«Parcheggio sotterraneo di piazza Cittadella: le risposte del vicesindaco Cacciatore eludono i problemi»

Lettera aperta di decine di piacentini sull'opera in fase di realizzazione da parte del Comune

Pubblichiamo di seguito la lettera di una sessantina di piacentini che chiedono risposte al vicesindaco Francesco Cacciatore sul nuovo parcheggio sotterraneo che verrà realizzato in piazza Cittadella, e i cui lavori di realizzazione sono già iniziati.

Su Libertà del 7 aprile il Vicesindaco ha ribattuto alle numerose argomentazioni contrarie alla realizzazione del parcheggio sotterraneo di Piazza Cittadella, espresse nella nota dell’associazione Piacenza Bene Comune pubblicata su Libertà del 28 febbraio, nell’incontro pubblico organizzato dal Movimento 5 Stelle, Piacenza Bene Comune e IDV il 23 marzo scorso in Sant’Ilario, e successivamente integrate dalle considerazioni del geologo prof. Giuseppe Marchetti pubblicate su Libertà del 4 aprile scorso.

Ma il Vicesindaco non ha opposto, a queste ragioni, dati e argomenti, né ha risposto alle domande: le ha ignorate, definendole “polemiche”, e ha ribadito che “il progetto è condiviso da tempo, ci sono i pareri favorevoli e nessuno ha mai obiettato niente prima”.

Proprio questa risposta, senza dimostrazioni della validità e della correttezza delle scelte progettuali dell’Amministrazione, rafforza, anziché indebolire, i dubbi sulla fondatezza di quest’opera.

A noi e a numerosi altri cittadini sembra che questo progetto crei molti più problemi di quelli che vorrebbe risolvere. Trattandosi di un’opera pubblica e, per di più, localizzata in una piazza storica, riteniamo che sia dovere e diritto di tutti vigilare, esprimere pareri e non chiudere gli occhi, e perciò replichiamo alle asserzioni del Vicesindaco.

1.   “Si tratta di un progetto condiviso” sostiene Cacciatore. Condiviso da chi? Il Consiglio Comunale lo ha condiviso unicamente nel 2008, quando ha approvato il bilancio e l’elenco delle opere pubbliche che prevedevano il parcheggio da 768 posti auto (inizialmente dovevano essere 1.000). In seguito, però, per quanto risulta dagli atti resi noti dal Comune, le varie diminuzioni fino agli attuali 210 posti pubblici e 50 privati per un importo di 8,9 milioni di euro più IVA sono state deliberate solo dalla Giunta. Se le cose stanno così, il progetto approvato dal Consiglio e quello in corso d’esecuzione sono uguali solo di nome. Com’è possibile che sostanziali modifiche della capacità (ridotta a 1/3 di quella approvata dal Consiglio), dei costi per posto macchina e, in parte, dell’ubicazione del parcheggio (solo sotto Piazza Cittadella e non più sotto Piazza Casali), non comportino una nuova approvazione dell’intervento, in sede di bilancio ed elenco annuale delle opere pubbliche, da parte del Consiglio?

E i cittadini? Sul sito del Comune sono pubblicati solo: una breve relazione tecnica, i tempi per l’esecuzione del nuovo tratto fognario, l’annuncio di una futura informazione e consultazione pubblica sul progetto di arredo della piazza, la data presunta di fine lavori del parcheggio (2015).

Per quale motivo la popolazione non è stata informata e consultata prima, anche riguardo a quello che avverrà nel sottosuolo e ai cambiamenti che questo comporterà nell’immediato e in futuro nella zona e in città? Come può il Vicesindaco parlare di progetto condiviso?

2.   “La Soprintendenza archeologica ha dato parere favorevole al progetto” e “per i lavori e rischi archeologici è stata messa a bilancio la somma di 1.000.000 di euro” ha affermato il Vicesindaco.

È vero: la Soprintendenza ha dato parere favorevole, poiché le ricerche finora effettuate non avrebbero individuato strutture di valore monumentale; tuttavia ha segnalato che la zona è estremamente ricca di presenze archeologiche. Scrive, infatti, che i carotaggi “hanno comunque messo in evidenza la presenza di una notevole stratificazione di depositi antropici relativa all’età moderna e rinascimentale, medioevale, tardo-antica e romana, che interessano il sottosuolo a partire da quote poco sottostanti l’attuale piano stradale fino alla profondità di circa 5 metri, e tali depositi si estendono in maniera più o meno uniforme su tutta l’area interessata dal progetto”. A questo proposito va ricordato che la legge tutela anche le stratificazioni di depositi antropici, che durante gli scavi vanno sistematicamente seguite e controllate.

