Rabuffi: «Proprio questa maggioranza colpita sulla sicurezza». Cugini: «State cercando di distogliere l’attenzione»

Seduta di Consiglio affollata quella del post Caruso. Molte le voci che si levano dall’opposizione. Cugini: «Vittimismo e contrattacchi con la bava a bocca dal centrodestra». Rabuffi in aula e il Collettivo ControTendenza fuori chiedono le dimissioni del sindaco e della Giunta. Giardino striglia i colleghi: «Serviva un’altra risposta dopo quello che è successo»

Il Consiglio comunale del 1 luglio

Il 14 luglio del 2017, si riuniva per la prima volta il Consiglio comunale dell’era Barbieri. La seduta fu molto partecipata, com’è consuetudine per ogni avvio di mandato. Quel giorno fu eletto presidente Giuseppe Caruso. Due anni dopo, Palazzo Mercanti ha visto partecipare alla prima seduta successiva all’arresto dell’esponente di Fratelli d’Italia, ancora più gente. Tanti sono stati i militanti opposizione minoranze Giulia Piroli-2dell’associazione “Libera” e gli iscritti a sindacati – ma anche tanti semplici cittadini – che hanno voluto testimoniare il proprio sdegno e l’amarezza per una vicenda personale, quella di Caruso, che, visto il ruolo politico che ricopriva, è ricaduta sul Comune di Piacenza.

In apertura del suo intervento in aula, il capogruppo del Pd Stefano Cugini ha invitato a togliere il nome di Caruso dall’elenco dei presidenti della storia del Municipio presenti su una targhetta. «Nelle prime parole a caldo – ha detto Cugini - avevamo teso la mano alla maggioranza su questa vicenda. La prima parte offesa non è Fratelli d’Italia, ma i cittadini là fuori. Abbiamo sentito parole forti da Fd’I, Lega, Forza Italia e dal sindaco, che invitano a non speculare politicamente. Sento un grande vittimismo con il quale state cercando di nascondere l’enormità del problema. Contrattaccate con la bava alla bocca, provate a distogliere l’attenzione. Il sindaco ha detto che valuterà come difendere il buon nome dell’ente e ripetete il lietmotiv che la “mafia in Comune non è entrata”. Molti infantile l’atteggiamento della maggioranza, quando puoi il Gip accerta che Caruso ha comunque proseguito nel suo legame con la cosca anche dopo il 2015. Comunque dire che avete “portato la mafia in Comune” è una critica politica, non una calunnia, alla luce dei fatti». Una stoccata anche al membro del centrodestra maggiormente finito nel mirino delle critiche dei piacentini. «Per anni Tommaso Foti qua dentro ha sempre detto che “la città è piccola, le gente mormora e Foti lo sa”: non era vero. Non ha saputo riconoscere Caruso, che ha fatto carriera politica grazie alla sua fiducia. Nessuno è immune da questi errori, però questo sbaglio ha messo in pericolo il Comune e danneggiato l’Amministrazione. La vostra eredità alla città è Caruso».

RABUFFI (PC IN COMUNE) CHIEDE LE DIMISSIONI

«Mai mi era capitato di vivere – ha preso la parola in aula Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - uno stato d’angoscia come quello che ho provato martedì guardando l’arresto del presidente comunale. Auguro a Caruso e alla sua famiglia di poter dimostrare la totale estraneità alle vicende criminose. Di certo, le immagini e le intercettazioni pubblicate sono già una condanna politica incancellabile. Da martedì, Piacenza è infiltrata, terra di conquista delle cosche, vilipesa, umiliata. Pensavamo di aver toccato il fondo con l’indagine dei furbetti del cartellino, invece al peggio non c’è mai fine. Abbiamo subito il tradimento peggiore, l’attacco più grave alla nostra comunità».Consiglio comunale-16-3 «A proporre Caruso da presidente è stata la maggioranza di centrodestra, dopo che 155 cittadini l’avevano votato. La storia si è fatta beffa delle battaglie del centrodestra sulla sicurezza, contro la sinistra, gli stranieri, gli accattoni, gli spazi giovanili. Voi “duri e puri” e l’assessore Zandonella che combatteva gli accattoni e i negozi etnici ve lo sareste aspettato che la ‘ndrangheta era sul banco più prestigioso dell’aula?». Non è piaciuto al sindaco un passaggio dell’intervento di Rabuffi, che ha riportato la preoccupazione dei cittadini verso un’Amministrazione che «tra pochi giorni dovrà scegliere l’area del nuovo ospedale, oltre a dover gestire il Bando Periferie». «Io mi dimetterei se fossi il sindaco e andrei a nuove Elezioni», ha tuonato Rabuffi.

 

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