Vaccini, l’Ordine dei Medici: «Le evidenze scientifiche sono sotto agli occhi di tutti»

Augusto Pagani, presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza: «I pregiudizi sulle vaccinazioni e il complottismo sui danni da vaccino provengono dall’altra parte. Giusto applicare le norme ed escludere i bambini non vaccinati da scuola»

Il dottor Augusto Pagani, presidente dell'Ordine dei Medici

«Come Ordine dei Medici di Piacenza ci allineiamo completamente alla posizione che ha assunto la nostra Federazione nazionale dei medici e riteniamo corretto rispettare l’obbligatorietà dei vaccini in favore del raggiungimento del 95% di soglia - livello minimo raccomandato anche dall’Organizzazione mondiale per la sanità - di copertura vaccinale che garantisce la cosiddetta “immunità di gregge”, a tutela della salute pubblica». Il dottor Augusto Pagani, presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza, non ha alcun tentennamento nell’esprimere la ferma posizione dell’ordine sulla questione vaccini. Corretto anche escludere i bambini dagli asili e delle scuole? «È giusto che, nel momento in cui come società ci diamo delle regole, sulla base delle evidenze scientifiche acquisite, queste vengano applicate – risponde il dottor Pagani - e rispettate all’interno della comunità, e ci siano sanzioni in tal senso. Per questo non trovo assolutamente sbagliato che venga impedito ai bambini di accedere all’asilo o a scuola se non sono stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie. Si pensi che in un Paese come gli Stati Uniti d’America neanche puoi mettere piede sul suolo, se non rispetti queste condizioni igienico-sanitarie. I comportamenti sbagliati devono essere perseguiti». Il Movimento politico appena sorto che si è posto l'obiettivo della libertà di scelta in ambito medico lamenta un «mancato dibattito pubblico» sui danni da vaccino e contesta le sanzioni e radiazioni inflitte ai medici che abbracciano questa causa. «Mi pare che non sia per niente così. Il dibattito, il confronto, gli studi e le ricerche in ambito medico sui vaccini ci sono stati e proseguono. E le evidenze di queste sono alla portata di tutta la comunità e sotto agli occhi di tutti. Mi sembra che i pregiudizi - come il complottismo sui danni da vaccino - stiano tutti dall’altra parte della barricata». Il dibattito sui vaccini in Italia è diventato acceso dopo che il governo Gentiloni è intervenuto – dopo un evidente calo delle vaccinazioni – nel 2017 con la legge Lorenzin (la 119), che prevede che i bambini non vaccinati non possano essere più accettati nelle scuole dell’infanzia e all’asilo nido. Nelle scuole dell’obbligo la mancata vaccinazione prevede invece una multa. Da mesi l’attuale Parlamento è al lavoro per una nuova legge che dovrebbe introdurre l’obbligo flessibile.

Emilia-Romagna oltre la soglia di sicurezza: copertura superiore al 95% per i bimbi di due anni

Al 31 dicembre 2018 - cioè alla seconda rilevazione trasmessa al ministero, dopo quella di giugno - l’Emilia-Romagna conferma di aver superato il muro del 95% per tutte le vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge regionale (difterite, tetano, poliomielite, che si assestano ciascuna al 95,7%, ed epatite B al 95,5%) per la frequenza al nido. Norma entrata in vigore nel novembre 2016, dopo che la Regione, prima nel Paese, aveva approvato la legge sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione a nidi e materne, aprendo la strada al successivo obbligo nazionale. Obiettivo raggiunto anche per emofilo B e pertosse, poi aggiunte dalla normativa nazionale, mentre per morbillo-parotite-rosolia (Mpr) si assiste ad una significativa accelerazione nell’ultimo triennio, con la copertura passata dall’87,2% del 2016 al 93,5% del 2018. Guardando poi i dati dei bambini di 36 mesi, quindi nati nel 2015, la percentuale di copertura per la Mpr raggiunge addirittura il 95,8%. «È un risultato straordinario – hanno commentato nei giorni scorsi il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore alla sanità Sergio Venturi -. Nel giro di due anni, e dunque dall’entrata in vigore della nostra legge regionale, abbiamo recuperato il calo registrato fino al 2016 e assistito a una risalita rapidissima. La copertura a 24 mesi resta l’indicatore principale, quello usato anche nei Livelli essenziali d’assistenza: è l’ambito in cui eravamo scesi di più e dove, finalmente, nel 2018 abbiamo superato il 95% perdifterite, tetano, poliomielite, epatite B, ma anche per emofilo B e pertosse. È un risultato di cui andare orgogliosi, perché i vaccini hanno salvato, e continueranno a salvare, milioni di vite. Non bisogna certo abbassare la guardia, questi numeri devono essere confermati per più anni successivi, ma possiamo già dire di aver avuto ragione quando decidemmo di introdurre qui l’obbligo vaccinale, spiegando che si trattava di una misura a beneficio dell’intera comunità regionale e soprattutto dei bambini più indifesi, alle prese con patologie che abbassano, se non azzerano, le difese immunitarie. Abbiamo sempre privilegiato il confronto, primo fra tutti con famiglie e genitori dubbiosi, anche grazie alla rete attivata con i professionisti e gli operatori del nostro sistema sanitario regionale, a cui va il riconoscimento di tutti noi: insieme, siamo riusciti a realizzare un’operazione vasta e complessa senza che si siano registrati particolari inconvenienti o disagi. E siamo orgogliosi di aver fatto da traino alla legge nazionale, e di aver quindi contribuito a invertire in tutta Italia il pericoloso trend di calo delle vaccinazioni».

Se l'Emilia-Romagna mediamente è sopra la soglia del 95%, Piacenza rimane ancora sotto. Ecco la tabella

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