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Area ex Mazzoni, «Piacenza non ha bisogno di edilizia residenziale e supermercati»

Via Luciano Samuelli 80 · Gossolengo

La riqualificazione dell'area ex Mazzoni di via Calciati ha tenuto banco per giorni nel dibattito politico locale. Un lettore ci ha inviato una sua riflessione sul tema. 

Onestà e buon senso è il connubio che dovrebbe sempre operare nella politica; purtroppo questo non sempre avviene in Italia. La gestione della cosa pubblica dovrebbe partire dalle esigenze dei cittadini per poi arrivare alle soluzioni. La realtà invece ci mostra come la politica capovolge spesso questo principio per assecondare interessi particolari, sacrificando così quelli generali. Il caso dell’ex Mazzoni è emblematico di questo modo di agire; siamo in presenza di un’area da riqualificare, la cui destinazione (terziario/residenziale), non trova evidentemente un utilizzo adeguato poiché, se così non fosse, sarebbe stata utilizzata dalla proprietà stessa e non lasciata in uno stato di degrado. La logica di mettere al primo posto il benessere dei cittadini, dovrebbe indurre la gestione politica a partire, non dalla riqualificazione quest’area (privata), adibendola a nuova edilizia residenziale e a un centro commerciale (evidentemente proposta venuta da parte della proprietà dell’area stessa), bensì dal valutare le esigenze della città. Piacenza ha bisogno di nuova edilizia residenziale? Piacenza ha bisogno di nuovi centri commerciali? Se la risposta a queste domande è “SI”, allora la politica, valutate le disponibilità di aree idonee sul territorio, interpella la proprietà di quest’area degradata, offrendo la modifica di destinazione della stessa (da terziario/residenziale a commerciale/residenziale, con conseguente aumento di valore dell’area) in cambio dell’impegno della proprietà stessa a realizzare queste opere. Poiché Piacenza non ha nessuna di queste esigenze (oltre 8.000 locali vuoti/invenduti e decine di supermercati che stanno, tra le altre cose strozzando il piccolo commercio e facendo morire il centro storico) questa decisione della politica appare del tutto immotivata e non presa nell’interesse dei cittadini, bensì di una parte privata soltanto, che con questa nuova destinazione d’uso avrà un profitto ingiustificato. Altre soluzioni sono possibili, partendo sempre dalle esigenze della città; Piacenza è una delle città che soffre maggiormente l’inquinamento atmosferico della pianura Padana. Questa è una vera emergenza che non viene mai affrontata dalla politica (se non con provvedimenti palliativi, tipo limitazione/blocco del traffico); altra esigenza è la mancanza di spazi verdi adeguati e alberi nelle zone del centro, che contribuirebbero ad abbattere l’inquinamento, oltre a rendere più vivibile la nostra città. Spazi come l’ex Mazzoni, a ridosso del centro storico, si presterebbero molto bene ad un utilizzo “verde”, contribuendo a ridurre le suddette problematiche. Il buon senso, che la politica dovrebbe avere, suggerirebbe una soluzione alternativa alla modifica della destinazione ad uso commerciale e residenziale dell’area, destinandolo invece a verde pubblico, con magari annesso qualche parcheggio, di cui la zona è sempre carente. All’obiezione (legittima) che si tratta di un’area privata e che quindi non sarebbe giusto questa sorta di “esproprio”, la politica deve saper trovare il giusto equilibrio che salvaguardi l’interesse di tutte le parti, (senza favorire quella privata oltre quanto è giusto). Nel caso specifico è evidente che la parte proprietaria dell’area non ritiene veramente profittevole l’utilizzo terziario dell’area, lasciata in stato di degrado fino ad oggi (un area logistica incuneata in una zona residenziale a ridosso del centro storico andava bene mezzo secolo fa, ma non certo oggi), a questo punto l’offerta della politica non deve essere: “Ti do la licenza di costruire case e un supermercato di 1500 mq, che non ci servono, e che in un prossimo futuro saranno probabilmente costruzioni inutilizzate, lasciate vuote, come purtroppo già avviene in altre zone della città”, bensì quella di offrire una zona alternativa in area logistica/industriale dove insediare un’attività terziaria (stessa destinazione d’uso), lasciando l’area ex Mazzoni ad area verde. In pratica la demolizione delle strutture esistenti sull’area sarebbe comunque effettuata, dunque spostando l’area edificabile (senza aumentarne la superficie) in zona lontana dal centro, lascerebbe invariata la superficie edificata, senza ulteriore consumo del suolo. Questa o altre soluzioni che tutelino maggiormente gli interessi dei cittadini sono possibili se la politica si fa carico degli stessi usando onestà e buon senso; certo se sono altri i moventi che guidano le scelte della politica, la situazione della nostra città non potrà che continuare come è accaduto fino ad oggi, con i vecchi problemi che non si risolvono e i nuovi che si aggiungono.

