Polledri scagionato ma i professori puntualizzano l'appello all'Unione Europea

Caso Argentin-Polledri, l'onorevole leghista è stato scagionato per l'insulto alla deputata Pd ma i professori puntualizzano il loro appello all'Unione Europea

I professori universitari di vari atenei italiani qualche giorno fa si sono appellati all'Unione Europea per una censura-inchiesta su Massimo Polledri per la vicenda Argentin-Polledri. Questi replicano alla lettera di Gianfranco Fini a Massimo Polledri e puntualizzano il loro appello all'Ue con una mail, eccola:

"Apprendiamo dall'Ansa la comunicazione dell'on. Fini all'onorevole Polledri a proposito una frase offensiva nei confronti dell'onorevole Argentin: "In proposito - scrive Fini - Le faccio presente che in effetti il resoconto stenografico della seduta -nel quale vengono riprodotti integralmente il contenuto degli interventi, nonche' le ulteriori espressioni avvertite dalla generalita' degli astanti e indispensabili per assicurare la fedele rappresentazione dello svolgimento della seduta - non riporta la frase sopra menzionata"".

"Noi abbiamo inviato una lettera all'onorevole Gianfranco Fini, al Presidente Napolitano ed al Presidente Barroso chiedendo un'inchiesta ed una censura. La lettera dell'onorevole Fini all'onorevole Polledri - lettera che chiarisce l'estraneità dell'onorevole al pronunciamento di una frase particolarmente insultante - non rappresenta una risposta nè al nostro sconcerto, che ci ha spinto a scrivere il nostro appello, nè alla nostra interrogazione".

"La frase impronunciabile - che pure l'onorevole Argentin ed altri deputati del PD (stando a fonti stampa) - hanno sentito pronunciare (che, a questo punto, non è chiaro da chi sia stata proferita) era solo il punto estremo di un comportamento comunque inqualificabile, testimoniato chiaramente dal video largamente diffuso - e, per noi, come educatori che lavorano sul tema- assolutamente sconvolgente: come risulta dal video, a causa del comportamento di alcuni, una persona disabile è stata costretta, in un'aula del Parlamento Italiano, a ricordare a tutti la sua disabilità e, mentre spiegava questo, veniva costantemente interrotta dalle urla da parte di un altro gruppo di parlamentari".

"Ci dispiace che chi critica il nostro appello, non colga la gravità di quello che è successo, su cui noi abbiamo voluto e continuiamo a voler portare l'attenzione delle autorità e dei cittadini. Ribadiamo dunque la censurabilità dei comportamenti delle persone coinvolte in queste azioni - censura che non è venuta dagli organi parlamentari preposti a questo - e l'insufficienza delle scuse".

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(Andrea Canevaro, Giovanna Campani, Maurizio Matteuzzi)

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