Scagnelli (Pd): «Non esiste alcuna norma europea che regoli i sistemi di etichettatura nutrizionale»

La candidata del Partito Democratico replica all’intervento di Matteo Salvini: «Si diverte a prendere in giro agricoltori e consumatori dimostrando malafede»

«Non solo Salvini si presenta sul territorio al posto di Lucia Borgonzoni, ma si diverte anche a prendere in giro agricoltori e consumatori, sia piacentini che italiani. Le dichiarazioni che il senatore della Lega ha rilasciato a Morfasso sui sistemi di etichettatura nutrizionale a semaforo dimostrano ancora una volta la superficialità e la malafede della Lega». Così Benedetta Scagnelli, candidata dal Partito Democratico alle prossime Elezioni Regionali del 26 gennaio.

«Facciamo chiarezza: non esiste alcuna norma europea che regoli i sistemi di etichettatura nutrizionale (cioè quelli che indicano la quantità di grassi, zuccheri, ecc. presenti nei cibi). Tuttavia, negli ultimi anni, gli obiettivi di sicurezza alimentare e di tutela dei consumatori hanno dato vita a diversi metodi di etichettatura nutrizionale fronte pacco, implementati volontariamente a livello nazionale: quello “a semaforo” francese ad esempio, o il modello “a serratura” scandinavo, oppure ancora il modello “a batteria” presentato dall’attuale governo proprio qualche settimana fa e supportato dall’intero sistema produttivo italiano, dagli agricoltori ai trasformatori».

«Quello che serve adesso non sono le polemiche di Salvini, quanto piuttosto, partendo da Piacenza e dall’Emilia-Romagna, riuscire a fare squadra come sistema Italia e ottenere un sistema di etichettatura basato su ricerche scientificamente fondate e uguale per tutti a livello europeo, così che i consumatori non si trovino davanti a informazioni incongruenti tra loro da paese a paese. Un’etichettatura che funziona è quella che non condiziona gli acquisti ma che fornisce informazioni complete per operare scelte d’acquisto consapevoli».

«L’Emilia-Romagna è sempre stata chiara in Europa: già nel 2016 abbiamo chiesto un sistema in grado di fornire informazioni ai consumatori senza condizionarne le scelte di acquisto. L’occasione è stata un’interrogazione alla Commissione che ha avuto come primo firmatario l’eurodeputato Pd Paolo De Castro (eletto nel collegio piacentino) e che è stata supportata da quasi 100 deputati di 13 diversi paesi e di tutti i gruppi politici fatta eccezione per quello della Lega (forse perché la cosa non avrebbe fatto piacere alla loro alleata francese Marine Le Pen?). Sarebbe ora che la Lega, Salvini, gli eurodeputati e i candidati consiglieri si uniscano a noi in questa battaglia, se non vogliamo che si spacci una bibita light come migliore rispetto a un succo di albicocche. Ne hanno più che mai bisogno i nostri produttori, i consumatori e l'intero settore agroalimentare italiano».

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