Zanardi: «Apprezzo Barbieri che comprende la vera natura dell'attuale Provincia»

«Sono un po' sorpresa di chi per due anni mi ha criticato per il mio approccio collaborativo, da consigliere provinciale ai tempi, proprio in ottica di provincia come casa dei comuni ora stia sommessamente in silenzio»

Gloria Zanardi

«La riforma Delrio ha stravolto l'ente provinciale: ha mantenuto funzioni fondamentali, ma pochissime risorse per potere serenamente amministrare il territorio. E' evidente, sia per questioni prettamente tecniche che per ragioni concrete, che occorrerebbe ritornare ad una Provincia, ad elezione diretta, con pieni poteri e capacità sotto tutti i fronti. Nel frattempo, però, c'è un vasto territorio provinciale da gestire tra attività ordinaria, straordinaria e, ahinoi, a volte emergenziale». Scrive in una nota il consigliere del Gruppo Misto, Gloria Zanardi.

«Nell'attuale Provincia - prosegue -, come ente di secondo livello, non si discute di massimi sistemi, ma di esigenze reali del territorio che poco hanno a che fare con le appartenze politiche. Occorre un lavoro di squadra che va oltre, per comprendere i problemi e per cercare soluzioni fattive. Per questo motivo ho apprezzato le parole pronunciate oggi dal presidente Patrizia Barbieri in occasione del primo consiglio provinciale, che ricalcano esattamente quanto ho sempre sostenuto io durante il mio mandato biennale come consigliere provinciale delegata. Non è una questione di distribuzione di deleghe, è una questione di approccio. Esattamente per questo, nei due anni da consigliere provinciale, avevo deciso di cooperare attivamente con il presidente, nonostante appartenesse ad uno schieramento politicamente contrapposto al mio, proprio nell'ottica di collaborazione tra comuni nell'esclusivo interesse del territorio. Esprimo dunque la mia soddisfazione e il mio apprezzamento per quanto detto oggi da Patrizia Barbieri, a cui avevo già manifestato la mia fiducia al momento dell'elezione».

«Sono un po' sorpresa, al contrario, che chi per due anni mi ha criticato per il mio approccio collaborativo, da consigliere provinciale ai tempi, proprio in ottica di provincia come casa dei comuni ora stia sommessamente in silenzio. Ma comprendo che quando si ricoprono ruoli di maggioranza su poltrone comode, in provincia o altrove, sia più difficile dissentire», conclude.

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