Tagliaferri: «Diga di Mignano, la Regione si attivi per il via libera al piano di laminazione»

È quanto chiede alla Regione l’esponente di Fratelli d’Italia, Giancarlo Tagliaferri, in una interrogazione in merito all’iter di approvazione del nuovo piano di laminazione della diga

«L’inerzia burocratica non fermi un’opera fondamentale per il territorio piacentino e la sua economia agricola. In un momento di emergenza e grande sofferenza per la nostra gente occorre dare segnali positivi e assicurare che le opere iniziate vengano portate a termine e rese operanti».È quanto chiede alla Regione l’esponente di Fratelli d’Italia, Giancarlo Tagliaferri, in una interrogazione in merito all’iter di approvazione del nuovo piano di laminazione della diga di Mignano, nel comune piacentino di Vernasca.

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Con il nuovo piano di laminazione attualmente in attesa dell’autorizzazione da parte della Regione, lo storico invaso che rifornisce l’intero territorio della Valdarda garantirebbe una maggiore disponibilità di acqua per usi idropotabili e per l’agricoltura raggiungendo una capacità massima di 1 milione e 400 mila metri cubi in più rispetto agli attuali 10, 25. «In tempo di cambiamenti climatici e di potenziali e imprevedibili periodi di siccità si comprende -segnala Tagliaferri - quanto sia strategico poter disporre di una risorsa fondamentale in un territorio con forte vocazione agricola. Per questo – continua il consigliere di FdI – ho chiesto alla Giunta regionale di attivarsi e di riferire sulla tempistica di approvazione del piano di laminazione della diga di Mignano. Si tratta di un ultimo fondamentale passaggio per un’opera che ha visto la firma sulla certificazione del collaudo ormai un mese fa. L’emergenza Coronavirus non deve fermare o rallentare l’iter autorizzativo – ribadisce Tagliaferri - in questo momento di difficoltà per la nostra comunità è quanto mai indispensabile dimostrare che la Regione assicura tutti i servizi di sua competenza in tutti i settori. Lo dobbiamo, con senso di responsabilità, ai cittadini e alle categorie colpiti dalle dolorose ricadute della pandemia e alle categorie di lavoratori più esposti che in questo periodo ci danno un esempio encomiabile e ai quali va tutta la nostra riconoscenza».

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