Dunque, non c’è stato un diniego ma il Comune è stato messo in guardia: i risultati delle indagini non permettono di escludere ritrovamenti significativi, tali da richiedere lo scavo archeologico e, conseguentemente, il rallentamento o addirittura il blocco dei lavori. La responsabilità delle decisioni tecnico-politiche è del Comune, e non si esaurisce con l’assolvimento di obblighi di legge e con il rispetto di pareri superiori.

La cosa ancora più grave è che, dalla relazione archeologica allegata al progetto, non risulta che siano state fatte indagini nel sottosuolo dell’autostazione. Cioè sotto la metà circa della superficie che dovrebbe essere occupata dal parcheggio sotterraneo e dove, secondo le mappe, scorre il condotto antico del rivo S.Sisto e, in base alle ricerche storiche del prof. Armando Siboni, sorgeva la chiesa di San Fruttuoso.

Qui, in assenza di indagini dirette e di pareri, si può parlare non solo di condizioni di rischio archeologico, come nell’area oggetto di carotaggi, ma addirittura di azzardo.

La somma di un milione di euro destinata agli scavi archeologici è, dice il Vicesindaco, "ben diversa da ciò che si prevede normalmente per un comune scavo di sbancamento". È vero. È un costo altissimo, totalmente a carico della collettività e, considerate le incognite qui ricordate, potrebbe non bastare a coprire le spese archeologiche. In altre parole, in base al contratto, può succedere che i lavori debbano essere annullati e che il Comune sia costretto a pagare una penale di svariati milioni di euro per risarcire la ditta dei mancati guadagni.

Ma quanto verranno a costare, se verranno realizzati, questi 210 posti macchina pubblici?

Intanto sono iniziati da alcuni giorni i lavori di posa della fognatura destinata a sostituire un tratto del rivo S.Sisto che scorre sotto l’edificio dell’autostazione. Iren procede con grande celerità posando il tubo della nuova fognatura e coprendo immediatamente lo scavo. Ma si sono già verificate due interruzioni durate complessivamente 5 o 6 giorni, entrambe a causa di ritrovamenti di muri antichi. Poi il tubo è stato collocato sopra il muro, apparentemente dopo che ne è stata in parte scalzata la sommità, per arrivare alla quota di posa prevista. In questi giorni si è verificato un  terzo ritrovamento di un’antica  muratura di laterizio, anch’essa destinata ad essere coperta dal tubo.

Per i motivi sopra esposti riteniamo inammissibile procedere nei lavori senza aver effettuato ulteriori indagini preventive nel sottosuolo, anche tramite “veloci” e validi metodi indiretti (tipo georadar, come oggi in uso) in grado di ben individuare la presenza di “masse o corpi alloctoni” e, ove necessario, tramite l’esecuzione di vere e proprie trincee esplorative di conferma, in modo da:

-       infittire la maglia delle preliminari ricerche di possibili importanti corpi archeologici, estendendola a tutta l'area interessata dal futuro parcheggio sotterraneo, con particolare riferimento a quella occupata dall’edificio dell'autostazione, da effettuare prima che i lavori siano troppo avanzati;

-       portare alla luce alcuni tratti anche brevi del condotto sotterraneo del rivo S. Sisto per verificarne l'effettiva presenza, il tracciato, la consistenza, la profondità e la datazione e, qualora si riscontrassero elementi sufficienti a confermarne la natura di manufatto in laterizio a volta, facente parte dell’antico sistema delle acque sotterranee di Piacenza, imporne la tutela (tanto del rivo quanto della derivazione adduttrice alla Cittadella), impedendone ogni manomissione.

Abbiamo inviato alle competenti Soprintendenze di Bologna e di Parma una richiesta di indagine e di tutela in tal senso.

