Provincia e Tribunale, rinnovato l'accordo per far lavorare i condannati

A firmarlo Patrizia Barbieri e il presidente del Tribunale Stefano Brusati. L'accordo riguarda i condannati a pena pecuniaria o detentiva non superiore a 4 anni di reclusione, nonché per delitti specificamente individuati dall’articolo 550

Il momento della firma

Nella mattinata di martedì 4 dicembre è stata sottoscritta la convenzione tra Provincia e Tribunale di Piacenza per lo svolgimento di lavoro di pubblica utilità che i condannati a pena pecuniaria o detentiva non superiore a 4 anni di reclusione, nonché per delitti specificamente individuati dall’art. 550 co. 2 c.p.p., possono svolgere a favore della collettività. Il lavoro di pubblica utilità consiste in una prestazione  non  retribuita in favore della collettività di durata non inferiore a dieci  giorni, anche non continuativi, affidata tenendo conto anche delle   specifiche professionalità ed attitudini lavorative dell'imputato, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni, le aziende sanitarie o presso enti o organizzazioni, anche internazionali, che operano in Italia, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato.

La Provincia di Piacenza consentirà, dunque, che i soggetti condannati prestino la propria attività di supporto alla collettività, principalmente nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale e per attività di supporto amministrativo e manuale, con contenuti da definire in funzione dei requisiti professionali posseduti da ciascuno. La prestazione sarà svolta con modalità che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute  dell'imputato e la sua durata giornaliera non potrà superare le otto ore, così come previsto dall’art. 54 del D.Lgs. 274/2000. «Questo progetto – non nuovo per la Provincia, che aveva già sottoscritto analoga convenzione negli anni scorsi  - ha un indubbio valore di carattere sociale, sottolinea il presidente Barbieri e testimonia l’impegno delle Istituzioni a collaborare affinché venga data un’opportunità a quanti devono scontare la propria pena di rendersi utili ponendosi al servizio della collettività. E’ importante che l’aspetto necessariamente afflittivo delle sanzioni penali sia sempre correlato a quello educativo. Abbiamo quindi nuovamente scelto di rinnovare la convenzione per altri due anni, riconoscendone il valore e per questo ringrazio il presidente del Tribunale Stefano Brusati».

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