«Nel voto politico ha vinto la Lega, ma risultano più credibili i nostri candidati e programmi»

Il presidente della Regione Stefano Bonaccini analizza il voto di Europee e Amministrative in vista delle prossime Elezioni Regionali: «La Lega ha iniziato a festeggiare troppo presto, una regione non la “si prende”, ma la si governa, se si è capaci»

Stefano Bonaccini

Dopo la vittoria alle Elezioni Amministrative di Ferrara il centrodestra emiliano-romagnolo si sente pronto per il grande obiettivo delle Elezioni Regionali, che si svolgeranno nei prossimi mesi. L’appuntamento è storico: mai, prima d’ora, risultava contendibile al centrosinistra (nei vari decenni, dai tempi del Pci, Pds, Ds e Margherita, Partito Democratico) la guida della regione. Però anche il presidente Stefano Bonaccini vuole mandare un messaggio. «Le prossime elezioni regionali commenta Bonaccini - saranno una sfida aperta. La Lega si è affermata alle europee come primo partito anche in Emilia-Romagna, ma il Pd ed il centrosinistra hanno vinto in quasi l'80% dei 235 comuni al voto in regione. Nelle stesse città sopra i 15mila abitanti, in 28 prevalgono Pd e centrosinistra mentre in 6 la destra. Diciamo pure che nel voto politico ha vinto la Lega, ma poi gli stessi cittadini hanno giudicato più credibili i nostri candidati e migliori i programmi per amministrare la maggioranza dei comuni». «Lavoreremo con umiltà – aggiunge Bonaccini - e determinazione per costruire un campo largo, in grado di aggregare le forze di sinistra e moderate insieme alle tante esperienze di civismo presenti nei comuni, che non si riconoscono nella destra leghista. Lo faremo mettendo al centro la questione sociale e quella ambientale, per rafforzare i diritti delle persone e la sostenibilità del nostro sviluppo. La Lega ha iniziato a festeggiare troppo presto: la stessa umiltà che serve a noi la raccomanderei anche a loro, perché l'Emilia-Romagna non è terra di conquista e serve rispetto. Dicono “prenderemo” l’Emilia-Romagna, ma una regione non si “prende”, perché è di tutti, al limite la si governa, se si è capaci. Le prossime elezioni regionali non saranno un referendum su Salvini ma su quale sia il miglior progetto di governo per questa terra. Per parte nostra ce la metteremo tutta. Forza, a testa alta e schiena dritta».

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