«La Giunta deve dare risposte sulle responsabilità che ha accertato il Tar»

Il gruppo consiliare dem all’Amministrazione Barbieri: «Il sindaco dovrebbe farsi garante della volontà della gente di capire cosa è successo in quel bando»

«Non è stata l’opposizione a parlare di illecito da imputare alla responsabilità del Comune di Piacenza, bensì il Tar». Parte da qui la replica del gruppo consiliare del Partito Democratico alla nota dell’Amministrazione Barbieri, dopo la sentenza del Tar di Parma che ha accolto il ricorso della cooperativa piacentina Geocart sul bando del verde pubblico (parte est) del 2019. «Non è stata la minoranza – rilevano i consiglieri dem Stefano Cugini, Giorgia Buscarini, Giulia Piroli e Christian Fiazza - a mettere nero su bianco che “L’amministrazione ha consentito volontariamente o comunque colposamente, tramite una modifica illegittima del bando di gara, che il raggruppamento controinteressato conseguisse un appalto per cui non possedeva un requisito essenziale di partecipazione”, bensì il Tar».

«Banale – prosegue la risposta del Partito Democratico - persino scontata la replica dell’amministrazione, che - al solito - si premura di mostrare i muscoli Pd Partito Democratico Piroli Buscarini Cugini Fiazza-2accusando di strumentalizzazione chiunque osi muovere una critica. Per inciso, il Pd non cerca gogne per nessuno: stiamo solo chiedendo chiarezza e questo dovrebbe trovare comunione d'intenti trasversale. Intanto, si eviti di mistificare la realtà sottolineando che la sentenza non rileva illegittimità tali da annullare il contratto: il motivo è altro e ben dettagliato (“il contratto è in stato di esecuzione avanzato e il vizio ravvisato dal Collegio comporterebbe comunque, per la stazione appaltante, l’obbligo di rinnovare l’intera gara”)».

«Pure ribadire – aggiunge infine il Pd - che non deve esserci ingerenza politica nell’operato degli uffici, precisazione che sa tanto di excusatio non petita, può servire forse ad auto convincersi delle buone prassi da rispettare, non certo a impartire lezioni. Invece di perdere tempo a redarguire con la penna blu i consiglieri che svolgono il loro ruolo su mandato dei cittadini, sarebbe più opportuno cominciare a dare spiegazioni pubbliche su cosa - per quanto intender possano i nostri amministratori - sancisce il Tar con quei due avverbi, “volontariamente” o “colposamente”, che pesano come macigni. Illegittimità significa mancata tutela del pubblico interesse. Il sindaco, per prima, dovrebbe farsi garante della volontà della gente di capire. Ribadiamo pertanto la necessità di creare un’occasione utile per porre tutte le domande del caso ai vari soggetti coinvolti».

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