L’assessore Putzu rimane al suo posto, respinta la mozione di sfiducia per la vicenda “Boat”

Il pasticcio amministrativo sul locale “Boat” sul lungo Po non costa il posto in Giunta a Filiberto Putzu. Il Pd: «La pratica gestita dall’assessore ha fatto acqua da tutte le parti». Trespidi: «Le regole vanno rispettate, qualcosa non ha funzionato». Forza Italia lo difende: «Colpe non sue, non doveva controllare»

L'assessore Filiberto Putzu

L’assessore al Demanio e alla valorizzazione del lungo Po Filiberto Putzu resta al suo posto. Non è andata a segno la mozione di sfiducia presentata dal Partito Democratico, Liberi e Piacenza Oltre. La questione “Boat”, il locale estivo sul lungo Po aperto a fine luglio, è tornata ad infiammare il Consiglio comunale, ma la maggioranza – con Forza Italia, partito di Putzu, in particolare – ha fatto quadrato intorno all’assessore della Giunta Barbieri. Il sindaco Barbieri aveva chiesto dieci giorni di tempo per ricostruire l’intera vicenda, le carte e quanto successo. Dopo di che la maggioranza (più Gloria Zanardi del Gruppo Misto) ha respinto in maniera compatta la revoca delle deleghe chiesta da gran parte dell’opposizione, che ravvisava un comportamento superficiale dell’assessore nel gestire l’autorizzazione e la concessione alla società “I 4 cantoni” che ha aperto il locale nell’area data in gestione in convenzione alla Map. Boat-2

A contestare l’atteggiamento di Putzu è stata in particolare Giorgia Buscarini (Pd), che ha ricordato tutta la vicenda. «Non c’è nulla di personale nei suoi confronti – ha detto Buscarini -, ma non ha fornito risposte alle nostre domande su Boat. Negli anni abbiamo visto presentare mozioni di sfiducia per molto meno nei confronti degli assessori». Buscarini attende risposte dall’assessore anche sul contatore dell’acqua, su quello dell’energia elettrica, su chi ha pagato lo sfalcio dell’erba nell’area e sulla fattibilità della convenzione della Map sulla zona, oltre a tutti i problemi emersi nella concessione. «Non si sa ancora neanche dei collaudi sulle strutture. Avete fatto una campagna elettorale a dire che eravate “l’aria nuova”, dimostratelo». Anche Massimo Trespidi (Liberi) nutre numerose perplessità. «La polizia municipale – ha spiegato Trespidi - mi ha informato che alcuni atti da me richiesti sulla vicenda sono stati trasmessi alla Procura di Piacenza. Risulta carente e imprecisa la richiesta di chi, per conto di Map, ha gestito quest’attività imprenditoriale. Un dirigente del Comune ha dichiarato che tutta la pratica è abusiva, e bisogna ridiscuterne in Procura. Sappiamo che non si può fare attività di spettacolo in quell’area, il Comune lo ha dichiarato lo scorso 6 settembre. Ma sappiamo per certo che l’attività è proseguita anche dopo il 6 settembre». Boat-2

