Nuovo ospedale alla Farnesiana, l’opposizione non partecipa al voto: «Scelta non condivisa»

Critiche dalle minoranze sul percorso che ha portato a scegliere l’area n. 6. Monti: «Decisione presa non dalla Giunta, ma altrove, ci sono i poteri forti…». Trespidi: «Non mettiamo la faccia su una scelta di altri». Dal Pd il rammarico per aver escluso la Pertite: «Quella fu la grande occasione». Colla: «L’area migliore era la 5»

Se il centrodestra ha votato compatto sull’area n.6 della Farnesiana come sede ideale per ospitare il nuovo ospedale di Piacenza, l’opposizione – dopo sei ore di dibattito in Consiglio comunalenon ha partecipato al voto. Il Partito Democratico (Stefano Cugini, Giulia Piroli, Christian Fiazza), Liberi (Massimo Trespidi e Mauro Monti), Piacenza Oltre (Roberto Colla), La Piacenza del Futuro (Gianluca Bariola) non hanno partecipato al voto. Il grillino Andrea Pugni è uscito dall'aula dopo un battibecco pesante con i rappresentanti di Fratelli d'Italia, mentre anche il collega Sergio Dagnino ha preferito non partecipare al voto, che ha visto l’assenza dalla seduta di Giorgia Buscarini (Pd) e Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). La proposta di individuare l’area 6 è così passata con i soli voti del centrodestra.

«La Giunta Barbieri – ha esordito il capogruppo Pd Stefano Cugini - si vanta del suo impegno per aver ottenuto la possibilità di costuire l'ospedale, non mi sembra corretto. Senza la Regione Emilia-Romagna l’ospedale nuovo non c’era, mentre l’assessore all’urbanistica Erika Opizzi in campagna elettorale spiegava di non voler spostare il nosocomio. Il centrosinistra della Giunta Dosi era sicuro di volerlo fare, e s’impegnò per valorizzare le aree pubbliche. La Pertite era la straordinaria occasione per avere un parco moderno in un parco-bosco urbano». Le cose sono però andate diversamente: «Si sono preferite le aree private, così da oggi avremo l’area 6 che verrà occupata dall’ospedale e la n.5 che è vicina verrà sicuramente sfruttata per nuove edificazioni adiacenti. Si sa che il valore di quei terreni da oggi crescerà». «Questa maggioranza, di partecipazione, non ne vuole su queste decisioni. Quante discussioni avete intrapreso nei quartieri, tra i cittadini, con i sindacati? Anzi, toni volgari e offensivi nei confronti di tutti quelli che non la pensavano come voi». Confindustria non ha mai ricevuto i documenti tecnici. Il tavolo politico è stato portato avanti solo con l’obiettivo di lasciare il “cerino in mano” a qualcuno». «Ci sono “terreni” e “terreni” - ha incalzato ancora Cugini confrontando le aree -, un conto sono quelli agricoli e verdi su cui far colare il cemento, un conto sono quelli già occupati su cui si può invece intervenire».

«Non mi vergogno di dire – ha preso la parola Roberto Colla (Piacenza Oltre) - che sarebbe stato un bel sogno costruire l’ospedale alla Pertite, ma ho votato anche la Pertite come verde pubblico. Un ospedale immerso in 120mila metri quadrati di verde: il passaggio continuo di persone avrebbe fatto da presidio a un’immensa zona verde che, diversamente, è impossibile da controllare. Curioso però che solo la squadra del candidato sindaco Paolo Rizzi sosteneva l’utilità di un nuovo ospedale, scrivendolo nel programma nero su bianco. Non mi va di sentirmi dire dal centrodestra che sono irresponsabile perché non ho votato in commissione l’area 6». Secondo Colla gli indennizzi agli agricoltori saranno cari. «E se nascesse un contenzioso, i tempi di dilaterebbero. L’area 5 invece non è più appetibile dal punto divista agricolo, fa parte della città, del perimetro urbano. È già dotata di servizi, terziario e trasporti. Avete calcolato quanto costerebbe deviare il trasporto pubblico locale oltre la tangenziale? E perché costruire nella zona del carcere, quando in futuro potrebbero chiederci da Roma di allargarlo?».

Andrea Pugni, capogruppo 5 Stelle, ha ribadito in Consiglio la posizione del Movimento, già chiarita in un comunicato di risposta rivolta al gruppo di attivisti grillini che ha contestato la volontà di costruire un nuovo ospedale in città. «Il Movimento ha oltre 3mila elettori a Piacenza – ha detto Pugni - e ci sono solo quaranta grillini che non vogliono l’ospedale. Infatti i parlamentari e consiglieri regionali del Movimento la pensano come noi: diciamo sì a un’opera pubblica. Se qualcuno dicesse “no” per noi, si sappia che è un “no” illegittimo. E a livello locale possono parlare soltanto in tre del Movimento: io, Dagnino e la consigliera di Fiorenzuola Elena Rossini, gli unici tre eletti, purtroppo, del territorio». «Curioso che i proprietari dei terreni – ha poi osservato Pugni - si siano fatti tutti avanti per sponsorizzare le loro aree: non si è mai visto uno chiedere di essere espropriato dai suoi terreni». Pugni rivendica il ruolo dei 5 Stelle nella vicenda. «Abbiamo cambiato idea e saputo convincere nonostante i mal di pancia interni. Ci ha deluso sentirci additare come “irresponsabili”. Noi di “basso opportunismo politico” non ne abbiamo mai fatto in due anni». «Se volete farlo nell’area 6, la tangenziale Sud va migliorata proprio in quel tratto. Ritengo che la regia del sindaco su questa partita, comunque, sia stata buona».

 

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