Rivi urbani, dove siete e che fine avete fatto? Il Pd incalza il Comune

Il Consiglio in aprile sancì la responsabilità del Comune sui rivi sotterranei alla città. Il Pd: «A che punto siamo con quella delibera?». L’assessore Opizzi: «La delibera va avanti, dobbiamo confrontarci con Atersir». Trespidi: «Non c’è stato un solo atto dopo quel voto in aula». Rabuffi: «Buio pesto sulla pratica»

Uno dei rivi urbani del Comune di Piacenza

I rivi urbani che scorrono sotto la città di Piacenza sono di proprietà e di competenza del Comune e non dei privati che detengono gli immobili in superficie. Lo aveva deciso, soltanto lo scorso aprile, dopo un lungo dibattito, il Consiglio comunale di Piacenza, scavalcando il parere di tutti i dirigenti e tecnici dell’ente, che non sostenevano questa tesi. La delibera – caldeggiata da anni dai Liberali Piacentini e da Fratelli d’Italia – appoggiata da tutto il centrodestra, passò senza l’appoggio dell’opposizione. Ora, a distanza di qualche mese, il Partito Democratico vuole fare il punto della situazione. «Il diritto di proprietà dei rivi è passato al Comune? Sono state Christian Fiazza-16effettuate le mappature dei rivi insieme ad Atersir, dato che alcuni di questi erano ormai non più rintracciabili nelle carte in mano all’ente? E ci sono soldi a bilancio per la loro manutenzione? A ritornare sul tema ci ha pensato così Christian Fiazza (Pd), che insieme ai colleghi Stefano Cugini, Giulia Piroli e Giorgia Buscarini ha presentato un ordine del giorno al Dup.

L’assessore all’urbanistica Erika Opizzi ha chiesto di ritirare l’odg e proporre un’interrogazione nei prossimi mesi. Non ci siamo ancora presi la proprietà, quella delibera era un atto ricognitivo sulla questione. Terrò aggiornato il consigliere sulla questione nei prossimi mesi dopo aver ascoltato Atersir». «Il Pd – ha preso la parola Massimo Trespidi (Liberi) - ha messo il dito nella piaga. Nell’aprile scorso trattammo una delibera ricognitiva, che impose però di farla questa ricognizione: siamo a settembre e non c’è traccia di un atto amministrativo che vada in quella direzione. Bisogna incaricare chi di dovere per sapere quali e quanti sono i rivi urbani di cui il Comune si accolla la proprietà e responsabilità. Anche perché l’assessore al bilancio Passoni dovrà pur indicare qualche cifra nei conti economici Erika Opizzi-5dell’ente. Si sostenne allora che sono 21 o 22 i rivi urbani, ma un’associazione (Confedilizia, nda) ne conta almeno il doppio…Fate qualcosa, sennò sembra che avete piantato soltanto una “bandierina” politica». «Dopo i ringraziamenti delle associazioni collaterali al centrodestra – ha contestato anche Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) – è calato il buio pesto su questa pratica. Avete gettato un po’ di fumo sulla vicenda, anche perché vi sarete accorti che la Corte dei Conti potrebbe interessarsi alla questione. I dirigenti vi avevano messo in guardia: sono curioso di vedere come andrà a finire, dopo tanto cinema, questo film».

«Il cinema – ha replicato Gian Carlo Migli, capogruppo di Fratelli d’Italia - non lo stiamo facendo noi. Stiamo parlando del Dup 2020-2022 e chiedete di fare la ricognizione dei rivi entro la fine del 2019, le due cose contrastano». Fiazza (Pd) non ha compreso l’atteggiamento di ostilità nei confronti del suo ordine del giorno, poi bocciato dal centrodestra. «La risposta mi sembra chiara: state aspettando di incontrarvi con Atersir per individuare i rivi e registrarli». «Non vogliamo sfuggire alle nostre responsabilità – ha aggiunto ancora l’assessore Opizzi nel dibattito -. La mappatura dei rivi c’è già, dobbiamo andare avanti e individuare le risorse necessarie per la manutenzione». «Non capisco – ha concluso ancora il dem Fiazza - perché oggi non volete dirci lo stato dell’arte. Ci annunciate che è tutto pronto, ma non avete nessun documento da mostrare. Presenteremo ancora una interrogazione al riguardo: prima o poi qualcuno ci spiegherà come sta andando la questione».

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