Le sardine riempiono piazza Duomo: «L'unione delle diversità ha reso grande questa regione. Basta odio»

La mobilitazione delle sardine porta in piazza più di un migliaio di persone contro le politiche della Lega salviniana

Al centro Mattia Santori in piazza Duomo

Si sono dati appuntamento in poco più di un migliaio in piazza Duomo, nella serata del 28 novembre, per dire “no” all’avanzata leghista in Emilia-Romagna alle prossime Regionali. «Piacenza non si Lega» era lo slogan con cui il movimento delle Sardine si è ritrovato nel capoluogo, dopo il suo esordio piacentino a Fiorenzuola, domenica scorsa. Questa volta il meteo era più mite e le sardine sono aumentate rispetto al debutto in Valdarda, che vedeva proprio la presenza - poco distante - dell'antagonista che ha mobilitato questo movimento. In piazza anche i consiglieri comunali Pd Giorgia Buscarini, Christian Fiazza e Giulia Piroli insieme a diversi altri protagonisti della politica locale, ma senza alcuna bandiera di partito.

Le sardine sono nate spontaneamente sui social come appello contro Matteo Salvini e le politiche della Lega, che alle prossime Regionali del 26 gennaio contenderanno al centrosinistra – per la prima volta – la guida dell’Emilia-Romagna. L’onda partita da Bologna «contro le politiche che fomentano odio e discriminazioni» ha raggiunto anche la nostra città, mentre la pagina Facebook del movimento conta ormai più seguaci di tutte quelle dei partiti del centrosinistra locale. «Noi sardine piacentine – avevano spiegato nell’invito a riempire la piazza - non vogliamo assolutamente restare ferme a guardare.  Dimostreremo così quello che siamo realmente: accoglienti, creativi e solidali. E i valori che vogliamo difendere». 

piazza sardine-2Nell'attesa del fondatore del movimento, Mattia Santori, la piazza ha cantato più volte Bella Ciao e l'inno di Mameli ma anche "Chi non salta è leghista", "siamo tutti antileghisti", poi un applauso scrosciante ha accolto il giovane bolognese che ha tenuto un breve discorso con un megafono, dopo aver parlato con i giornalisti: «In questo finesettimana saremo in 21 città italiane e anche ad Amsterdam e saranno tutte occasioni per far arrivare un messaggio importante. Il messaggio è che probabilmente c'era molta più gente di quanto si potesse immaginare che si è stufata di un linguaggio violento e aggressivo per affermare un'idea o un pensiero politico». E ancora: «Sono felice di sentire cantare o Bella Ciao o l'inno nazionale, tutto ciò che esce da una piazza entusiasta è  da comprendere e accettare».  Un approdo politico potrebbe esserci? «In senso stretto  - dice Mattia - non c'è. La forza di questo fenomeno è proprio quella di non avere bandiere e simboli e dobbiamo preservare questo aspetto. Ad un certo punto, finito il tour delle piazze, ci si dovrà trovare per fare il punto per non disperdere questa energia. A Bologna non abbiamo bisogno di una nuova rappresentanza politica ma sappiamo che altrove c'è. Crediamo sia importante mantenersi fluidi». «Stiamo sfatando - prosegue - qui a Piacenza ancora una volta il mito che sostiene che dove governa la destra la gente è di destra: non è vero. L'unione delle diversità ha reso grande questa regione e l'ha fatta sviluppare e crescere. La nostra è una terra che accoglie e siamo tutti fratelli. La vera differenza tra loro (le piazze di Salvini ndr) e noi è che noi siamo allegri loro sono rabbiosi, tristi e impauriti. Basta politica sporca, la vita reale è questa e mai quella sui social». Non si contano i cartelli agitati in piazza, quasi tutti, ovviamente, a forma di sardina. 

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