Lupa, la ricetta di Viali: «Meno pressioni e aspettative, più risultati»

Presentato il nuovo allenatore della Lupa Piacenza che prende il posto di Carlo Sozzi. «Il mio passato a Cremona? E' stato importante per me, ma oggi faccio l'allenatore e darò tutto per questa squadra. Ma bisogna alleggerire la pressione sui ragazzi»

William Viali, nuovo allenatore della Lupa Piacenza

Vietato sbagliare, o quasi. Lo staff della Lupa Piacenza ha presentato William Viali, il nuovo allenatore della squadra uscita a testa bassa dalla partita di domenica scorsa e che è costata la panchina a Carlo Sozzi. Ma il nuovo mister mette subito in chiaro un paio di cose. La prima è che il passato come capitano della Cremonese non deve né pesare né influenzare questa sua nuova missione. La seconda invece riguarda un fattore molto importante per il Piacenza: lo spirito di squadra. «I ragazzi - ha detto - forse sono stati investiti di eccessiva responsabilità, mentre invece per dare il meglio hanno bisogno di tranquillità e di entusiasmo». Dunque, anche se sicuramente hanno le spalle buone, i giovani giocatori nelle cui mani sono le sorti del nome storico del calcio piacentino, sono stati caricati eccessivamente  di aspettative e responsabilità, e il nuovo mister ora vuole reimpostare il lavoro in maniera molto più "light", ma non per questo meno seria. Anzi: «Trovare l'equilibrio sarà fondamentale» afferma Viali.

L'impressione è che si tratti di un professionista con le idee chiare, anche se saranno i risultati in campo - ovviamente - a premiare la sua idea di Lupa Piacenza. Quanto pesa l'esonero a tempo di record del suo predecessore? «Quando uno decide di fare questo mestiere - spiega Viali - non pensa mai alle situazioni negative. Uno parte con entusiasmo e deve trasmettere entusiasmo. Oggi vedo solo l’obiettivo principale e quello che abbiamo davanti. Poi le difficoltà da superare e i momenti critici non mancheranno certamente. Oggi del Piacenza Calcio rimangono solo la maglietta, lo stadio e i tifosi. La gente cerca il riscatto in questi ragazzi, ma non lo otterranno certo in un mese. E’ un peso troppo grande per loro ridare gioia a chi – tifosi e appassionati - sta soffrendo ormai da due anni». E poi riprende ancora sullo stesso argomento: «E’ importante sgravare il peso della eccessiva responsabilità di questi calciatori. Pur essendo tutti di grande livello, sono però poco abituati alla grandezza di queste piazze e di questi tifosi. Si è caricata molto questa stagione. In molti danno la Lupa come vincitrice del campionato. Tutti certamente conosciamo l'obiettivo che abbiamo, ma ragionando solo in questa maniera si crea un'eccessiva pressione che forse oggi non sappiamo gestire. Questi ragazzi hanno bisogno di tranquillità e di entusiasmo, non di pressione. Hanno bisogno di abitudine e quotidianità. Le stesse che poi ti portano a giocare la domenica con scioltezza. Il periodo che abbiamo davanti servirà per crescere e diventare forti, anche moralmente, come gruppo. Portando anche i risultati, ovviamente».

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«Mi presento con la mia onestà - sottolinea il neoallenatore - I due anni e mezzo di Cremona sono stati importanti per me, così come le altre squadre che ho cambiato. Dove ho giocato, ho cercato di dare di più della mia professione. Sarebbe facile venire qui a Piacenza e, per conquistare i tifosi in maniera ruffiana, rinnegare il mio passato. Cremona fa parte della mia storia, ho dato tutto per quella maglia. E lo stesso farò ora. Con la stessa passione e lo stesso entusiasmo di allora. Ma oggi faccio l’allenatore, quindi è tutta un’altra cosa. E se non credessi davvero in questa squadra e in questa missione non avrei mai accettato di scendere di categoria. Di sicuro so che i ragazzi scelti per la Lupa sono tutti di grande livello, questo è indubbio».

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