Risparmi sulle mense scolastiche, la Cgil interroga il sindaco: «Perché questa scelta?»

Il segretario generale Cgil Gianluca Zilocchi rivolge a nome dell’organizzazione sette domande a Barbieri: «Occorre chiarezza sulla questione»

Gianluca Zilocchi (Cgil)

Il segretario generale della Cgil Gianluca Zilocchi interroga il sindaco. Lo fa sulla vicenda del risparmio da 15mila euro sulle mense scolastiche: il ricorso al Centro Pasti per le scuole di Borgotrebbia, Pittolo, Vittorino da Feltre, Rodari e Mucinasso. «In seguito alle notizie di stampa rispetto agli incontri tenuti dal sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, sul “caso mense”, ci facciamo carico di porre alcune domande per fare chiarezza attorno a un tema che riguarda 500 famiglie. E’ doveroso premettere che il servizio prodotto dalla “Cir” (il centro pasti), sia rispetto alle cucine interne sia rispetto ai pasti veicolati dal centro cottura, è un servizio di ottima qualità contraddistinto da professionalità del personale addetto; tuttavia, ogni persona dotata di buon senso può capire che comunque avere il pasto preparato laddove il pasto è destinato a essere consumato è una cosa differente da un servizio veicolato, anche se di qualità. Per questo, chiediamo, per chiarezza, al sindaco di rispondere a queste domande.

1) L’Amministrazione comunale ha richiesto un piano di fattibilità alla CIR rispetto al riassetto del servizio mense? E, se sì, sono stati evidenziati problemi organizzativi nell’attuare la decisione della Giunta?

 2) Può il sindaco smentire che dopo questa operazione sui 5 plessi individuati, l’anno prossimo queste scelte verrano estese a tutte le altre scuole che ad oggi utilizzano cucine interne?

 3) Può il sindaco garantire che quando dice: “Non si intaccherà in alcun modo il livello occupazionale” significa non solo che nessuno sarà licenziato (ci mancherebbe) ma che nessuna lavoratrice subirà trasferimenti, riduzioni di orario o demansionamenti? (Stiamo parlando di retribuzioni che non arrivano a 500 euro al mese per una quindicina di ore settimanali, con sospensione nei mesi estivi non retribuita in alcun modo: anche una sola ora di lavoro in meno comporterebbe disagi pesanti).

 4) E’ informata il sindaco rispetto alle linee guida della Regione sul tema, che prevedono il mantenimento delle strutture di cucina interne alle scuole e la loro reinternalizzazione laddove tali scelte sono già state fatte negli anni scorsi?

 5) Perché questa scelta di privarsi di un sistema di eccellenza non è stata discussa preventivamente con le istituzioni scolastiche, i genitori e i lavoratori?

 6) Con quali criteri si sono individuate le strutture scolastiche su cui intervenire, visto che sono state coinvolte realtà che negli anni recenti sono state interessate da importanti investimenti economici per la messa a norma ed il miglioramento proprio delle cucine interne?

 7) Rispetto ai previsti risparmi di 15mila euro annui, quali opzioni di risparmio equivalenti sono stati considerati prima di prendere una decisione che graverà su famiglie e lavoratori?».

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