13esimi per eco-mobilità, secondi per parcheggi di scambio

Il settimo rapporto di Euromobility fotografa la situazione mobilità sostenibile per le 50 principali città italiane: Piacenza non entra nella top ten ma è ampiamente nella prima metà della classifica

di di Doug 88888

Piacenza non riesce a rientrare tra le prime dieci posizione, ma strappa comunque un onorevole 13esimo posto. È il responso del settimo rapporto di Euromobility sulla mobilità sostenibile, una graduatoria dei principali centri urbani italiani, elaborata da Euromobility con il contributo e il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare.

La classifica è stilata tenendo conto di molti indicatori: car sharing, bike sharing, mobility manager, presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili a più basso impatto ambientale (gpl, metano), funzionalità del trasporto pubblico, presenza di piste ciclabili e zone a traffico limitato e pedonali, dei dati sui parcheggi di scambio e a pagamento, di quelli sulla sicurezza, sulle flotte di veicoli comunali e sulla distribuzione delle merci in città, nonché delle iniziative di promozione e comunicazione a favore della mobilità sostenibile. Le 50 città monitorate sono tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti.

Il primo posto va a Venezia, che lo riconquista dopo due anni, aggiudicandosi il titolo di città più "eco-mobile" d'Italia. Sul podio ancora tutte città del nord con il secondo posto a Bologna e il terzo a Torino, ma nella "top ten" ritorna anche Firenze che conquista il settimo posto. Milano si piazza in sesta posizione, mentre Roma soltanto al ventesimo. Ancora nella “top ten” Bergamo all’ottavo posto, seguita da Padova e Genova. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile Siracusa, Reggio Calabria e Potenza.

Piacenza, in particolare, si classifica al secondo posto (dietro Venezia - molto avvantaggiata per questioni logistiche intrinseche -) per dotazione di parcheggi di scambio: sono 72 ogni 1.000 autovetture circolanti.

“Questo settimo Rapporto - dichiara Lorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobility - segnala che finalmente inizia a ridursi il tasso di motorizzazione, aumentano i veicoli a basso impatto in uso ai Comuni e alle loro aziende e riprende anche la crescita del numero di auto a metano e gpl, che raggiungono il 7.5% del parco nazionale circolante. Ma conferma, purtroppo, che ai servizi innovativi credono più i cittadini che i loro amministratori: se il bike sharing mostra una crescita a due cifre percentuali sia di utenti sia di biciclette, al car sharing si rivolgono sempre più cittadini ma le automobili diminuiscono del 2.4%”. Anche il Presidente Riccardo Canesi non fa salti di gioia, ma anzi bacchetta le amministrazioni “che dimostrano ancora di non aver compreso appieno quanto faccia bene alla salute delle città e a quella dei cittadini la mobilità attiva, l’uso cioè dei propri piedi e della bicicletta per gli spostamenti quotidiani. I percorsi in città sono ancora troppo poco sicuri e l’impegno sul piano culturale è scarso o addirittura assente”.
 

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