Nuovo ospedale, Dosi: «Non è un accordo vincolato e definitivo»

La sottoscrizione del protocollo scatena i commenti del consiglio comunale. Gabbiani attacca Reggi. Il sindaco: «Occasione, non volevamo tergiversare»

Dosi sottoscrive il protocollo

La notizia della sottoscrizione del protocollo sul nuovo ospedale – con la bonifica della Pertite e il trasferimento nel tempo dei militari all’Artale – ha ovviamente avuto eco durante il consiglio comunale del 27 febbraio. «Avremo un ospedale nuovo – ha esordito Andrea Tagliaferri (Pd) -, la Pertite sarà lasciata a noi con una bonifica del Demanio. Notizia sensazionale per la città, ma dobbiamo mettere nero su bianco nel piano urbanistico quello che è stato deciso questa mattina».  

Più critico Tommaso Foti (Fratelli d’Italia). «Si vuole avere un impegno dalla Regione sull’ospedale. È però inopportuno arrivare a un accordo in assenza di una qualsiasi disponibilità effettiva. Avete speso centinaia di migliaia di euro per far fare al Politecnico un plastico sul futuro della Lusignani. Tutto ciò ha ragione se c’è un’idea vera di un progetto che esclude ogni altra area. Baldino dell’Ausl fa “discorsi da osteria” parlando di realizzare due o tre piani dell’ospedale. Un conto è assicurarsi un cronoprogramma con la Regione, un conto è l’accordo di oggi». Secondo Foti l’accordo è stato un po’ frettoloso. «Vedo una contraddizione tra chi sostiene il trasporto pubblico locale e l’ipotesi della Lusignani. In una delle due direzioni non passano autobus. Non fate le cose alla carlona. C’erano temi che andavano discussi e affrontati. Qua ogni azione è subordinata ad un’altra. La Pertite si libera se si sposta la pista di prova dei carrarmati. Qualcuno – si riferisce a Roberto Reggi - forse si è arrogato il diritto di pensare all’urbanistica di Piacenza senza passare da qua».

Polemico anche Andrea Gabbiani del Movimento 5 Stelle. «Il tocco di classe dell’ex sindaco Reggi è un coniglio che esce dal cilindro. Ma sugli 800mila euro investiti dal Demanio per bonificare l’area della Pertite l’ha sparata grossa: significa che sa cosa c’è in quel terreno. È forse stato tolto il segreto militare? Cosa sa al riguardo?». Durante le comunicazioni Manuel Rossi (Pd) ha parlato dell'ospedale attuale, segnalando una disavventura che gli è capitata. Rossi ha raccontato di essere rimasto chiuso nel parcheggio dell’ospedale nelle ore serali, mentre aveva accompagnato una persona in pronto soccorso. Ha dovuto abbandonare l’auto nell'area per chiedere un passaggio. «Il regolamento del parcheggio ha un po’ di lacune, va rivisto». 

«Sono aree sognate da tempo da Piacenza – è intervenuta anche Lucia Carella (Pd) - che dobbiamo rigenerare. Non sarà semplice ma occorre già riflettere sul contenuto, per non ricommettere gli errori del passato. Non diamo risposte affrettate, prendiamoci il tempo: non sarà questa Amministrazione a pensare al futuro di queste aree». Federico Sichel (Pd) nei giorni scorsi aveva proposto di prendere in considerazione per la realizzazione del nuovo ospedale anche le aree private, non solo quelle pubbliche.  «Il mio - ha precisato Sichel - era un invito a valutare anche le aree private. Rinnovo ora l’invito a una maggiore riflessione urbanistica su interventi come quello sull’ospedale. Gli interventi sulla logistica, sull’ospedale, sull’ex consorzio agrario, avranno ricadute enormi sulla città. Non si possono fare azioni spot, bisogna affrontare questi argomenti con programmazione, in maniera organica, e mi sembra che non lo stiamo facendo».

«Siamo stati i primi in regione – ha replicato agli interventi il sindaco Paolo Dosi - e sottoscrivere questo accordo. Se avessimo ritardato, comunque questo accordo non è rigido e vincolato, tergiversato, sapevamo che avremmo potuto perdere un’occasione. L’abbiamo fatto tempestivamente per rimarcare l’opportunità: c’è tutto il tempo per valutare. Il Comune non dovrà intervenire con risorse proprie, è tutto finanziato dalla Regione. Abbiamo messo una bandiera attorno a una proposta. Non è un motivo di dibattito: è un reale interesse. Consegneremo alla prossima Amministrazione questa occasione. Non abbiamo messo una bandiera definitiva e inamovibile».

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