3.   “Nessuno ha mai obiettato niente prima” asserisce il Vicesindaco. Non è vero, in quanto in questi anni, e almeno dal 2006, Libertà ha pubblicato diverse lettere contrarie all’intervento. Ma, soprattutto, i cittadini non sono stati informati dei contenuti e dei tempi del progetto se non dalla stampa, nell’imminenza dell’inizio dei lavori, fra l’altro con cifre spesso diverse, evidentemente fornite dal Comune. Come fanno i cittadini ad esprimere tempestivamente le loro osservazioni?

Tanto più che tocca all’Amministrazione Comunale adottare procedure partecipate per gli interventi complessi e di interesse generale e valutare in modo adeguato i problemi anziché semplificarli. A partire dalla conformità del progetto al Piano Regolatore, che non è stata rispettata. Infatti, come prescrive la legge urbanistica regionale, il Piano Regolatore è dotato di una disciplina particolareggiata del centro storico che stabilisce, fra l’altro, gli usi e gli interventi ammessi, caso per caso, in determinati spazi pubblici, definiti ambiti di riqualificazione, tra cui alcune piazze.

Abbiamo già segnalato che la norma (art. 19.06) prevede espressamente, e senza possibilità di equivoci, un parcheggio sotterraneo non in Piazza Cittadella, ma in Piazza Casali. Queste indicazioni urbanistiche sono prescrittive, come chiaramente indicato dall’articolo 2 delle norme tecniche d’attuazione del PRG. Se l’Amministrazione Comunale non le condivide, ha il potere di sottoporre all’approvazione del Consiglio una norma diversa da inserire nel nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) in corso di formazione, non può eluderle o manipolarle a sua discrezione.

Ora Cacciatore dice di guardare avanti "ragionando tutti assieme sulla realizzazione della nuova piazza, sulle funzioni che dovrà assolvere, sulle opportunità che questo rappresenta per una parte del nostro centro storico".

Cioè: prima facciamo un parcheggio sotterraneo e solo dopo ragioniamo sulle sacrosante funzioni che la piazza dovrà assolvere? E se dalle funzioni derivasse che un parcheggio lì è inutile o controproducente, cosa si fa? Piazza Cittadella, come piazza Cavalli o piazza S.Antonino, sono piazze storiche, che non possono essere trattate come aree qualunque: il "prima scaviamo, poi si vedrà" non vi si addice certamente.

Come si può "ragionare tutti assieme", se prima partono i lavori, senza nemmeno sapere come sarà sistemata la piazza? Quali saranno le destinazioni degli edifici circostanti? Si tratta di decisioni da assumere ben prima, non dopo!

Lo stesso Cacciatore si augura che la vicenda del parcheggio di Cremona, la cui costruzione è durata 9 anni, “non sia quella di Piazza Cittadella”, e si chiede comunque: "siamo sicuri che sia un risultato da temere?". Per i commercianti e i residenti della zona, un cantiere di 9 anni è obiettivamente da temere, indipendentemente dal risultato finale.

Non è affatto vero che il parcheggio verrà realizzato da privati “senza costi a carico del Comune”, come riportato dal sito municipale (vedi http://web2.comune.piacenza.it/operepubbliche/grandi-riqualificazioni/piazza-cittadella). Infatti il Comune pagherà al Concessionario un corrispettivo pari agli investimenti (indicati, nella relazione pubblicata sullo stesso sito, in 8,9 milioni di euro più IVA) più i profitti d’impresa. Tale corrispettivo sarà ricavato

-       dalla concessione per 27 anni della gestione di: 210 posti pubblici del parcheggio sotterraneo, 2.600 posti auto a pagamento di superficie, rimozione forzata e multe; e

-       dalla subconcessione a privati in diritto di superficie, per 90 anni, di 50 posti auto.

Gli importi previsti e la durata della concessione potranno essere aumentati, stabilisce il contratto, fino al raggiungimento dell’”equilibrio finanziario”.

Il Comune, dunque, ipoteca per quasi 30 anni parte delle sue entrate. Grosso modo 400-500.000 euro all’anno. Siamo sicuri che questo sia vantaggioso per il Comune e per i cittadini?

Inoltre, come è stato suggerito da molti, le possibili alternative di nuovi parcheggi nella zona nord della città ci sono e non sono poche. A nostro giudizio le più adatte sono: le aree del Laboratorio Pontieri che si affacciano su Viale Maculani, in sostituzione del parcheggio sotto la piazza Cittadella, e poi l’ex scuola ENEL di Viale Risorgimento, le aree stradali di Viale S.Ambrogio-Via Legione Zanardi Landi, i terreni già occupati dagli sfasciacarrozze lungo Via XXI aprile, i fasci di binari dello scalo merci della stazione ferroviaria, il piazzale dello scalo ferroviario militare in Via Pisoni.

