Si chiude la campagna elettorale. Gli appelli al voto di Rizzi, Barbieri e Trespidi

Cala il silenzio elettorale sulle Elezioni Amministrative di Piacenza. I candidati sindaco nelle ore serali di venerdì 9 giugno hanno celebrato la fine della campagna elettorale. Rizzi con Veltroni sul Facsal, poco più distante Trespidi con tre "very normal people". Barbieri chiude in piazza Cavalli

Paolo Rizzi e Walter Veltroni sul Facsal

Cala il silenzio elettorale sulle Elezioni Amministrative di Piacenza. I candidati sindaco nelle ore serali di venerdì 9 giugno hanno lanciato l’ultimo appello al voto in vista di domenica 11 giugno. Per Paolo Rizzi (centrosinistra), Patrizia Barbieri (centrodestra) e Massimo Trespidi, i rispettivi staff si sono messi d’impegno per organizzare tra grandi eventi pubblici molto partecipati. Con queste tre feste, terminate poco prima della mezzanotte, si chiude la campagna elettorale. 

RIZZI SUL FACSAL CON VELTRONI

Il centrosinistra ha scelto, per la sua festa conclusiva, uno dei suoi luoghi storici per eccellenza: il pubblico passeggio. Qua Walter Veltroni ha chiuso la campagna elettorale del candidato Paolo Rizzi parlando dal palco. Presenti tutti i massimi dirigenti locali del Partito Democratico: da Roberto Reggi a Paola De Micheli, da Loris Caragnano a Paolo Sckokai, passando per l’onorevole Marco Bergonzi, l'assessore regionale Paola Gazzolo e i consiglieri regionali Tarasconi e Molinari, insieme al segretario regionale Paolo Calvano. «Il “ma anche” di Veltroni – ha spiegato Rizzi dal palco - significa che bisogna avere più visioni. Mi piace il suo stile pacato, di questi tempi è raro. E poi ha amore per la cultura, sensibilità per l’Africa. La nostra campagna è stata difficile ma entusiasmante . Abbiamo visto cose, per dirla alla Blade Runner, che voi umani...cose della città che non conoscevo. Come Radio Shock, come la comunità islamica, come il centro di disabilità. Noi vogliamo coltivare il senso di comunità». Rizzi ha speso parole di ringraziamento per il Pd, per la lista dei giovani e per la civica. «Abbiamo ancora da camminare insieme abbiamo due settimane, due settimane da vivere insieme intensamente. Faremo bene anche in quelle. Andiamo avanti perché c’è bisogno di fiducia, che è fondamentale. C'è un calo di fiducia pazzesco verso le istituzioni.  La seconda cosa importante è l’appartenenza. Il terzo aspetto più importante della nostra squadra è il voler garantire la felicità. Un amministratore si deve impegnare per questi obiettivi». Veltroni ha provato a infondere ottimismo nel centrosinistra locale. «Sono stato un portafortuna nel 2007 a Piacenza. Le comunali sono le elezioni più importanti. Se si sbaglia sindaco, programma, le competenze, la qualità della vita per ciascun cittadino immediatamente peggiora. Lo dimostra la mia città, ma non mi sto riferendo solo all' ultimo sindaco eletto, ma a tutto un ciclo. Ci vuole una cultura per amministrare una città. Conta il tratto umano, la competenza, la conoscenza. La scelta del sindaco va fatta con la testa sulle spalle. La situazione è dura. Non c'è bisogno di urlatori e improvvisatori. Ma persone che garantiscono di cambiare le cose avendo gli strumenti civili e culturali per farlo».

PATRIZIA BARBIERI IN PIAZZA CAVALLI

Patrizia Barbieri ha scelto il salotto della città, Piazza Cavalli, per lanciare l’appello al voto. Il centrodestra ha voglia di ribaltare la tradizione storica, che lo ha visto prevalere in una sola occasione, nel 1998. C'è entusiasmo tra le cinque liste che sostengono l'ex assessore provinciale. Accompagnata dai partiti del centrodestra - e dall'immancabile camioncino dei gelati - che la sostengono (Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia), Barbieri ha invitato a votare per la sua coalizione per una “nuova stagione” piacentina. Dal palco di piazza Cavalli sono piovute critiche alla proposta del direttore del Demanio Roberto Reggi di realizzare un nuovo stadio al Garilli e a quella di Trespidi di individuare un parcheggio per l’ospedale attuale. Per Barbieri non è stato Stefano Torre il candidato che le ha sparate più grosse. Il candidato del centrodestra ha promesso il suo impegno per abbassare l’Irpef e per staccarsi dalle cooperative che gestiscono servizi per la persona in città.  «Tra la lista del Pd e la civica, Rizzi ha ricandidato sette degli otto assessori uscenti. Ci vuole una nuova stagione a Piacenza. Sarò l’amministratore dei cittadini piacentini – ha detto Barbieri – e non l’amica delle lobbies. Invertirò la rotta di questa città che si è spenta».

MASSIMO TRESPIDI SUL FACSAL

Massimo Trespidi si è affidato a tre testimonial comuni per lanciare, sempre dal Facsal, il suo appello. «È la festa - ha spiegato - delle persone libere di scegliere. Qua c’è voglia di cambiamento, voglia di ridare speranza per interrompere il declino di questa città. In questa campagna elettorale c’è stata un’amicizia civica tra persone in dialogo. Io mi sono candidato perché due giovani – Gloria e Marco (Zanardi e Colosimo, nda)  – nel luglio scorso sono stati i primi a chiedermi di candidarmi. Non me l’hanno chiesto né Foti, Agogliati, Polledri, Callori o Papamarenghi. Anzi, costoro che rappresentano la vecchia politica, ci hanno messo il bastone tra le ruote. Poi mi hanno chiesto di presentarmi tanti amici, insieme ovviamente ai miei figli Giovanni e Andrea. I miei figli una mattina mi hanno convinto dicendomi “Se non ti candidi la gente perderà fiducia nella buona politica che hai rappresentato”. Credo che anche mia moglie Chiara (scomparsa di recente, nda) avrebbe detto così». «Mi candido - ha proseguito - perché voglio dare fiducia a questa città. I partiti hanno fatto il modello di politica più lontano dalla gente. Noi abbiamo fatto parlare tre persone del popolo, tre persone comuni. Tre “very normal people”. I tre testimonial sono stati il pensionato Mario Bensi, lo studente Michele Bravi e una madre, Rebecca Greco. «Parlo a nome delle persone perbene del Facsal  - ha detto Bensi - che vivono alcuni problemi di degrado e numeroso disagi. Ritengo Trespidi una persona sensibile. È questione di pelle: lo voterò». «Conosco Massimo da un anno e mezzo – ha aggiunto il 21enne Michele -. È uno dei pochi che fa interessare alla politica. Mi sono messo in gioco perché mi ha fatto appassionare. Voto Massimo Trespidi sindaco per un semplice motivo: lui ha a cuore il bene della città, senza avere partiti intorno».

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