Giuseppe Rai

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Commenti (3)

  • Penso che sia una grande opportunità per Piacenza...negozi di vicinato nel centro storico non ne esistono più sono solo grandi catene i commercianti che si lamentano guarda caso sono quelli che a loro volta hanno affittato a grandi catene e sicuramente nn moriranno di fame l'inquinamento lo abbiamo già quindi le argomentazioni dei contrari stanno a zero

  • E daglie con i negozi di vicinato e centro storico....ma quali negozi di vicinato ci sono nel centro storico? Farsi un giro in via xxSettembre,strada centralissima di Piacenza,di negozi di vicinato forse ce ne saranno un numero che si contano sulle dita di una mano....il resto sono tutti negozi de grandi catene che hanno ridotto via xxSettembre ad una esposizione quasi uniforme di mutande e bigiotteria. Questi sono i negozi di vicinato? Infine se l'area ex Mazzoni viene riqualificata per prevenire o eliminare il degrado di quella zona (già molto a rischio) che ben venga qualsiasi riqualificazione. Per quanto riguarda l'inquinamento dll'aria della città non si elimina piantando un centinaio di alberi ma facciamoci una domanda sull'autostrada che passa in città,i cementifici e la centrale elettrica.....

  • Una cosa è il pubblico un'altra è il privato, ci arriva anche mio figlio. Ma con che diritto uno chiede di lasciare a verde un'area privata? Solo questa domanda mette in crisi tutto quello scritto sopra. Il comune può portare avanti una trattativa per cercare una permuta dell'area in oggetto ma non è detto che il privato la accetti. C'è l'ipotesi che il Comune possa comperare l'area oppure c'è l'ipotesi che il comune si metta di traverso per impedire il cambio d'uso da residenziale a commerciale. Tutte ipotesi non praticabili una per mancanza di fondi da parte dell'ente e lì'altro perchè la proprietà evita la richiesta di cambio d'uso e lasci l'area così com'è aspettando tempi migliori. Il problema, e l'esponente del 4valli5stelle non comprende, è che tutte le aree all'interno della città edificata possono essere riqualificate come e quando vogliono o avere cambi d'suo che seguano le norme vigenti (e ce ne sono tanti). La motivazione è semplice, piano del commercio regionale e nuova Legge regionale sull'urbanistica lo permettono e poi, concettualmente, la città cambia e si trasforma da sempre. Sono altri i problemi da tenere in considerazione e visto che il sottoscritto non è un ipocrita, dico anche che questa sorta di battaglia è utilizzata solo per avere visibilità politica davanti ai cittadini. Quello che ha scritto Rai è un punto di vista senza fondamenti e prettamente sbagliato e lo dimostra il fatto che mette l'inquinamento alla base del suo discorso e pensa di risolvere il tutto trasformando un'area privata in un giardino (visto le dimensioni) sperando di mitigare l'inquinamento.

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