«L'arresto di Caruso? La ciliegina sulla torta fallimentare preparata in questi due anni di legislatura»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

L'operazione “Grimilde”, proseguo del processo Aemilia,colpisce anche Piacenza, e lo fa pesantemente con l'arresto del Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Caruso (Fratelli d'Italia) e del fratello con l'accusa di associazione mafiosa, truffa aggravata ed estorsione nelle vesti di dirigente delle Dogane. Vero che tale provvedimento non sottolinea reati politici, però come Rifondazione Comunista siamo stupiti che un partito securitario come Fratelli d'Italia che, assieme alla Lega di Salvini, ha fatto della “sicurezza” la propria parola d'ordine perseguitando immigrati e poveri in generale non si accorga che al proprio interno ci sia un accusato di essere un rappresentante di una cosca ndrina. Le prese di posizione della Meloni e la cacciata di Caruso dal partito giungono piuttosto tardive, e noi di Rifondazione ci chiediamo quali controlli FdI svolga per selezionare i propri rappresentanti nelle Istituzioni e se, per caso, non siano più attenti ai reati commessi da chi fatica ad arrivare a fine mese piuttosto da chi può gestire grandi fonti di denaro. Non sarà che la spinta sicuritaria della Meloni e soci colpisca puntuale solo chi non detiene potere (economico, sociale e politico), mentre sui veri criminali si abbatta solo tardivamente..? Non sarà che “forti coi deboli e deboli coi forti” sia il vero e unico principio fondante della destra italiana? A oggi solo un dato è certo, le mafie sono ben radicalizzate anche qua al nord, sono silenziose e si muovono là dove si trovano soldi e potere, nell'indifferenza totale di chi ogni giorno grida “Al lupo! Al lupo!” puntando il dito contro immigrati e ong distraendo al meglio l'intera opinione pubblica! Un ottimo risultato per la Giunta Barbieri che festeggia al meglio i due anni del suo insediamento, tra la gestione del verde che lascia a desiderare, buche che donano alle strade di Piacenza quel caratteristico aspetto lunare, consiglieri e assessori che saltano come fossero seduti sopra a un petardo, un ospedale che ancora non si sa dove costruire, l'indagine per associazione mafiosa era proprio quello che mancava, la ciliegina sulla torta fallimentare preparata in questi due anni di legislatura.

La Segreteria Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Piacenza

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