Tagliaferri: «Cure palliative, serve un cambio di paradigma da cura della malattia a quella della persona»

Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale uscente e capolista di Fratelli d’Italia nella circoscrizione di Piacenza commenta la propria adesione al documento

Giancarlo Tagliaferri

«È con piacere che in qualità di candidato di Fratelli d’Italia ho sottoscritto l’Appello per l’effettività delle cure palliative e per il rispetto della professionalità medica proposto da una ventina di associazioni vicine al mondo cattolico fra le quali il Family Day Comitato difendiamo i nostri Figli, il Centro studi Rosario Livatino, la Comunità Papa Giovanni XXIII e la Società italiana per la bioetica»: con queste parole Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale uscente e capolista di Fratelli d’Italia nella circoscrizione di Piacenza commenta la propria adesione al documento.

«Le cure palliative – spiega Tagliaferri - sono un approccio clinico specialistico che mira a migliorare la qualità della vita dei malati nelle ultime fasi di una malattia inguaribile, attraverso la prevenzione e il sollievo dalla sofferenza, fisica, psicologica e spirituale. Sono cure che non vanno relegate soltanto agli ultimi momenti della vita, bensì anticipando la palliazione in affiancamento ad altre terapie, quando il paziente non sia ancora giunto nella fase della terminalità. Le cure palliative sono pertanto un approccio terapeutico attivo, tutt'altro che rinunciatario (come talvolta rischiano di essere considerate), sono un diritto fondamentale dell'essere umano. Non si tratta solo di somministrare antidolorifici, ma di prendere in carico il dolore totale del paziente e della sua famiglia, anche mediante supporto psicologico e spirituale. Quando pare non ci sia più niente da fare, in realtà c’è molto ancora da fare! La visione olistica di un paziente, non può non concepire le cure palliative, il paziente è tale e arriva al “fine vita” fino all’ultimo respiro e all’ultimo battito».

«Stando ai dati forniti dalla Società Italiana di Cure Palliative (SICP) soltanto il 15% dei malati riesce ad avere un’assistenza adeguata in cure palliative attraverso le strutture o l’assistenza domiciliare. Nel 2017, ultima annualità per la quale sono reperibili i dati, sono state erogate 326.086 giornate di cure palliative a domicilio contro le 4.158.223 giornate necessarie. Neppure il 10%. Infine solo il 5% dei bambini ha reale accesso a queste cure presso uno dei quattro hospice presenti sul territorio nazionale, nessuno dei quali in Emilia-Romagna. Bastano questi pochi dati – continua Tagliaferri – per spiegare il problema in tutta la sua drammaticità se solo si pensa che la legge dello Stato che ha voluto sancire l'istituzione della rete delle cure palliative, ovvero l'integrazione tra hospice e assistenza domiciliare, risale al 2010. Le Regioni hanno una grossa responsabilità sul fronte dei ritardi che si sono generati in quanto hanno la titolarità della delega in materia socio-sanitaria-assistenziale».

«Non si può tardare oltre – continua Tagliaferri - è urgente promuovere nuove politiche sanitarie, incrementando nel bilancio regionale le risorse per la diffusione delle cure palliative in favore di adulti e di bambini, con l’obiettivo di assicurare entro la prossima legislatura standard minimi di unità domiciliari, con le relative strutture a rete e di ospedalizzazione specializzata (hospice), nonché di almeno un “luogo di sollievo” pediatrico a livello regionale. Parallelamente andranno approvati quei protocolli e quei percorsi formativi per la partecipazione del terzo settore e dei volontari, nonché delle famiglie nelle reti ospedaliere e domiciliari della palliazione, che costituiscono la naturale chiusura del sistema. Non soltanto sarà essenziale avviare già da inizio legislatura campagne informative e di sensibilizzazione della popolazione e dei medici in ordine all’accesso alle cure palliative, ma andranno sollecitate anche le Università e le istituzioni scientifiche ad una rimodulazione del corso di studi in medicina per un sensibile incremento dei crediti e dei corsi dedicati alle cure palliative, se è vero che il tempo medio dedicato nella formazione alle cure palliative è oggi di quattro ore per studente all’interno di un corso di laurea di sei anni».

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«Mi auguro – conclude Tagliaferri – che dopo il 26 gennaio, grazie anche alla vittoria del centro-destra, la Regione saprà valorizzare appieno il valore delle cure palliative creando le condizioni perché sia sempre rispettata la professionalità e l’etica del personale sanitario, escludendo che la scelta del singolo medico se prestarsi, o no, a esaudire la richiesta di fine vita del malato, condizioni l’accesso, lo status o la carriera nel sistema sanitario».

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