Liberi: «Al lavoro per consegnare uno strumento di pianificazione del verde pubblico»

Il gruppo consiliare “Liberi” sta predisponendo un documento insieme agli attivisti della sua associazione: «Il nostro non è un semplice regolamento del verde, ma prende in considerazione la gestione delle biodiversità »

Trespidi e Zanardi

«Quello che proponiamo – ha spiegato Massimo Trespidi, capogruppo di “Liberi”, insieme alla collega Gloria Zanardi - non è un semplice regolamento del verde come quello che giaceva in un cassetto dell' ordine degli agronomi da due anni, dimenticato dall’ex sindaco Paolo Dosi e recuperato ora dall’assessore Paolo Mancioppi. Il nostro è  un contributo concreto che diamo come opposizione. Vogliamo rendere più vasta la questione del verde per combattere l'inquinamento. nel programma  elettorale, nè nelle linee programmatiche nè nel Dup di questa Amministrazione c'è traccia di tutto ciò, per questo ci siamo attivati da ottobre e abbiamo messo al lavoro uno staff del gruppo Liberi sul tema Abbiamo predisposto alcune linee guida». «L'associazione – ha aggiunto Zanardi - ha dato un contributo decisivo per migliorare il verde cittadino e per la tutela dell'ambiente e della biodiversità. L'amministrazione poteva accettare la nostra proposta invece di percorrere la strada del regolamento». Così l'associazione Liberi, che sta dietro al gruppo consiliare composto da Trespidi, Zanardi e Monti, sta preparando un documento. 

«Il recente rapporto “I City Rate 2017” ci consegna un quadro impietoso delle carenze della nostra città sotto il profilo del “suolo e territorio”, “qualità dell’acqua e dell’aria” e soprattutto del “verde urbano”. La classifica delle città intelligenti italiane vede Piacenza al 41° posto su 106 capoluoghi di provincia analizzati e soprattutto ci vede retrocedere di ben 15 posizioni (nel 2016 occupavamo il 26° posto).  Dato ancora più allarmante, se consideriamo che gli altri 8 capoluoghi della nostra Regione si collocano tutti nei primi 25 posti (con posizioni sostanzialmente stabili) e che, in particolare, Bologna è al secondo gradino del podio, mentre Ravenna, Parma, Modena e Reggio Emilia sono nelle prime 10 posizioni. A portare Piacenza così in basso, e così staccata dalle realtà emiliano romagnole confinanti, hanno contribuito sicuramente i dati imbarazzanti di verde pubblico (74° posto) qualità dell’acqua e dell’aria (51° posto) suolo e territorio (59° posto).  Come evidenziato dai curatori della ricerca, Gianni Dominici e Valentina Piersanti, nel “dare la pagella” al verde pubblico di Piacenza, si è tenuto conto dell’incidenza del verde (incidenza percentuale delle aree verdi (aree naturali protette e aree del verde urbano), della disponibilità pubblica (disponibilità di verde pubblico pro capite – metri quadrati per abitante) e della pianificazione del verde (indicatore composito che valuta la presenza di strumenti di pianificazione del verde – piano del verde, regolamento del verde, censimento del verde, monitoraggio cedimento alberature, bilancio arboreo). Se da un lato, da cittadini piacentini, siamo dispiaciuti nel vedere certificare le carenze in ambito ambientale registrate nella nostra città, come Associazione Liberi siamo orgogliosi di aver messo all’interno del nostro programma elettorale (unica forza politica ad averlo fatto) la gestione pianificata e normata del verde pubblico e privato.  Al quinto punto della parte dedicata all’ambiente del nostro programma (una città che respira), ci siamo infatti presi l’impegno con i nostri concittadini di “approvare un regolamento del verde e sviluppare azioni finalizzate alla sostenibilità ecologica e ambientale e all'educazione della tutela degli animali, in collaborazioni con le associazioni animaliste”. Nei mesi scorsi abbiamo cercato di tradurre in azioni concrete l’impegno preso. Dapprima abbiamo presentato un emendamento al Documento Unico di Programma presentato dall’Amministrazione Comunale ma è stato inspiegabilmente rigettato. Nelle settimane successive abbiamo presentato un ordine del giorno in Consiglio Comunale ma anche questo è stato bocciato. È per questo che abbiamo deciso di proseguire per la nostra strada e predisporre un Regolamento Comunale del Verde Pubblico e privato, o meglio un Regolamento per la Gestione della Biodiversità nelle Aree Verdi Pubbliche e Privare del Comune di Piacenza.

