«Nessun contratto o appalto del Comune ha coinvolto Giuseppe Caruso»

Il Pd: «Qualora ci fossero atti che riconducono a una cultura mafiosa, dimettetevi». Baio: «Questa è fantascienza, Caruso dirigeva i lavori del Consiglio, non ha interferito con gli uffici del Comune. Lo ha sottolineato anche il procuratore Amato»

Giuseppe Caruso, arrestato nel giugno scorso e detenuto a Voghera

«È già stata fatta una verifica degli atti e delle pratiche comunali al vaglio dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Caruso, arrestato con l’accusa di associazione mafiosa?». Lo avevano chiesto alla Giunta in una interrogazione dei mesi scorsi i consiglieri del Partito Democratico Stefano Cugini, Giulia Piroli, Giorgia Buscarini e Christian Fiazza. La risposta del vicesindaco Elena Baio è arrivata durante la seduta di Consiglio comunale del 14 ottobre, dopo che il capogruppo dem Cugini ha incalzato sul tema. «La verifica di cui parla Cugini – ha detto Elena Baio-15Baio - è stata fatta e bene, visto che se ne è occupato direttamente il procuratore della Repubblica di Bologna Giuseppe Amato». Il vicesindaco ha voluto puntualizzare ancora una volta posizione dell’Amministrazione sulla vicenda Caruso. «È inusuale che un procuratore che arresta un politico ci tenga a ribadire che “è finito in carcere, ma a livello politico non ha fatto alcunché”. In quel modo il procuratore ha voluto tranquillizzare la città di Piacenza. Infatti tutti i giornali l’hanno scritto. Il presidente del Consiglio, per ruolo, non interferisce nei contratti e negli appalti del Comune. I compiti suoi sono di direzione dei lavori del Consiglio comunale. E nessun ufficio del Comune di Piacenza ha riferito di avere avuto contatti con Caruso nei mesi in cui è stato presidente». Insomma, per la Giunta il legame del suo ex presidente con la ‘ndrangheta non ha coinvolto in minima parte alcun ramo dell’ente. Cugini e gli altri consiglieri del Pd, nell’interrogazione, avevano inoltre suggerito alla Giunta Barbieri di dimettersi, qualora fosse stata promossa dallo stesso ex presidente Caruso, durante il suo mandato, una cultura mafiosa all’interno del Comune. «Questa è fantascienza», ha replicato drasticamente il vicesindaco Baio.

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