Vallera chiede bus per andare alla Besurica e un centro anziani

Prosegue a Vallera (e Quarto) il tour del sindaco Barbieri nelle frazioni: «Imbarazzante che le telecamere cittadine non siano state collegate al comando dei carabinieri». I cittadini vogliono sfruttare l’asilo rimasto senza bimbi per i tanti anziani residenti

La Giunta a confronto

«Tutti si sono sentiti soli in questi ultimi anni, questa concertazione dal basso è molto utile. Non voglio che sia l’unico nostro confronto fino alla prossima campagna elettorale, fra cinque anni. Sarà un percorso su cui ogni anno ci confronteremo». Così ha esordito a Vallera il sindaco Patrizia Barbieri, che ha ripreso il suo “tour” nelle frazioni per ascoltare le esigenze dei cittadini della periferia cittadina. All’anfiteatro di Vallera (erano invitati anche gli abitanti di Quarto) si sono presentati, insieme a lei, anche gli assessori Luca Zandonella, Erika Opizzi e Paolo Mancioppi, oltre all’architetto e dirigente del Comune Taziano Giannessi.

Come le altre frazioni già visitate, Vallera sente l’esigenza di migliorie alla viabilità e al trasporto pubblico. La Strada Agazzana è troppo trafficata e pericolosa per tanti. «Sarebbe importante per noi – ha preso la parola un residente - far entrare il bus di Vallera alla Besurica, dove ci sono tanti servizi per gli anziani come la farmacia, il medico, il punto prelievi. Gli anziani non possono essere scaricati sulla strada Agazzana per poi attraversare a piedi». «I pullman una volta ci portavano all’ospedale – ha ribadito una cittadina -, il servizio è pessimo. Neanche i giovani possono usarlo per andare alla Besurica, è troppo rischioso attraversare l’Agazzana». «La pista ciclabile non è sicura – ha aggiunto un anziano -, ci sono bici che sfrecciano a 50 all’ora davanti all’ingresso del paese, le auto dal paese non possono uscire, ci ritroviamo delle bici a pochi centimetri».

Numerose le richieste: un lampione in strada Maganza davanti all’asilo, un’asfaltatura di 200 metri in via Breviglieri, la rimozione (nella stessa via) di un dosso ritenuto inutile e dannoso per gli agricoltori, la mancanza di una fontanella al parco giochi e di diversi cartelli stradali (tra cui il nome del paese). Diciotto famiglie che risiedono alla “Corte Biasina” lottano da tempo per avere un ingresso (e un’uscita) in sicurezza dal loro piccolo centro. «Vorremmo trovare una soluzione – ha fatto presente una ragazza -, il collegamento con la strada Provinciale provoca una situazione di forte rischio. Si formano numerose colonne d'auto che ci impediscono di entrare e uscire dalla zona. Si poteva fare una corsia di accelerazione anche per noi». Altra segnalazione: bisogna illuminare l'incrocio di strada Maganza con la Provinciale. «Gli abitanti di Vallera – ha detto un altro residente - sono aumentati, ci vorrebbe qualche campana di rifiuti in più, sono spesso strapiene».

CHE FARE DELL’ASILO CHIUSO?

La richiesta più importante riguarda l’asilo, rimasto senza bambini (erano iscritti solo in quattro, quando il numero minimo è 15) e da quest’anno chiuso. La gente, sulla sua destinazione, ha le idee chiare. «L'asilo qua è vuoto, cosa intendete fare di questa struttura? – chiede un signore all’Amministrazione -. La nostra paura è che ci vengano dentro i profughi». «Quello no», ha subito rassicurato il sindaco.

«L'anfiteatro è inutilizzabile – hanno spiegato alcuni residenti - per gran parte dell'anno, è una cattedrale nel deserto. È un ricettacolo di rifiuti, abbiamo un volontario che viene qua a pulire. Inoltre non è allacciato a nessuna presa elettrica: impossibile sfruttarlo». Meglio sfruttare l’asilo. «Se l'asilo non ospita bimbi, che venga utilizzato per la comunità, soprattutto per essere a disposizione degli anziani. Abbiamo volontari disponibili per i nostri anziani». La risposta del primo cittadino non si è fatta attendere. «Se c'è un'associazione disponibile con precise volontà in grado di formulare una proposta, possiamo anche pensare di affidare la struttura in gestione».

SICUREZZA E TELECAMERE

Altro tema sentito è quello della sicurezza. I cittadini di Vallera si sono autotassati per avere i controlli delle guardie giurate private nelle ore notturne e hanno chiesto al Comune di dare un contributo per incrementare i controlli. «Siamo indietro – fa notare Carlo Beoni - rispetto ad altre realtà, sulla videosorveglianza. La precedente Amministrazione ci ha dato risposte imbarazzanti al riguardo.  Ci sono convenzioni Consip disponibili per le frazioni da sfruttare, con costi di attivazione e manutenzioni competitivi». «Il comandante della municipale Vergante – ha annunciato il sindaco – sta elaborando un progetto di rete di videosorveglianza su tutta la città. La progettazione sarà ultimata a fine ottobre e terrà conto delle esigenze delle frazioni. È imbarazzante anche per noi venire a sapere che tutte le riprese delle telecamere della città non vengono trasmesse ai carabinieri. Vogliamo condividere tutte le informazioni e creare una rete di telecamere».

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Sbalzato dall’auto che si ribalta nel campo, muore un 51enne

  • Presidente del Vigolo aggredito a bastonate e rapinato, è grave

  • Si pente della droga e in confessione ne lascia un chilo e mezzo al parroco

  • Investito da una fiammata, gravissimo

  • Raduno del Secondo Raggruppamento Alpini, come cambia la viabilità

  • In bilico sul viadotto dell'A21, i poliziotti della Stradale lo salvano appena in tempo

Torna su
IlPiacenza è in caricamento