«Un rimborso chilometrico per chi abbandona l’auto per la bici nel recarsi a lavoro»

L’interrogazione della consigliera comunale di Fratelli d’Italia Sara Soresi, che chiede al Comune di attivarsi per partecipare a bandi europei o fondi nazionali e regionali

«Il “Bike to work” è uno strumento che può incentivare l’utilizzo della bicicletta e, conseguentemente, migliorare qualitativamente la vita cittadina. In particolare, prevede un rimborso economico ai lavoratori che scelgono di recarsi al lavoro in bicicletta, rinunciando, così, all’automobile. Si tratta di un rimborso chilometrico (ossia basato sulla distanza percorsa) che, solitamente, si aggira tra i 0,23 ed i 0,25 cent. a chilometro ed è calcolato grazie all’utilizzo di sistema G.p.s. e di un’apposita app».  Per questo motivo Sara Soresi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha presentato un’interrogazione per chiedere all’Amministrazione comunale se intenda assumere le iniziative necessarie volte avvocato sara soresi-2allo studio ed alla realizzazione del progetto “Bike to Work”, anche mediante la partecipazione ad eventuali e futuri bandi europei, nazionali e/o regionali che prevedano finanziamenti rivolti all’attuazione della proposta summenzionata.

«Il Comune di Piacenza, anche nel P.U.M.S. (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), presentato lo scorso mese di dicembre, ha evidenziato elevata sensibilità verso la promozione di un maggior utilizzo della bicicletta, prevedendo la realizzazione di nuove piste ciclabili nonché l’assestamento di quelle già esistenti. Ritengo, pertanto, utile, anche, valutare l’adozione dello strumento del “Bike to Work” che, sostanzialmente, si pone il medesimo obiettivo: incentivare la mobilità sostenibile». «In numerosi Paesi europei (Francia, Belgio, ecc.) già da tempo, il “Bike to Work” è utilizzato al fine d’incentivare l’utilizzo della bicicletta da parte dei cittadini e, negli ultimi anni, anche in Italia, alcune città (Massarosa, Torrino ecc.) hanno seguito l’esempio europeo, adottando tale tipologia di sistema. Credo – continua Soresi – che anche Piacenza possa e debba impegnarsi in tal senso, cercando di sfruttare qualsivoglia finanziamento europeo, nazionale e/o regionale volto al miglioramento degli spostamenti a basso impatto ambientale».

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