola – nel nostro Paese, ed è già stato applicato in diverse zone d’Europa. La situazione è complicata, come Amministrazione guardiamo a questa proposta già nel nostro welfare seguendo il principio di reciprocità. Siamo perciò contrari all’ordine del giorno dei 5 stelle, in assenza di leggi al riguardo e, soprattutto, risorse economiche del Comune». «Se non si taglia un po’ la spesa dello Stato – ha aggiunto Foti – è impossibile andare a istituire il reddito di cittadinanza. Si dovrebbe tagliare innanzitutto l’assistenzialismo delle cinque regioni speciali, per cominciare».

Polledri ha inoltre ricordato che, prima di approvare il reddito di cittadinanza, «dobbiamo ancora coprire i famosi 80 euro di Renzi». «Il sistema non è pronto» – è il giudizio di Paolo Garetti (Sveglia) -. «Bisognerebbe creare opportunità di lavoro per i giovani, non dare a loro assistenzialismo», ha aggiunto Marco Colosimo (Piacenza Viva). «Non c’è una diretta rilevanza con il bilancio comunale – è l’intervento del capogruppo Pd Daniel Negri – e non conosciamo bene questa proposta di legge regionale. Non mi sento di dare un giudizio». «Siete la seconda o terza forza del Paese – è il duro commento di Guglielmo Zucconi (Gruppo Misto) rivolto ai 5 Stelle -, cercate di non stare sempre alla finestra: sporcatevi le mani nel governare invece che fare solo demagogia». A sorpresa, Stefano Perrucci (Pd) ha dichiarato di votare a favore all’ordine del giorno dei 5 stelle. «Il tema è articolato e nel nostro partito c’è differenza di vedute, ringrazio per averlo proposto». La proposta – bocciata con 16 voti contrari - ha ricevuto tuttavia il voto favorevole, oltre che di Gabbiani e Quagliaroli dei 5 stelle, di Perrucci e Curtoni (Pd). Astenuti Bricchi, Ponzini, Negri e Borotti (Pd), il gruppo dei Moderati (Colla e Rocchi), Castagnetti (Piacentini per Dosi) e Ceccarelli del Misto.

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