La Commissione di garanzia e controllo si farà, ma solo con il Movimento 5 Stelle

Il resto dell'opposizione preferisce non partecipare. Cugini (Pd) contesta il metodo: «La maggioranza vuole dettare legge anche all’interno dell’opposizione scegliendo il presidente». Il sindaco Barbieri: «Brutto siparietto farne una questione di poltrone, è una vergogna». Pugni (5 Stelle), in odore di diventare il presidente: «Spettacolo poco edificante, qua dentro pochi gentiluomini»

Andrea Pugni (Movimento 5 Stelle)

La commissione di controllo e garanzia del Comune di Piacenza verrà formalizzata, nonostante qualche polemica. Durante il Consiglio comunale del 4 dicembre si è assistito all’ennesimo scontro tra centrodestra e Pd in aula. Il “casus belli” è stato provocato dall’intervento di Davide Garilli della Lega Nord, che ha suggerito una forza dell’opposizione ben precisa alla guida della commissione. Secondo Garilli sarebbe giusto dare l’incarico al Movimento 5 Stelle. Il Partito Democratico, da questo momento in poi, ha cambiato idea sulla sua costituzione: ai consiglieri dem sembra che tutto sia apparecchiato per eleggere presidente Andrea Pugni, capogruppo grillino, ritenuto da una buona fetta dell’opposizione abbastanza morbido – fino ad adesso – nei confronti della Giunta Barbieri. «Questa proposta – ha spiegato il capogruppo Stefano Cugini – è diventata irricevibile, dopo i discorsi pronunciati sulla presidenza della commissione, che spetta da regolamento alla minoranza. Eravamo anche d’accordo sui contenuti, ma l’apertura di Davide Garilli (Lega Nord) in chiusura dello scorso Consiglio, indicando già la volontà di decidere la presidenza, da affidare a qualcuno già individuato (Andrea Pugni del Movimento 5 Stelle, nda). Ci siamo convinti che sia già stata assegnata la presidenza, la maggioranza vuole decidere in casa d’altri». «Garilli – ha risposto Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - ha espresso una sua opinione personale da consigliere, non è neanche detto che lui parteciperà alla commissione». La commissione sarà infatti composta da un membro per ogni forza politica, e come detto, da regolamento la presidenza deve essere affidata all'opposizione. 

«Il Pd – ha replicato duramente il capogruppo Lega Nord Stefano Cavalli - la prima volta in cui si discute di commissioni abbandona l’aula, ora si dicono offesi perché Garilli parlando per sé, a titolo personale, indica il Movimento 5 Stelle adatto per guidare la commissione di controllo. Confermo che Garilli non farà parte della commissione, sarà un altro il nostro rappresentante all’interno che voterà il nuovo presidente. Voi però vi dimostrate “bambini piccoli” che aspettano Santa Lucia – ovvero la presidenza - e ora ritirano gli emendamenti e non votano la proposta». Critico sul modus operandi della maggioranza anche Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). «Voto negativo per la commissione, io non intendo partecipare a una commissione in cui i diritti della minoranza vengono dettati dalla maggioranza». «Il metodo – ha aggiunto Paolo Rizzi (Piacenza Più) - non ci convince. È una commissione che spetta alla minoranza, ora siamo contrari a questa istituzione».

Il botta e risposta in Consiglio ha indispettito il sindaco, che ha voluto dire la sua. «Sono parecchio delusa – ha dichiarato Patrizia Barbieri - da questo siparietto. Se la poltrona deve valere più della sostanza, non ci siamo capiti. Questa commissione è particolare: la si fa per dare la possibilità alla minoranza di partecipare e controllare tutta l’attività. E noi abbiamo ridotto il tutto a un discorso di poltrone, la cosa più squallida che ci potesse essere. In campagna elettorale ho sempre detto che questa commissione l’avremmo fatta, era un’idea proposta anni fa dal Movimento 5 Stelle. E la stessa idea la condivideva anche Paolo Rizzi, mio sfidante alle elezioni. E ora si vuole svilire il senso della commissione soltanto perché si vuole diventare presidente? Questa è una vergogna. Ci tengo tantissimo a questa commissione, non è di facciata. In passato non si era voluta, ora la chiediamo noi come maggioranza. Non per una “caccia alle streghe” del passato, ma la facciamo perché questa Giunta non ha nulla da nascondere alla città. Che oggi si assista a questo teatrino con questi rimbrotti… Quando qua si sono scatenate le telefonate per avere la poltrona appena da questo Comune è uscito un atto che parlava dell’istituzione di questa commissione. Mi spiace che ci siano esponenti che stimo che ora si ritirano o Rabuffi che dice che è un “teatrino” la commissione. Il teatrino lo stiamo facendo qui dentro adesso. Queste lamentele sulla poltrona non ci fanno onore».

