«Viale Dante non diventi la nuova via Roma»

Il parlamentare piacentino Tommaso Foti (FdI) interviene dopo l'ultimo grave fatto di cronaca accaduto nei giorni scorsi: «impedire l'ineluttabile decadimento di uno dei quartieri, fino a poco tempo fa, più vivibili della città»

Viale Dante

«Vi sono aree della città che necessitano di un monitoraggio costante, che sappia unire mirate azioni preventive - e, se del caso, repressive - alla promozione dell’inclusione sociale, al fine di scongiurare episodi delinquenziali come quelli verificatisi in viale Dante nella nottata di giovedì». E' la posizione di Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che ha stigmatizzato l’episodio di violenza che ha segnato le cronache piacentine in questi giorni: «Da viale Dante – sostiene Foti - arrivano segnali preoccupanti e ripetuti, che meritano tutta l’attenzione delle istituzioni. Solo pochi mesi or sono il quartiere è stato teatro di un luttuoso caso di femminicidio e pare che l’escalation di violenza non sia destinata a fermarsi qui». Per il parlamentare di Fratelli d’Italia non vi sono dubbi: «Pensare di liquidare i recenti accadimenti come episodi d’occasionale e gratuita violenza - rimarca Foti - rappresenterebbe un grave errore. Senza un concreto e deciso intervento delle preposte istituzioni viale Dante rischia di “fare la fine” di via Roma, divenendo luogo di degrado e insicurezza a danno della maggioranza dei cittadini che ivi risiedono. Lungi dallo scadere nella criminalizzazione preventiva di alcuno - spiega il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni - bisogna essere coscienti che la politica del “laissez faire” è destinata a produrre effetti nefasti e difficilmente rimediabili». 

A rincarare la dose è Nicola Domeneghetti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che sottolinea: «Da profondo conoscitore di viale Dante e delle sue attività commerciali non posso che essere fortemente allarmato. I residenti mi segnalano costantemente la presenza di balordi sino a tarda notte, circostanza questa, che genera un senso di insicurezza diffuso e che va a ledere il sacrosanto diritto delle persone per bene di vivere senza la paura di uscire da casa propria». 

«Merita riconoscenza e plauso - evidenzia Foti - la rapidità con la quale, anche in questo caso, i carabinieri e, più in generale, le forze dell’ordine, hanno individuato il supposto colpevole. Occorre però mettere in campo tutti gli strumenti di cui è dotato lo Stato per impedire l’altrimenti ineluttabile decadimento di uno dei quartieri, fino a poco tempo fa, più vivibili della città. E’ indispensabile, anziché lasciarsi andare a luoghi comuni o a iniziative inattuabili se non prima previste per legge, innanzitutto rifiutarsi di considerare questi fatti delittuosi come “imprevedibili”. La prevenzione del crimine - conclude Foti - è possibile solo con un costante e martellante presidio del territorio, che veda protagonisti tanto i responsabili della pubblica sicurezza quanto gli operatori dei servizi sociali».

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