Trespidi a Ivaccari: «Le frazioni non sono terra di nessuno»

E il candidato sindaco risponde ancora “presente” all’appello di Sandra Ponzini per un confronto in piazza: «Io sono pronto, forse gli altri sono spaventati, noi non ci nascondiamo»

Trespidi a Ivaccari

La ex scuola che sta cadendo a pezzi, la viabilità difficoltosa, strade sconnesse e mancanza di loculi al cimitero. La frazione di Ivaccari, alle porte di Piacenza, sembra terra di nessuno. I residenti sono esasperati e quasi rassegnati. Hanno incontrato il candidato Massimo Trespidi al circolo Anspi, praticamente l'unico punto di aggregazione per gli abitanti della frazione. “La scuola sta crollando, è infestata dai topi - lamentano i residenti – non si può andare avanti così anche perché può creare pericolo per la nostra salute. E' di proprietà del Comune che deve decidere se demolirla o venderla”. Altra criticità, il traffico. “Al momento siamo in 600 residenti, ma stiamo aumentando a vista d'occhio con il conseguente aumento del traffico e della velocità. Ci vorrebbe una rotatoria all'altezza del mistadello e un ingresso più dignitoso dalla parte di Montale”. Capitolo piste ciclabili: “l'unica pista che collega la frazione a Montale – spiega un residente – finisce in nulla. Chiediamo che venga proseguita e conclusa in modo da poterla percorrere per intero e in sicurezza”. Il parroco ha sollevato il problema della mancanza di loculi al cimitero. “L'amministrazione si deve occupare di queste  questioni essenziali, della vita della gente – ha concluso Trespidi - pulizia, decoro e sicurezza. Se vinceremo le elezioni, un mese dopo sarò qui per decidere con voi due cose da realizzare per Ivaccari. Sarà il nostro impegno per voi”.

TRESPIDI SUL CONFRONTO “NOI SIAMO PER IL CONFRONTO IN PIAZZA"

“Pronto per il confronto in piazza”. Così Massimo Trespidi esorta i candidati sindaco a rispondere all'appello di Sandra Ponzini in merito alla proposta di un confronto pubblico organizzato in piazza, davanti ai cittadini, aperto alla città. “Un silenzio tombale da parte degli altri candidati. Forse spaventa il confronto? Le logiche di partito non lo permettono? Noi civici siamo liberi di fare le scelte più opportune per il bene della città. Ogni vincolo è superato, dobbiamo rendere conto solo ai piacentini. Il confronto ci offre la possibilità di farci conoscere e di presentare il nostro programma, di approfondire alcuni temi e di toccare con mano bisogni, proposte e idee per la città. Non ci arrocchiamo nei palazzi, ma scendiamo tra la gente. I cittadini eleggeranno direttamente il nuovo sindaco, che sarà una persona non un partito. Quale miglior occasione il confronto pubblico per esprimere competenze e preparazione? Questo è il compito degli amministratori. Per questo noi in piazza ci saremo, in un incontro pubblico, slegato da qualsiasi organizzazione, ente o associazione. Liberi. Ci saremo anche a costo di essere in due. Non ci nascondiamo dietro la paura”.

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