Alla fine, con meno soldi e tempo di quelli necessari per la realizzazione del parcheggio sotterraneo di Piazza della Cittadella, e senza dover fare i conti con le incognite dei rischi archeologici, quante di queste aree si possono espropriare, acquistare o affittare, e quanti posti auto pubblici di superficie si possono ricavare? Sicuramente molti più di 210!

In questi casi il Comune dovrebbe anticipare i soldi, ma in compenso non si obbligherebbe ad affidare per 27 anni o più la gestione dei parcheggi blu a un soggetto unico, caricando sulle tariffe orarie pagate dai cittadini tutte le maggiori spese dovute all’assistenza e agli imprevisti archeologici (forse il recente raddoppio delle tariffe dei parcheggi a pagamento è già un assaggio?). Senza contare che progetti più innovativi di un parcheggio sotterraneo in centro potrebbero tentare di ottenere finanziamenti europei!

Infine, per quanto riguarda le penali che il Comune dovrebbe pagare se disdicesse il contratto: come è stato detto anche in Consiglio, l’Amministrazione ha fatto ricorso altre volte a conciliazioni bonarie. Come mai questa prospettiva fa oggi così paura?

È vero che piazza Cittadella appartiene al Comune e quindi è disponibile senza spese, però prima occorre demolire e trasferire l’autostazione, ma quando? Dove? Con quali soldi? Possibile che nessuno se lo chieda, e che l’Amministrazione non dia informazioni?

Ci sembra che l’inconsistenza delle motivazioni addotte per giustificare la realizzazione di questo intervento, le lacune del progetto e la sua irragionevole collocazione siano state dimostrate, sia dalle argomentazioni esposte, sia dagli interventi apparsi in queste settimane sulla stampa; tutti, ma proprio tutti, contrari a questo parcheggio con motivazioni varie (tra cui quelle ironiche del sociologo Adriano Corsi).

Ciononostante Cacciatore va avanti. La decisione è presa e non si deve mettere in discussione.

Ma perché? Crediamo che il Vicesindaco debba rispondere a tutte le nostre obiezioni e domande. Magari in un incontro pubblico, aperto a tutti i cittadini. O, meglio ancora, che ci ripensi! Rischia di coinvolgere l’Amministrazione in un’impresa tipo Borgo Faxhall. Il problema è che il danno lo subisce tutta la città e per sempre.

Stefano Benedetti

Pietro Chiappelloni

Giuseppe Marchetti

Franco Ardenna

Maria Giovanna Baldini

Concetta Bellato

Cristina Bellato

Carla Bilancetti

Leo Bolliger

Giuseppe Bottazzi

Stefano Campagnoli

Bernardo Carli

Clara Casali Marchesi

Giuseppe Castelnuovo

Marisa Cavanna

Laura Chiappa

Mauro Chiappelloni

Luigi Cristalli

Salvatore Dattilo

Paola Di Furia

Giovanna Ferrari

Gianluca Ferrari Aggradi

Domenico Ferrari Cesena

Federico Fioretto

Elisabetta Fontana

Samir Fornari

Pier Luigi Galli

Adriana Gatti

Rodolfo Ghiretti

Silvana Gnecchi

Vito Iannuzzi

Anna Lalatta

Anna Maria Lelli

Letizia Loranzi

Rosanna Lucchini

Davide Maffi

Brigitte Mallard

Corrado Marchetti

Tecla Martalò

Francesco Mastrantonio

Vittorio Melandri

Rita Messori

Alessandro Miglioli

Paolo Milani

Giuseppe Miserotti

Carlo Mistraletti

Carla Muselli

Marco Natali

Elena Ortuani

Rosaria Pescara

Rosanna Poggi

Gian Marco Rancati

Francesco Rossi

Gisella Rossi

Daniele Sacchetti

Pier Angelo Solenghi

Lorenzo Spagnoli

Enrico Speroni

Alberto Squeri

Antonio Tagliaferri

Alberto Valentini

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Lia Zavatti

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