A difesa di Putzu si è schierato tutto il suo partito, Forza Italia. «Putzu ha ricevuto le deleghe – ha ricordato Francesco Rabboni - nel giugno 2017, richiedere la sua revoca mi sembra un atto forte, si sta cercando la classica “buccia di banana”. Se la Map ha sbagliato, proponete la revoca della convenzione, che è stata firmata non dall’assessore o dal sindaco, ma dagli uffici. Putzu dà solo un indirizzo politico all’organizzazione e alla valorizzazione delle attività sul lungo Po. Non è compito suo controllare e verificare come si comportano i gestori. Non sussistono motivi particolari per togliere le deleghe a Putzu». Anche il capogruppo Sergio Pecorara ha fatto da scudo al suo assessore. «L’opposizione parla di “pasticcio amministrativo”. L’assessore ci ha dato spiegazioni su tutto l’iter, la vicenda è stata portata avanti con leggerezza politico-amministrativa ma in buona fede. Ci sono di mezzo più responsabilità ed enti, si è creata confusione e mancata comunicazione. State tranquilli che secondo noi sarà tutto alla luce del sole, visto anche l’interessamento di procura e guardia di finanza. Non sta a noi sfiduciare l’assessore, ma il sindaco Barbieri a valutare, togliere le deleghe e sfiduciare questo o quello. Noi respingiamo la mozione di sfiducia». «Chi ha governato negli ultimi 15 anni- è il parere di Michele Giardino - ha lasciato così com’era il lungo Po. E c’è una parte consistente di città che vorrebbe lasciare abbandonata quella zona. L’iniziativa presa da Putzu è il frutto di un successo: se era un flop, si attaccavano gli eventi come inutili. Hanno avuto successo e perciò si è andati a vedere alle pratiche. E questo brucia a chi per troppo tempo non ha saputo elaborare un’idea così semplice e geniale. La proposta di Putzu è stata vincente, perciò deve restare e continuare a valorizzare la città».

Si è allineata al pensiero della maggioranza anche Gloria Zanardi del Gruppo Misto. «Non è vero che un assessore – ha detto la consigliera - si valuta nel complesso, se un membro della Giunta sbaglia va giudicato per quello. Se ci sono responsabilità penali ci penseranno gli organi competenti, il sindaco sceglie le sue persone di fiducia, è sua competenza decidere sulla revoca delle deleghe».

Sergio Dagnino del Movimento 5 Stelle ha messo il dito nella piaga delle polemiche interne alla maggioranza. «Si rincorrono le voci – ha detto il grillino - sulle sostituzioni degli assessori da parte del sindaco. I giornali scrivono e non arrivano smentite dall’Amministrazione. Si crea confusione nell’opinione pubblica e anche nel Consiglio». «Fino a ieri – è l’intervento di Antonio Levoni dei Liberali Piacentini - avevamo un lungo Po che faceva schifo. Qualcuno sarà stato superficiale, ma intanto si è permesso di creare qualcosa che ha creato aggregazione sul lungo Po. Continuiamo a dire che “Piacenza muore”, “soffre”, ma in realtà vuole essere “viva”. Putzu è un professionista serio, è stato votato dai cittadini, non può essere messo alla gogna così. È un “ragazzo in gamba” che ha commesso qualche ingenuità». D’accordo anche Fratelli d’Italia. «È un assessore competente – ha rilevato Filippo Bertolini - così come lo è nella sua attività professionale da medico. C’è la massima solidarietà e l’appoggio per Putzu».

Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) se l’è presa con l’opposizione. «Questa è una mozione vergognosa, diffamatoria e inconcludente. Andrò in Procura per dire che non c’entra niente. Non è colpa di questa Amministrazione, né di quella precedente, questa pratica. Vorrei sapere le competenze di un assessore sui dipendenti comunali che non hanno vigilato. L’attacco mi pare politico, non si può imbastire una mozione di sfiducia con questi elementi tecnici. Chi accusa Putzu davanti alla Procura farà brutta figura. Prima di fare i pm della situazione, chiedetevi se siete pronti a dimostrare le accuse».

Anche il sindaco Patrizia Barbieri ha voluto dire la sua. «Non potete dire che Putzu – ha osservato il primo cittadino - sia evaso dalle vostre risposte. Il suo sforzo è stato quello di raccogliere i pareri di tutti gli uffici. Non può rispondere lui del contatore d’acqua contestato dal Pd nella mozione. Stiamo equivocando: la segnalazione in Procura riguarda quella degli uffici che hanno evidenziato i mancati obblighi di chi proponeva gli eventi. Se ci sono degli trasgressori, non c’entra Putzu. Le questioni penali non coinvolgono l’assessore, voglio chiarirlo».