Gli animi si sono accesi. «Tutto quello che il sindaco ha detto – ha preso la parola il capogruppo di Liberi Massimo Trespidi - le ritornerà indietro. Parole come “vergogna” ritorneranno indietro. Vale come “tric e barlicc” questa commissione, e il sindaco non doveva farla presentare dai consiglieri di maggioranza, ma da tutti i capigruppo del Consiglio comunale. Se tanto ci tenevate facevate così. I consiglieri di minoranza nulla sanno di questa iniziativa legittima e se la trovano su un pezzo di carta. Dal punto di vista politico è legittimo, ma sotto il profilo della forma è sbagliato. Se volevate una soluzione unitaria dovevate partire con il piede giusto e parlarne con noi dell’opposizione. C’è stata una forzatura della maggioranza su un nominativo. Noi di “Liberi” non siamo comunque interessati a nessuna presidenza. Non c’è nessun “siparietto” da parte nostra: noi non parteciperemo alla costituzione della commissione».

Così, all’interno dell’opposizione, solo il Movimento 5 Stelle è rimasto ad appoggiare la proposta, in odore di acquisirne la presidenza. «Noi voteremo a favore – ha spiegato Andrea Pugni. Non l’ha mai proposta nessuno, in passato era stata bocciato e non ci tiriamo indietro per alcune discussioni politiche. Ci sono state invidie personali. Io non ho fatto accordi né apparentamenti con nessuno. La commissione è sacrosanta, e ora mi sento dire dagli altri della minoranza che “non sono stati coinvolti”. Rifiutate questo organismo di controllo solo per una poltrona? Stiamo facendo una brutta figura. Lo spettacolo non è edificante, qua di gentiluomini non ne vedo tanti».

Il primo a proporla fu il capogruppo di Forza Italia Sergio Pecorara. «Vogliamo amministrare cinque anni con grande trasparenza, ecco perché vogliamo la commissione di garanzia». Il Pd aveva presentato otto emendamenti, firmati da Christian Fiazza che ha preferito scegliere la strada dell’astensione, rispetto al voto contrario del suo gruppo.

Il botta e risposta è proseguito. «Perché – ha fatto notare Antonio Levoni (Liberali Piacentini) - da quando ci siamo insediati a oggi, nessuno ha pensato di costituirla oltre a noi della maggioranza? Qua una parte dell’opposizione non è certo composta da gentiluomini, l’ha già dimostrato. C’è una parte della minoranza che non conosce i diritti, né i propri, né quelli degli altri. Vengono calpestati i diritti da qualcuno. Aspettavamo da voi una proposta, un nome. Ma vi mangiate uno con l’altro…».

La commissione di tutela di garanzia e controllo è diventata realtà: tutta la maggioranza ha appoggiato la proposta, oltre a Dagnino e Pugni del Movimento 5 Stelle. Contro il resto dell’opposizione ad eccezione dell’astensione di Fiazza (Pd). Si vedrà più avanti se come presidente verrà realmente indicato Andrea Pugni del Movimento 5 Stelle. La scelta non sarà molto complicata: Pd, Piacenza Più, Liberi e Piacenza in Comune non intendono fare parte di questo organismo. Ad accompagnare i membri della maggioranza nella futura commissione sarà per forza uno tra Pugni e Dagnino. 

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