Tagliaferri interroga la Regione sulla presenza di cinghiali: «Necessari sistemi di riduzione e contenimento»

Il presidente del gruppo di Fratelli d'Italia torna sul tragico incidente stradale avvenuto nei primi giorni dell'anno sulla A1, causato dalla presenza di cinghiali sulle carreggiate, che ha visto coinvolte tre vetture con un morto e feriti gravi

Tagliaferri

«Nei primi giorni dell’anno si è verificato sulla A1 un tragico incidente stradale, causato dalla presenza di cinghiali sulle carreggiate, che ha visto coinvolte tre vetture con un morto e feriti gravi. Si tratta dell’ennesimo grave episodio per l’eccessiva proliferazione di ungulati in generale, e di cinghiali in particolare. Ad oggi tutte le iniziative messe in campo dalla Regione ancora si dimostrano insufficienti per la soluzione del problema, dopo l’aggiornamento del 2013 della Carta delle vocazioni faunistiche per gli ungulati, in attuazione del protocollo d’intesa siglato con l’Ispra per contenerne la presenza nelle zone in cui sono in sovrannumero e arrecano gravi danni all’agricoltura, oltre che pericoli costanti per la circolazione stradale», dice in un comunicato stampa il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia), che interroga la giunta sulla proliferazione di ungulati.

«Una ulteriore causa degli spostamenti a valle di questi animali è probabilmente anche il progressivo spopolamento dei paesi collinari e montani, con la desertificazione di interi piccoli centri abitati, molti dei quali oramai di soli anziani, per la mancanza di alternative occupazionali per i giovani. Questa situazione impoverisce territori che, storicamente, con le loro risorse peculiari di prodotti di alta qualità (miele, latte, noccioli, funghi, tartufi)  rappresentavano anche un volano economico alternativo e una risorsa del nostro paese. Territori che per essere recuperati necessiterebbero di serie e incisive politiche di agevolazioni fiscali e incentivi economici, per motivare la riapertura di piccole attività commerciali e le ristrutturazioni delle vecchie abitazioni oramai invendibili e abbandonate a sé stesse. Tali politiche, se appropriatamente sostenute e pianificate, potrebbero motivare il reinsediamento di giovani famiglie oggi in cerca di occupazione, con nuove piccole attività legate alle specificità territoriali, contrastandone così il definitivo abbandono e degrado, con tutti i problemi che ne conseguono», continua. 

Il consigliere chiede di «istituire un ‘tavolo’ di concertazione tra le amministrazioni provinciali maggiormente interessate – come quella di Piacenza – gli Ambiti territoriali di caccia (ATC), le Aree protette, le Aziende faunistico venatorie e le Associazioni agricole attive sui territori interessati dalla elevata proliferazione di ungulati, al fine di individuare finalmente efficaci sistemi di riduzione e contenimento di tali specie. Inoltre, per effettuare un censimento delle arterie viarie più a rischio incidenti dalla presenza di cinghiali e altri animali che possano invadere le carreggiate. Infine, per individuare e pianificare una politica di agevolazioni fiscali e contributi economici miranti a incentivare il ripopolamento, da parte di giovani famiglie in cerca di alternative occupazionali, nei piccoli centri abitati collinari e di montagna, con la riapertura di piccole attività economiche legate alle risorse specifiche dei territori», conclude.

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