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Perché nelle aree verdi non ci sono solo alberi, arbusti e prati. I nostri giardini, i nostri parchi, i viali alberati, sono (o potrebbero essere) ricchi di insetti, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi. Anche le amministrazioni comunali, per quanto di loro competenza devono pertanto attivarsi per difendere la biodiversità del proprio territorio. A seconda che si adottino delle pratiche di progettazione e gestione del verde più o meno virtuose si avranno conseguenze positive o negative sulla biodiversità. Ad esempio, utilizzare alcuni arbusti piuttosto che altri favorisce l’insediamento degli uccelli, realizzare piccole aree umide recintate all’interno dei parchi consente la riproduzione degli anfibi, utilizzare prati fioriti al posto dei classici miscugli ornamentali agevola la presenza di farfalle, coccinelle, accrescendo la biodiversità. Riteniamo necessario costruire un Regolamento che non si limiti a normare gli abbattimenti, la capitozzatura, la potatura, le specie arboree, la gestione dei fossi e i corsi d’acqua minori, i tappeti erbosi, ma che possa essere uno strumento per la depurazione dell’aria, la rigenerazione del suolo, l’insediamento degli animali, il mantenimento della biodiversità, oltre ovviamente al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini in termini culturali, sociali, sportivi, ricreativi. Vogliamo anche, e soprattutto, che questi spazi migliorino la qualità della vita, non solo delle persone che li frequentano, ma di tutti i piacentini. La nostra città ogni anno registra decine di superamenti dei limiti di PM10 (quasi 100 nel corso del 2017) e noi crediamo che un’oculata gestione del verde, sia dal punto di vista quantitativo ma soprattutto qualitativo, significhi contribuire a contrastare l’inquinamento in città. Noi crediamo che sia giusto pensare al “verde bello” quale elemento di arricchimento delle città, ma riteniamo che sia giunto il momento di puntare sul “verde utile”. Un nuovo concetto di verde che preveda la realizzazione di “foreste urbane”, ovvero significative porzioni del territorio ricche di alberi, che possano contribuire, attraverso l’assorbimento dei fattori d’inquinamento, a rendere più respirabile l’aria della nostra città. A Piacenza abbiamo una grande opportunità: il Parco della Pertite. Riteniamo che sia giunto il momento di rendere operativo questo parco, di farlo diventare quella foresta urbana in grado di consentire un salto di qualità nella lotta all’inquinamento e di ottenere risultati migliori rispetto a quelli fino ad oggi registrati. Realizzare un regolamento per la Gestione della Biodiversità nelle Aree Verdi Pubbliche e Privare del Comune di Piacenza è molto complesso sia dal punto di vista tecnico che sotto il profilo politico. Per questa ragione abbiamo coinvolto biologi, naturalisti, agronomi, arboricoltori, e la “squadra” cresce ogni giorno con nuove professionalità che si mettono a disposizione per realizzare un documento il più completo possibile.  Non è infatti pensabile, come spesso si è fatto in passato (e qualcun pensa di fare ancora oggi), di recepire solo le indicazioni degli ordini professionali del settore. È necessario prendere in considerazione anche le valutazioni dei biologi e dei naturalisti che sono in grado di rappresentare le implicazioni della gestione del verde sulla biodiversità. Così come una voce importante è quella degli arboricoltori che dovranno poi provvedere alla gestione concreta degli spazi verdi. Un esempio per tutti: nel disciplinare l’utilizzo di diserbanti (che ovviamente deve avvenire in osservanza alle disposizioni di legge), i biologi e i naturalisti potranno indicare in quali situazioni sarà più opportuno ricorrere ai pirodiserbo (controllo fisico diretto delle infestanti usato per eliminare piante nocive facendo ricorso al fuoco) per tutelare le specie animali presenti nell’area. Allo stesso modo, nel realizzare una nuova area verde o nell’intervento su una già esistente, sempre con l’aiuto dei biologi e dei naturalisti sarà possibile individuare le prescrizioni per favorire l’insediamento di insetti, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi e registrare un significativo aumento della biodiveristà. Ultima ma non ultima la voce degli arboricoltori. Un protocollo serio non può non tener conto delle valutazioni di chi effettua i lavori e che ha maturato anni di esperienza della gestione del verde. Se vogliamo realizzare uno strumento serio, concreto e attuale (e non uno sterile manuale su come si pota una pianta o si concima un prato) occorre la partecipazione di tutti gli attori che, a vario titolo, studiano e lavorano in nell’ambito del vere pubblico e privato. Sempre in questa ottica, il primo febbraio attiveremo un forum sul sito dell’Associazione Liberi (www.associazioneliberi.it) al quale potranno accedere anche i privati cittadini per inviare le proprie proposte. Riteniamo infatti che un argomento così importante non possa essere ridotto solo a una “questione tecnica”, ma necessiti di un’ampia riflessione e condivisione. Invitiamo quindi i piacentini a seguirci sul nostro sito e sulla pagina Facebook per rimanere aggiornati sul prosieguo dei lavori. Ci auguriamo di rivederci entro un paio di mesi per presentare il Regolamento ultimato e consegnare alla città un importante ed innovativo strumento di pianificazione». 

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