«Sul verde pubblico situazione fantozziana, Mancioppi inchiodato dalle sue responsabilità»

Rivisti ancora i prezzi del bando di gestione del verde a causa dell'erba alta. Il consigliere di “Liberi” Massimo Trespidi attacca: «Il Comune si è auto accusato di aver provocato un danno economico, d’immagine, di igiene pubblica innescando pericoli di pubblica utilità»

«È una situazione kafkiana e fantozziana». Non usa mezzi termini Massimo Trespidi, consigliere comunale del gruppo “Liberi”, commentando l’ennesima novità riguardante la gestione del verde pubblico. Sono stati infatti rivisti, ancora una volta, i prezzi di uno degli appalti del verde. Non quello dell’area ovest della città, né quello dell’area est. Ma è stato ritoccato l’appalto straordinario aggiudicato alla società “Nova Milanese”, che intervenne in città per tamponare l’emergenza nel momento di stallo tra la fine della gestione precedente del verde e l’inizio dell’operatività dei due nuovi appalti subentrati nel corso del 2019. Prezzi ritoccati, che però non hanno visto l’ente spendere un euro in più (111mila euro). Semplicemente, anche questa ditta, si ritrovò l’erba più alta del previsto, Massimo Trespidi-14dovendo far fronte a maggiori difficoltà nello sfalcio. Così i prezzi di quegli sfalci sono stati modificati dal Comune di Piacenza.

«Il mitico ragionier Ugo Fantozzi – esordisce Trespidi - risulta un acerbo dilettante in termini di fantozzismo, rispetto a questa Amministrazione nella sua versione tecnico-amministrativa, alla luce di questa nuova perizia di variante, pubblicata l’11 settembre. E che riguarda lo sfalcio del verde, ancora una volta». È una storia infinita: il Comune ha ricorretto ancora i conti. Trespidi ha fatto la cronistoria. «Il 31 luglio scorso il direttore dei lavori fa una relazione tecnica e afferma che “la ditta opera in condizioni molto difficili a causa dei mancati sfalci precedenti”. Ma la colpa – rileva il consigliere - è del Comune, che non ha messo la ditta - a cui ha conferito il servizio - nelle condizioni di operare, per i ritardi che l’Amministrazione ha accumulato colpevolmente nell’affidare la gestione del verde quest’anno. La ditta “Nova Milanese” ha potuto incominciare a sfalciare solo il 2 maggio, quando l’erba aveva un’altezza superiore ai 50 centimetri e in alcuni casi oltre un metro». Il capogruppo di Liberi incalza: la situazione fantozziana è che il Comune ha dato l’incarico per svolgere un servizio, e la ditta non era in grado si svolgerlo perché il Comune non è stato in grado di metterla nella situazione giusta per lavorare».

Il Comune però non ci ha rimesso economicamente. «È vero – riflette Trespidi - che non c’è aumento di spesa per il Comune. Ma attenzione, c’è un maggior onere a carico dell’ente di 100mila euro. Questo maggior onere è compensato con il risparmio dei mancati sfalci. Tradotto: se tutto fosse andato bene, avremmo risparmiato 100mila euro. I 100mila invece, li abbiamo dati a questi ditta che non Paolo Mancioppi-6-3abbiamo messo in condizione di lavorare al meglio». Balza all’evidenza un’altra cosa. «Sulla relazione da parte del responsabile del procedimento sull’ammissibilità della variante, il dirigente comunale Carini spiega che, “verificata la non prevedibilità al momento della progettazione delle circostanze createsi”, sarebbe così servita una perizia di variante. Ma non lo sapevano che l’erba era alta al momento di farsi aiutare da questa ditta? Bastava girare per la città, l’erba era cresciuta ovunque, è una legge della natura, se non sfalci…».

Trespidi si sofferma sulla situazione che il dirigente Bertani ha descritto nella determina. «Il dirigente scrive che nel corso del tempo sono peggiorate le condizioni di igiene pubblica, innescando un pericolo di pubblica utilità. Il Comune così riconosce, auto accusandosi, i gravi ritardi, che hanno causato un danno d’immagine, un danno economico e hanno peggiorato le condizioni di igiene pubblica e innescato un pericolo per la pubblica incolumità. Quindi il comportamento dell’ente ha innescato tutto questo».

In tutto questo, una critica va anche ai tempi in cui si è affrontata la questione. Il 31 luglio la relazione tecnica dove si sostiene la necessità di una perizia di variante. Il 12 agosto viene inviata la relazione agli uffici competenti del Comune. Il dirigente Carini risponde poi al dirigente Botteschi. E dal 12 agosto si passa fino al 4 settembre per fare una richiesta di determina. E l’atto definitivo arriva l’11 settembre.

Trespidi chiude il cerchio intorno al comportamento dell’Amministrazione e dell’ente. «Vi è un’evidente mancanza di presidio amministrativo, dirigenziale e politico su questa partita, su cui è necessario, senza esitazioni, intervenire. O rinforzando l’ufficio del verde, o utilizzando altri provvedimenti». Poi, la bordata nei confronti dell’assessore al verde. «Le quattro condizioni messe “nero su bianco” dall’ente inchiodano alle sue responsabilità l’assessore Paolo Mancioppi. Che ha già costretto in giugno il sindaco a chiedere scusa alla città. Forse bisogna fare qualcosa d’altro anche, oltre che chiedere scusa…». Che nel linguaggio "trespidiano" significherebbe soltanto una cosa: le dimissioni dell'assessore. 

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