Regionali, il Pd conferma Tarasconi e Molinari. Con loro Scagnelli e Biasini

Scelti i quattro candidati piacentini del Pd alle Elezioni. Bisotti: «I piacentini stanno già sperimentando cosa significa essere governati dal centrodestra, dalla gestione del verde pubblico ai mercatini di Natale. Cambiare è pericoloso, per questo vincerà Bonaccini»

Benedetta Scagnelli, Giuseppe Biasini, Katia Tarasconi e Gian Luigi Molinari

«Questa è la bella squadra che il Pd presenta alla Regionali, a sostegno del presidente Bonaccini. È una bella squadra perché ci siamo dimostrati coesi, uniti e convinti nel mettere in campo un mix di competenze, esperienze e novità». Si dichiara molto soddisfatto per la rosa di nomi scelta alle Regionali del 26 gennaio il segretario provinciale del Partito Democratico, Silvio Bisotti. Il quartetto di nomi per il nostro territorio provinciale (devono essere due Scagnelli Biasini Tarasconi Molinari-3uomini e due donne) è il seguente: i consiglieri uscenti Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi insieme a Giuseppe Biasini e Benedetta Scagnelli.

«La campagna elettorale è surreale – aggiunge Bisotti -, si sta montando un quadro e uno scenario molto lontano dalla realtà. Impediremo, insieme ai cittadini, che quello che viene presentato come un sogno di cambiamento - annunciato dalla destra - diventi un incubo. Una propaganda portata avanti con mezzi importanti parla di una Regione non reale. I dati, invece, dicono che abbiamo ben governato. Metteremo in campo la ragionevolezza e il radicamento che le forze di centrosinistra hanno sui territori. E i nostri amministratori locali – non solo quelli del Pd - daranno il loro contributo». Bisotti vede con ottimismo l’appuntamento con le Regionali. «Sono convinto che il 27 gennaio avremo come presidente ancora Bonaccini. Anche perché a Piacenza stiamo sperimentando da vicino cosa significa essere governati dal centrodestra, i piacentini se ne stanno accorgendo, dalla gestione del verde pubblico ai mercatini di Natale. Il cambiamento, molte volte, è pericoloso». Da Bisotti un ringraziamento all’impegno dell’assessore regionale Paola Gazzolo, «che si è spesa molto in questi 5 anni, lavorerà fino all’ultimo e ci darà una mano senza candidarsi».

I QUATTRO CANDIDATI DEL PD

I quattro candidati del Partito Democratico sono stati ufficializzati nella mattinata di oggi. «Viviamo in un’epoca di rabbia e disfattismo – ha dichiarato la Benedetta Scagnelli-2consigliera uscente Katia Tarasconi, ex assessore al commercio in città nelle Giunte Reggi e Dosi - nei confronti di chi s’impegna in politica. Si sta mettendo in dubbio addirittura la democrazia. Bisogna credere nella politica, è con questa che si partecipa alla vita di un Paese. In questi anni abbiamo dimostrato che a prescindere dal colore politico, chiunque abbia chiesto aiuto a noi in Regione, è stato ascoltato. Non mollo, è per questo che mi ricandido, ci credo, c’è ancora molto entusiasmo e nella politica credo ancora».

Benedetta Scagnelli-2Benedetta Scagnelli, 34enne di Pontedellolio, è alla prima candidatura alle Regionali. «Ho fatto la spola tra Roma e Piacenza per lavoro – nell’ambito della comunicazione - ma non ho mai abbandonato il territorio. La politica e il sociale sono sempre state le mie passioni. Credo nel Pd, è una sfida che per quanto venga dipinta come “difficile”, è credibile. Si può fare tanto a Piacenza a sostegno di Bonaccini». I temi più cari? «Violenza sulle donne, disparità di genere, cultura, sanità e tematiche sociali, oltre che politiche ambientali. Nessuno deve rimanere indietro in questa Regione».

Tenta la riconferma Gian Luigi Molinari, consigliere uscente e per dieci anni sindaco di Vernasca, oltre che ex segretario provinciale dem. «Non ho paura degli avversari – precisa Molinari - sto sentendo un tono della campagna elettorale della destra molto forte. Ma a questi Gian Luigi Molinari-8slogan - in cui si parla della “Liberazione dell’Emilia” - rispondiamo con i fatti. Ai cittadini interessano le cose concrete e qua nel Piacentino ci sono state. Abbiamo ascoltato tutti in questi 5 anni con Bonaccini. Non tutti i problemi sono stati risolti, nel secondo mandato saremo ancora più coraggiosi e determinati dopo questa prima esperienza. Spero che la candidata Borgonzoni venga a parlare a Piacenza con il nostro candidato presidente delle sue idee per il nostro territorio. Se e quando lo farà, credo che i piacentini capiranno che devono votare per Bonaccini. Candidato che dimostra serietà, lavoro, disponibilità nei confronti di tutti».

Da poco in pensione, ha deciso di candidarsi anche Giuseppe Biasini, ex responsabile Arpae, con un passato da consigliere del Pds ai tempi della Giunta Vaciago (1994-1998). «Ci ho pensato su – spiega - quando sono stato contattato per questa sfida, poi ho deciso di candidarmi. Il presidente si è speso molto per la nostra città e per il nuovo ospedale. Insieme all’assessore Gazzolo hanno dimostrato che Piacenza non è più la Cenerentola della Regione. Vorrei che si continuasse su questa strada, soprattutto sui temi ambientali, su cui mi sento di poter dare qualche suggerimento. Da cittadino, francamente, mi preoccupa molto la destra emergente, per i temi scelti e per come li cavalca».Giuseppe Biasini-2

LA CAMPAGNA ELETTORALE

La campagna elettorale è ancora lunga – il 26 gennaio non è dietro l’angolo – e centrodestra e centrosinistra si stanno rispondendo a distanza su molti temi. Ma il Pd non ci sta a essere tirato in ballo sulla questione “Bibbiano”. «Se gli argomenti del centrodestra – spiega Molinari - sono inchieste giudiziarie che riguardano le singole persone…Forse così abbiamo l’idea dell’impegno del centrodestra nei prossimi 5 anni, qualora governassero la Regione. Evidentemente a Roma hanno preparato delle slides facili da studiare su questi argomenti, ripetute dai rappresentanti del centrodestra. Mentre parlano di quello noi penseremo al nuovo ospedale e alla montagna. Bibbiano non è materia per la Regione, loro sono fuori tema. Se vogliono cavalcare temi facili, si misurino anche sui fatti di cronaca e giudiziaria del centrodestra piacentino, visto che ce ne sono». «La gara – osserva anche Tarasconi - non è a chi ha più sfortune nei propri partiti…Distruggere ci vuole niente, per costruire ci vogliono anni. E noi siamo concentrati sul costruire la Regione del prossimo quinquennio».

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