Provincia, il saluto di Trespidi: «Sono l’ultimo presidente eletto dal popolo»

Il presidente, ormai uscente, nel bilancio di fine mandato saluta la sua amministrazione e i sindaci del territorio piacentino. Distribuito il libretto "Una Provincia che c'è e corre verso il futuro" che raccoglie i risultati dei suoi 5 anni e mezzo alla guida dell'ente di via Garibaldi

Il bilancio di fine mandato di Trespidi

«Qualcuno mi ha chiesto se sono diventato di sinistra per aver fatto pubblicare questo libretto “rosso”». Scherza per l’ultima volta in veste ufficiale con i giornalisti il presidente della Provincia Massimo Trespidi, che tra le giornate di domenica e lunedì verrà succeduto dall’unico candidato presidente in lizza alle elezioni di secondo livello, il sindaco di Vigolzone Francesco Rolleri. “Una Provincia che c’è e corre verso il futuro” è infatti il titolo del libretto rosso che Trespidi ha voluto distribuire durante l’incontro pubblico di fine mandato per ricordare i cinque anni e mezzo di Amministrazione. Il bilancio della giunta Trespidi è stato infatti l’oggetto di una serata andata in scena il 10 ottobre nella sala consiliare dello stesso ente. «Sono l’ultimo presidente eletto dal popolo – ha detto alla stampa poco prima di incontrare gli amministratori - e ne vado fiero, non mi riconosco di certo nella politica del nominalismo e dell’essere nominati. Spero che chi mi succederà prosegua in questo solco tracciato e vada avanti». Nel suo ufficio, al secondo piano del palazzo di via Garibaldi, sul tabellone che indica i suoi progetti, campeggia la scritta "Fatto tutto".

«L’obiettivo della serata – ha esordito il presidente all'incontro pubblico – è quello di “affidarvi” un lavoro di cinque anni e mezzo. Non ci sarà un monologo per raccontare tutte le opere che abbiamo fatto, i contenuti li potete già leggere nel libro rosso. Abbiamo imparato tante cose da questa esperienza, vogliamo comunicarvi l’entusiasmo, pur in mezzo a tante difficoltà, di lavorare per la nostra gente e la nostra terra. La sussidiarietà nonè stata uno slogan, ma una cosa che abbiamo voluto imparare e applicare. Il libretto è una sintesi di questo cammino nei 48 comuni del piacentino».

«Ecco il primo lavoro – ha continuato - dentro il lavoro, ascoltare la gente e farsi coinvolgere da essa. Non abbiamo mai concepito - io e la mia giunta - una politica chiusa nei palazzi. C’è troppa indifferenza in giro, il lamento un po’ ci attanaglia tutti, quello che accade non fa più scattare un impeto della persona a voler costruire e dare qualcosa al bisogno. Purtroppo spesso tutto finisce lì, alla rabbia, alla polemica. Eppure c’è tanto di positivo in giro, io ho conosciuto tante comunità e tanti amministratori che con sacrificio costruiscono per il bene della loro terra. Vogliamo consegnarvi un metodo: quello dello sguardo sulla realtà, dell’approfondimento delle cose a danno della superficialità. In noi c’è stato sempre un dialogo serrato e schietto tra le persone per trovare le risposte. Questo dialogo è possibile solo se c’è stima tra le persone: l’altro è sempre un bene, a dispetto di tutto e di tutti. L’altro è un bene perché mi aiuta a superare me stesso. Chi amministra deve saper stringere relazioni per il bene di ciò che si amministra». Se c’è stata una cosa di cui va più orgoglioso, è stata il nuovo ponte sul Trebbia dedicato alla memoria del pontiere Daniele Paladini. Il presidente ha voluto poi passare la parola a tre sindaci, due di centrodestra e uno di centrosinistra, testimonial del rapporto che l’Amministrazione ha avuto con il territorio locale in questi anni.

«Ci sono stati momenti di tensione – ha spiegato Giovanni Compiani, sindaco di Fiorenzuola - su tutti la chiusura forzata dell’ospedale di Fiorenzuola, ma oggi possiamo annunciare che il peggio è passato. Aldilà dell’appartenenza bisogna lavorare insieme, i problemi non hanno colore politico. La gente non ci chiede di risolvere i disagi in base al nostro partito, ci chiede di risolverli e basta». Insieme a Compiani sono intervenuti Giampaolo Fornasari, sindaco di Pianello e consigliere provinciale dal 1999, e il sindaco di Castellarquato Ivano Rocchetta. Sono stati proiettati anche due video per rappresentare il mandato guidato dal presidente Trespidi, sottoforma di 10 progetti bandiera di cui l’amministrazione va molto fiera. Nel corso della serata è intervenuto anche don Pietro Cesena, parroco di Borgotrebbia, conosciuto durante la prima edizione del premio di sussidiarietà dedicato a padre Gherardo e con cui si è instaurata una forte amicizia.

«Con il presidente – è stato il commento di Paolo Dosi, sindaco di Piacenza - abbiamo trovato un metodo comune per gli obiettivi da raggiungere. Quello che ci rimane sono le relazioni umane: questa è stata secondo me è buona politica». «Consegniamo questo metodo di dialogo – ha concluso Trespidi salutando tutti i presenti - agli amministratori del territorio e al prossimo presidente della Provincia. Non si chiude una parentesi, la storia va avanti e la storia è fatta di persone che camminano lì dove devono essere. Non vince mai un uomo solo al comando, ma vince sempre una squadra. Ringrazio la mia giunta, a partire dal presidente Maurizio Parma e in particolare l’assessore Patrizia Barbieri che mi ha sempre sostenuto nei momenti difficili». Ringraziamenti anche al direttore generale, ai segretari generali e ai direttori, ai consiglieri provinciali e anche i giornalisti. Ancora qualche giorno e il “presidente” tornerà a essere a tempo pieno il “professor” Trespidi al liceo Colombini di Piacenza. 

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