«Nessuno ha fatto mai passare Putzu – ha ribattuto il capogruppo Pd Stefano Cugini - come uno che ha commesso un reato. Putzu però non ha dato risposte su diversi aspetti. Ci criticate e accusate di essere un plotone di esecuzione, una gogna per Putzu, parla chi aveva mosso una mozione di sfiducia per il nostro assessore Katia Tarasconi solo perché pensò di mettere le giostre nel parcheggio della Questura. La vicenda Boat fa acqua da tutte le parti, e lo dicono tutti, anche gli uffici comunali. E sì, caro sindaco, se chiediamo del contatore d’acqua vogliamo una risposta proprio dall’assessore».

Senza entrare nel merito della vicenda, anche la Lega si è pronunciata a favore dell’assessore. «Abbiamo fiducia nel sindaco Barbieri – è l’intervento del capogruppo leghista Stefano Cavalli - e ci adeguiamo a quello che dice. Non possiamo sfiduciare l’assessore Putzu, non è nostro compito».

L’impasse della Giunta su alcune vicende è stata sottolineata da Mauro Monti del gruppo “Liberi”, che chiede agli assessori di impegnarsi a tempo pieno nel loro ruolo. «Mi sta bene che la maggioranza dica che c’è stato qualche problema, ma che non è il caso di cambiare assessore. Però il sindaco si deve preoccupare, se così stanno le cose. Come fanno gli assessori a lavorare nel privato e a far parte della Giunta? Io impiego già molto tempo a fare il consigliere, insieme alla mia attività professionale. Si dovrebbe dare tutto quello che si ha per la città. C’è un po’ di delusione nel mondo del centrodestra piacentino per questa Amministrazione. E questa delusione, alla lunga, si paga».

Roberto Colla di Piacenza Oltre, dopo aver firmato la mozione di sfiducia, ha esternato un ragionamento molto diverso da quelli dei colleghi d’opposizione del centrosinistra. «È vero, la proposta è stata buona. Bisogna organizzare altre cose per il lungo Po».

Buscarini e Trespidi hanno incalzato ancora sul comportamento di Putzu. «Nella mozione – ha aggiunto Giorgia Buscarini (Pd) - non c’è alcun riferimento a un’indagine su Putzu. Ritireremmo la mozione se l’assessore risponde alle nostre domande, ma non lo fa. Nessuno ha detto che doveva controllare tutto, ma forse valeva la pena approfondire la situazione di fronte alle segnalazioni delle minoranze». «La valorizzazione del lungo Po sta a cuore a tutti – ha rilevato Trespidi (Liberi) - ma qua si tratta di giudicare se le cose avvengono secondo le regole. O le regole valgono per tutti, o vogliamo capire se ci sono zone franche in città. Il 26 di luglio è partita l’iniziativa, preceduta da una conferenza stampa il giorno prima. Il 31 luglio un assessore della Giunta, Paolo Mancioppi, dice di “mettere le cose perché non vanno bene”, lo dice da assessore al commercio durante la Conferenza dei servizi. Il 2 di agosto il neo dirigente all’edilizia prende servizio e il 6 agosto fa un sopralluogo: rileva la presenza di una balera che non poteva stare lì. Il 28 di agosto la Polizia Municipale invia all’autorità competente la notizia di reato: l’indagine è stata avviata dalla polizia locale. Era chiaro a tutti che c’era qualcosa che non funzionava. Putzu, notiziato di tutto questo, non ha fermato le irregolarità amministrative. Ha lasciato finire una manifestazione irregolare. Io e Buscarini non siamo andati in Procura perché ci ha pensato già la polizia municipale». Al termine del dibattito, il Consiglio ha respinto la mozione con 21 voti contrari (tutta la maggioranza compatta, più Zanardi del Gruppo Misto) e 8 contrari (Pd, Liberi, Movimento 5 Stelle). Non hanno partecipato al voto Colla (Piacenza Oltre) e Bariola (Con Rizzi la Piacenza del futuro).

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